Editoriali
Gioia e lacrime per Americo Quattrociocchi, orgoglio della Ciociaria olearia
Da Alatri a Terracina dopo investimenti e sudore. Ma anche lacrime di rabbia e dolore sulle sue gote, nel giorno più bello
27 luglio 2021 | Alberto Grimelli
E' bello vedere la gioia negli occhi di un produttore olivicolo-oleario che vede sbocciare il suo sogno, lo vede crescere ed evolvere.
E' questo il caso di Americo Quattrociocchi che ha spostato la propria sede da Alatri, terra dei suo padri, fino a Terracina, dove ha inaugurato un nuovo stabilimento, oltre che uno spazio espositivo e vendita diretta moderno e arioso.

Era il suo sogno e l'ha realizzato. Spazi ampi dove poter lavorare in tranquillità e veder crescere ancor di più la qualità delle proprie produzioni.
Americo Quattrociocchi è un'eccellenza della Ciociaria. In un contesto difficile ha fatto impresa. Oltre a fare impresa l'ha fatta crescere, dando lavoro. Oltre a vederla crescere è diventato un esempio da seguire.
Un virtuoso delle marmellate che, diciamocelo, sa fare pure l'olio extra vergine d'oliva e pure bene.
Se li merita gli applausi e le pacche sulle spalle Americo.

Non se le merita invece le lacrime, il magone e la tristezza che lo hanno avvolto proprio poche ore prima della grande inaugurazione, della festa, della celebrazione.
Sabato pomeriggio è andato a fuoco uno degli oliveti a cui Americo è più affezionato, quello dell'Olivastro, quello di Sonnino, meno di 25 chilometri da dove lui, amici e collaboratori stavano facendo gli ultimi preparativi per aprire finalmente il nuovo stabilimento e il nuovo punto vendita.
Ma non è stata una fatalità o una disattenzione a bruciare tanti olivi.
C'è la mano dell'uomo.
Si è trattato di un incendio doloso secondo le prime ricostruzioni.
Proprio mentre bruciavano migliaia di olivi in Sardegna, qualcuno ha pensato che potevano esserne distrutti alcune centinaia anche nel Lazio...
Per fortuna gli olivi sono resistenti. Hanno passato ben altre disavventure quegli olivastri.

La maggior parte, fidati di me Americo, si riprenderanno.
Ci vorrà qualche anno di cure, attenzione e amore.
Poi quel campo, quell'oliveto, sarà ancora più puro e pulito di prima.
Lo stesso non si potrà dire della coscienza di chi ha appiccato quel fuoco.
Da tutta la redazione di Teatro Naturale un grande abbraccio ad Americo Quattrociocchi, con l'augurio di veder risplendere presto il suo sorriso e di sentire la sua sonora risata riempire frantoio, magazzini e punto vendita.
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Accedi o Registratigiampaolo sodano
31 luglio 2021 ore 12:32molti anni fa nel corso di una fiera mi recai allo stand di Quattrociocchi per stringere la mano di Americo che aveva vinto un premio. gli dissi che il mondo dell'olio in italia aveva bisogno di imprenditori come lui. mi piace ricordare questo episodio per ripetere oggi lo stesso giudizio di allora. ha ragione Alberto: le piante dell'olivastro torneranno a fare olive e l'olio quattrociocchi continuerà il suo percorso di successo. chi accende un fuoco non ha nè successo nè futuro. PS. lo stabilimento è una bella opera di architettura. Complimenti Americo.
Fabrizio Ladi
31 luglio 2021 ore 05:04I miei piu` sinceri auguri per il nuovo stabilimento, e per la ripresa dell'uliveto!
Giorgio Franci
27 luglio 2021 ore 21:51Grande Americo ????????????
Alessandro Vujovic
31 luglio 2021 ore 14:03Complimenti all’impegno e la costanza di un professionista che rende grande l’Italia della Qualità