Editoriali

L’olio extravergine di oliva è un costo per il ristorante

L’olio extravergine di oliva è un costo per il ristorante

Adesso la moda è volere a tutti i costi imporsi con la ristorazione e il mezzo è sbandierare il costo di un giro d’olio nel piatto. Ecco perché olivicoltori, frantoiani e ristoratori non parlano la stessa lingua e la contrattazione diventa difficile

22 marzo 2024 | Piero Palanti

“Houston abbiamo un problema”

È proprio il caso di dire "Ok, Houston, abbiamo avuto un problema qui" che è la frase vera usata dagli astronauti dell’Apollo13 per comunicare una avaria tecnica.

L'annata 2023/2024 doveva essere l'anno del riscatto dell’olio extravergine di oliva. Con la mancanza di olio spagnolo di basso costo, ci si aspettava una facile vendita del prodotto italiano. Invece, il consumatore tentenna, l'horeca sfugge e la GDO gioca al ribasso, puntando solo sul prezzo.

Qualità, cultivar, provenienza: tutto in secondo piano. Il prezzo è l'unico argomento di discussione, sia con l'horeca che con la GDO. Un dialogo piatto che svantaggia il produttore, costretto a ribassare i prezzi per vendere.

Per anni abbiamo scimmiottato il vino, con una comunicazione ingannevole. Il vino accompagna il pasto, l'olio ne fa parte: la differenza è netta! L'olio extravergine non è un accessorio, ma un ingrediente fondamentale con utilizzi e funzioni diverse, prima o poi qualcuno si sarebbe accorto del bluff.

Personalmente non mi stupisco che l’argomento unico di discussione con HORECA, per esempio, sia soltanto il prezzo, si tratta di imprenditori, di filiere diverse e con un solo linguaggio in comune: i soldi.

In una compravendita i parametri da valutare e discutere dovrebbero essere tanti, invece l’argomentazione è piatta, il produttore è sempre in svantaggio e troppo spesso si parla solo di prezzo al ribasso.

“Houston abbiamo un problema”

Perché non si riesce a venderlo al giusto prezzo? Perché il consumatore non sa cosa sia l'olio extravergine!

Adesso la moda è volere a tutti i costi imporsi con la ristorazione e il mezzo è sbandierare il costo di un giro d’olio nel piatto. Senza capire che si continua a parlare di soldi! E come se non bastasse si fanno i conti in tasca al ristoratore.

Poi c’è quella cattiva abitudine di intrufolarsi nei ristoranti dove sono presenti altri colleghi, può essere comodo e facile ma non è professionale, si indebolisce la posizione contrattuale di tutti i produttori e si innesca la famosa guerra dei poveri e dei prezzi al ribasso, ci si fa male da soli. E si parla soltanto del costo.

Se un ristoratore non rispetta il produttore come azienda e pretende solo il prezzo, sicuramente non è il cliente adatto e merita di offrire ai suoi clienti i gusci colorati con dentro grasso non ben indentificato. L’olio di qualità non fa per lui.

“Houston abbiamo un problema”!

Siamo ottimi produttori ma pessimi commercianti.

Avete mai pensato di cambiare prospettiva? Oppure mettervi nei panni dei ristoratori?

Tu sei un imprenditore, produttore di olio extravergine di qualità, forse il prodotto più sano, complesso, nutraceutico e coinvolgente che abbiamo nella nostra produzione agroalimentare, spesso non lo sai presentare e purtroppo spesso non lo sai vendere.

Dall’altra parte ho un imprenditore ristoratore che non conosce questo prodotto, non fa parte della tradizione, non fa parte del suo bagaglio scolastico, lo usa come semplice mezzo tecnico per la cottura o per aumentare la grassezza del piatto e quindi lo considera un costo.

È triste dirlo ma qualcosa non va, non si parla la stessa lingua e la piattaforma contrattuale è impari.

Cosa fare?

Trovare dei comuni punti di interesse potrebbe portarci a una intesa migliore.  

"Houston, abbiamo un problema", ma è ancora possibile trovare una soluzione?

Potrebbero interessarti

Editoriali

Cara Giorgia Meloni, tassiamo gli extraprofitti della Grande Distribuzione sull'olio extravergine di oliva

Dopo il price cap su benzina e gasolio, applichi un price cap, al contrario, sull'olio extravergine di oliva a scaffale. Se poi si potesse mettere davvero in galera qualche buyer della GDO che fa strozzinaggio, insieme con qualche imbottigliatore truffatore e alcuni olivicoltori e frantoiani magheggioni, allora i miracoli sarebbero due. E potrei persino credere che sa camminare sulle acque

22 ottobre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva italiano a 3,99 euro al litro a scaffale: l’Italia olivicola è morta

Cara Gros, l’offerta in corso è immorale. Va ritirata! Permettere di vendere olio italiano a 3,99 euro/litro significa voler male all’Italia. E soprattutto, cari olivicoltori e frantoiani, il giusto posto per protestare non sono più né i porti né le piazze ma i supermercati

14 ottobre 2026 | 09:32 | Alberto Grimelli

Editoriali

Difendere la Cucina Italiana e la Dieta Mediterranea, non solo a parole

Meno paesaggio, meno biodiversità, meno Italia con l’abbandono definitivo delle aree interne, che sono tanta parte dei luoghi, segnati soprattutto da piccoli paesi, dove ancora è possibile sentire il Genius loci e raccontare millenni di storia, cultura, bellezza, sapori e profumi

13 ottobre 2026 | 14:00 | Pasquale Di Lena

Editoriali

Olio di oliva contraffatto in magazzino e quel prezzo che nessuno vuole vedere

Due latte di olio sofisticato sigillate in magazzino non sono bastate per una condanna: il Tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”. Resta però una domanda scomoda per tutta la filiera: perché nella ristorazione l’extravergine continua a essere considerato un costo da tagliare anziché un ingrediente da valorizzare?

07 ottobre 2026 | 16:00 | Giosetta Ciuffa

Editoriali

Most Wanted: Adel Ben Romdhane, il re dell’olio di oliva tunisino è ormai solo un fuggitivo

Manca solo una taglia, come era in voga nel selvaggio West. E chissà che qualcuno dei numerosi creditori di Bioliva o Borges Organic Olive Oil Company non ci pensi davvero, anziché fargli solo accumulare condanne penali. A un anno dall’inizio dell’inchiesta su Teatro Naturale

04 ottobre 2026 | 08:45

Editoriali

La mancetta del governo italiano all’olivicoltura e all’olio di oliva: nessuno stato di crisi

I 40 milioni di euro di cambiali agrarie per i frantoi sono una mancetta, fumo negli occhi per un comparto che si appresta a vivere una delle campagne olearie più drammatiche della storia recente. Ma il governo italiano fa lo struzzo: niente stato di crisi, l’Italia fa meglio dei competitor

28 settembre 2026 | 14:00 | Alberto Grimelli