Editoriali

Anche l'ipocrisia uccide l'agricoltura

L'amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese, non vuole che si mettano sullo stesso piano caporalato e aste al doppio ribasso. E' uno scherzo? Così offende la nostra intelligenza...

07 settembre 2018 | Alberto Grimelli

Gentile dottor Pugliese,

ho letto e riletto la sua dichiarazione su caporalato e aste al doppio ribasso: “si vogliono confondere le acque sovrapponendo due fenomeni differenti, entrambi esecrabili, ma di natura molto diversa”.

Lei è troppo intelligente per non sapere che la sua affermazione è tanto confutabile da rasentare lo scherno per l'intelligenza altrui.

I due fenomeni non possono essere disgiunti perchè sono entrambi sintomi di un capitalismo malato che ha rotto gli ingranaggi dell'ascensore sociale che è stato alla base del progresso degli ultimi cinquant'anni.

Di più, sono entrambi fenomeni immorali che hanno in comune il disprezzo per l'uomo.

Il caporalato nega all'uomo la dignità, a partire dalle modalità di ingaggio, con i lavoratori costretti a stare “in vetrina”, in piazza o all'angolo di una strada, in attesa di venire scelti. La produttività viene equiparata a quella di una macchina e tanto vengono pagati, novelli robot di carne e sangue. Non è solo l'infima paga o la brutalità dei caporali, l'intero meccanismo è creato per cancellarne identità e umanità.

Il capitalismo predatorio che contraddistingue questi anni vorrebbe svilire, fino ad annichilire, l'operosità e l'ingegno umano, equiparandoli a una merce da acquistare dal miglior offerente.

Le aste al doppio ribasso sono la negazione del commercio, frutto delle negoziazioni e trattative tra persone, tra differenti visioni e competenze, interessi e capacità. Le aste al doppio ribasso, e ogni meccanismo automatico simile, sono sistemi spersonalizzanti che relegano l'uomo a mero esecutore di formule e algoritmi.

Caporalato e aste al doppio ribasso sono due facce della stessa medaglia.

Il caporalato è un'esecrabile riduzione in schiavitù dell'uomo, le aste al doppio ribasso operano nella stessa direzione, ma in maniera più subdola, con robot vestiti in giacca e cravatta anziché di stracci.

Le conquiste dell'Illuminismo vengono svuotate, calpestate e cancellate.

Questo capitalismo ci sta portando verso un nuovo Medioevo che, come la precedente epoca buia, sarà composto da vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba.

Mi rifiuto di credere che questa è l'unica scelta, quando un'altra via si vede: l'economia relazionale.

Non l'uomo per l'economia, ma l'economia per l'uomo.

Invertendo i fattori, il risultato cambia sostanzialmente.

Buon lavoro

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ANGELO PELLICCIOTTI

08 settembre 2018 ore 12:58

Senza un ripensamento totale delle politiche sociali, economiche, culturali, di pensiero, il "capitalismo feudale" porterà alla disgregazione del patto civile nei sistemi "democratici"; il percorso verso un nuovo umanesimo sarà ancora lungo e doloroso ma piccole rivoluzioni/cambiamenti nelle nostre scelte possono avviare il cammino