Editoriali
Per guadagnare con l'olio extra vergine di oliva bisogna tornare alla bottiglia da un litro
È veramente l’olio del supermercato il “nemico”? Occorre scendere dal piedistallo e confrontarsi con il mercato che non cerca solo oli di eccellenza ma anche buoni extra vergini per la famiglia
24 gennaio 2020 | Piero Palanti
Dopo tanti anni di lavoro nel mondo dell’olio extravergine qualche volta cado nello sconforto e mi faccio tante domande:
Possibile che sia così difficile creare una coscienza critica sull’olio?
Con interessi così grandi e sommersi riuscirò mai a smuovere qualcosa?
Piano piano però lo sconforto mi passa e mi dico che è un lavoro bellissimo e che c’è tanto da fare e prima o poi diventerà vera la citazione:
“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita.”( Confucio)
Per adesso è una fatica infinita ma continuerò a farlo nonostante tutto!
Giorni fa un produttore ha “visitato” 3 mie consulenze nella stessa mattinata offrendo il suo olio, un buon olio tra l’altro, ma non posso pensare che sia un caso, quindi: non aderisci al mio progetto ma cerchi di sfruttare il lavoro che faccio?
C’è qualcosa che non quadra nel nostro mondo, tutti furbetti …
Ultimamente ho letto alcuni articoli e firmato una petizione che mi ha dato da pensare:
È veramente l’olio del supermercato il “nemico”? Le offerte sotto costo?
È sicuramente un sistema che fa acqua da tutte le parti e manca la cultura della qualità.
Va bene, fermiamolo il sotto costo! E poi?
Cosa consuma quella fascia di consumatori?
Lo stesso olio ma a prezzo pieno?
Cosa abbiamo risolto?
Avete proposte ?
O porti almeno una soluzione, o anche tu sei parte del problema (Confucio)
Cerchiamo di far capire al consumatore che quell’olio non è del tutto giusto e finalmente capirà che c’è di meglio; e se non è ancora preparato per la bottiglia da 500ml a 15,00 €? Come deve fare?
Cosa deve usare ?
Non è forse quella fascia di mercato che tutti vogliamo raggiungere ? Come educarla? Come convertirla?
Se smettessimo di aggredire quel prodotto discutibile e invece dedicassimo tutte le nostre energie per trovare una soluzione?
Proporrei di offrire un prodotto di ottima qualità senza difetti nel formato da LITRO che stia tra le offerte da supermercato e le bottiglie da 500ml di fascia medio alta. Un prodotto che si possa acquistare a 15-18 € al litro e di cui apprezzare la qualità e i sentori, e imparare a conoscere le varietà delle cultivar italiane, magari armonizzandolo al cibo, fino ad arrivare all’olio di alta qualità.
Dobbiamo incrementare e sostenere le aziende che vogliono crescere, abbiamo bisogno di maggiore produzione ma anche di consumatori consapevoli ed esigenti, soltanto loro possono indirizzare il mercato.
Potrebbe essere un ottimo modo per formare quel consumatore.
E qui arrivano i puristi saccenti che, dal pulpito con le spade sguainate, acclamano: si ossida, si rovina, non va bene, non ci siamo con i costi , l’olio va pagato ecc. ecc..
Ok! Lasciateli in mano al mercato dell’olio discutibile e a fine stagione se non siete riusciti a svuotare i vostri serbatoi svendete il tutto agli stessi signori alimentando il problema.
A una famiglia di 4-5 persone quanto potrebbe durare 1 litro d’olio in una bella bottiglia di vetro da mettere a tavola?
Scendete dai piedistalli , parlate con i consumatori , formateli, trovate soluzioni alternative ma valide, cambiare strategie non vuol dire abbandonare la lotta.
Personalmente ho cambiato sistema di lavoro e filosofia di vita, chi si comporta male o tradisce la mia fiducia viene semplicemente cancellato, mi dedico soltanto alle situazioni e alle persone positive con cui posso crescere e investire.
Ringrazio quel produttore che su mia richiesta ha prontamente creato quella bellissima bottiglia da 1 litro con un ottimo olio Bio per rispondere a una esigenza specifica del mercato.
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25 gennaio 2020 ore 16:17A dire il vero, una campagna per portare il consumatore dai 3 € ai 15-18 € per un litro di olio , ovviamente ottimo, mi pare destinata all'insuccesso, dirò di più: eccessiva. E' già difficile vendere a 9-10 € (sempre un olio ottimo!). Inoltre il consumatore viziato, anzi drogato, dalle campagne di sconti attuate dalla GDO, chiede sconti (per fortuna non sempre) anche ai 9-10 €
Sono convinto che moltissimi produttori del centro-sud, che imbottigliano il loro olio, sarebbero ben felici di vendere a 10 anziché a 4-5. Mi domando: quanti sono e quanto olio vendono?
Sarebbe interessante anche un paragone con il consumo di vino: c'è quello da 1 € al litro, quello da 5, quello da 10 ecc ecc
Infine: non c'è modo di mettere insieme le nostre forze verso uno scopo comune?
Grazie per l'attenzione
Franco Di Marco
Angelo Ferricchio
25 gennaio 2020 ore 13:30A proposito della petizione: sono curioso di vedere se il recepimento, da parte dell'Italia, della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare avrà un qualche effetto sui prezzi praticati dalla GDO sui prodotti civetta.
Bisognerà attendere il 2021...se va bene
Gian Luigi Baiardo
25 gennaio 2020 ore 10:44Ciao Piero non ci conosciamo ma da 20 anni con la mia azienda combatto questa battaglia; se vuoi possiamo parlare di cosa fare assieme. Buona giornata
Mauro Galardi
25 gennaio 2020 ore 09:33Vedi Piero....si vendono le Fiat Panda ma anche tante Mercedes e BMW...si vende il pane da 2€ al kg e il pane da 10€ al kg. Ci sarebbe spazio per tutti. Il problema principale è la corretta informazione del consumatore. Prima di tutto bisogna smettere di divulgare messaggi salutistici indifferentemente per tutto l'olio extravergine.
Solo quello di qualità fa bene! La massa dei prodotti che troviamo sullo scaffale a basso prezzo determina unicamente un apporto di grasso e quindi solo le tanto temute calorie responsabili di obesità e malattie cardiovascolari !
Danilo Scatizzi
26 gennaio 2020 ore 17:48Sig. Palanti bsera, leggo solo ora il suo articolo che mi trova completamente d'accordo, almeno basandomi sulla mia esperienza. Vede, io sono un appassionato di olio evo e sono docente ( del tutto in via gratuita) in alcune Università della Terza Età nella provincia di Pavia con l'unico scopo di formare i partecipanti ai corsi al gusto e alla cultura dell'olio; i risultati ci sono sia in termini di capacità di spesa che di volontà/interesse di spendere il giusto per un "giusto" prodotto. Ha ragione lei, caro Palanti, bisogna scendere dal piedistallo e dare a tutti con intelligente umiltà le proprie conoscenze. A proposito, è possibile che i corsi sull'olio evo costino queste cifre che ritengo semplicemente assurde ????
Complimenti ancora per il suo articolo.
Danilo