Editoriali

Un'alimentazione sana per i nostri figli è un dovere

22 giugno 2013 | Loriana Abbruzzetti

Poteva sembrare pretestuoso dieci anni fa, quando Pandolea vide la luce, pensare a un'associazione di donne dell'olio. Ce lo siamo chiesto spesso il senso della nostra avventura, se esistesse davvero una specificità femminile nel mondo degli oliveti e dei frantoi. Le risposte allora furono - e ovviamente restano - culturali. Ma oggi ci sono dati nuovi che danno un senso in più, una contestualizzazione maggiore a quelle convinzioni. 

Partiamo dalla fine dunque: gli elementi messi in risalto durante il convegno organizzato da Pandolea x i suoi 10 anni di vita, le relazioni delle nostre ospiti hanno tutte evidenziato il profondo legame esistente tra aumento consistente delle donne in agricoltura, maggiore consapevolezza di quanto agricoltura e paesaggio non possono essere disgiunti in un progetto globale di tutela e recupero, quanto si continui a puntare sempre più sulla qualità delle produzioni, dell'Olio extra Vergine in primis, e di quanto tutto questo sia legato fortemente a una più salda presenza femminile che è di serie A se non di serie A++ ! 

Ho voluto fare questa premessa perchè, al di la delle riflessioni e degli approfondimenti teorici o storico-culturali, e' il quadro stesso delle cose che parla di una specificità femminile nella cultura dell'olio di oliva. E' solo un caso che a una maggiore presenza faccia seguito una più alta consapevolezza? Una più alta richiesta di qualità? E' solo un caso se in dieci anni di vita Pandolea – attraverso le sue associate produttrici di olio e professioniste - ha raggiunto con le sue degustazioni mirate e le sue pubblicazioni 15mila ragazzi in tutta Italia? Chi altri ha mai pensato a fare educazione alimentare vera nelle scuole? A portare le bottiglie nelle aule e i bicchierini al naso e alle labbra dei piccoli alunni, facendo toccare loro con mano, con le papille, cosa sia olio di oliva extra vergine italiano. E chi, oggi, si pone per davvero il problema, l'obiettivo di far capire concretamente le cose ai nostri ragazzi? Siamo state noi donne che abbiamo stimolato, coinvolto, interrogato presidi, dirigenti scolastici e ministeriali, per il semplice gusto di fare crescere il gusto dei nostri ragazzi. Convinte che ciò sia un fatto davvero rivoluzionario che può cambiare dal profondo le coscienze. 

Per questi motivi e con questi obiettivi abbiamo voluto festeggiare i dieci anni di Pandolea con una richiesta forte e formale: che venga istituita una Settimana dell'educazione alimentare nelle scuole. E su questo abbiamo coinvolto parlamentari e professori, tecnici e studiosi, associazioni di produttori e associazioni culturali; su questi temi vogliamo, pretendiamo in quanto donne, in quanto mamme e in quanto produttrici di olio extra vergine italiano di alta qualità, che la società civile si esprima su un tema cosi essenziale per il futuro nostro e dei nostri figli soprattutto, e che la politica e le istituzioni diano risposte adeguate nel merito. Del resto, non si parla tanto "del fare"? E allora! Cosa c'è di più importante, primario, concreto, effettivo del nutrimento che diamo al nostro corpo? Per questi motivi, perchè siamo donne, conservatrici nel senso più rivoluzionario del termine, chiediamo con forza che il 2014 sia finalmente l'anno in cui la scuola possa vivere una Settimana interamente dedicata alla cultura dell'alimentazione. Sarebbe anche un gesto forte del nostro Paese in vista dell'Expo 2015 che ospitiamo a Milano e che ha proprio nella cultura alimentare e nella sostenibilità il suo centro forte. Vogliamo perdere anche questa di occasione? Forse sarebbe meglio fare qualcosa di... femminile. E stare a sentire le proposte delle donne dell'olio.

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Raffaele Giannone

08 luglio 2013 ore 10:57

Qualche parola solo per ringraziare la cortese sollecitudine della signora Abbruzzetti per i preziosi contributi degni di ogni dovuta considerazione.

Ad altiora.
Raffaele Giannone

Raffaele Giannone

25 giugno 2013 ore 19:40

Gentilissima signora Abbruzzetti,
anche io ho il "difetto" di essere maschietto, ma non per questo sono molto lontano dalla sua passione per l'alimento olio d'oliva, per la coltivazione della stupenda pianta dell'olivo e persino per le più moderne tecnologie di estrazione e conservazione.

Aggiunga che, nel tempo già ristrettissimo lasciato libero dalla mia professione, ho avuto (come ho) l'avventura della direzione tecnico-organizzativa di un "neonato" C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale) dei due riconosciuti (e finanziati) nella Regione Molise .

Tutto questo, lungi dall'essere vana notizia autoreferenziale, è solo per chiederle di darci, se possibile, qualche consiglio o informazione su progetti-iniziative istituzionali e, magari, anche materiali o risultanze di passate esperienze relative all'EDUCAZIONE ALIMENTARE, tale essendo uno dei due cardini programmatico-didattici del CEA nell'ambito della scuola dell'infanzia e primaria.

Inutile confermarle che era e resta mio intendimento porre un'attenzione particolare all'educazione di "amaro e piccante" per l'olio d'oliva, ma ogni esperienza o consuntivo o metodologia di cose già realizzate non può che giovare alla causa.

Perdoni la finalità solo apparentemente "utilitarista " del mio intervento, ma mi permetta di compiacermi per il tono appassionato con cui ha colto l'importanza della formazione alimentare e, in particolare, del preziosissimo e, ai più, sconosciuto alimento olio d'oliva.
La ringrazio comunque per la pazienza che avrà avuto a leggermi e resto in fiduciosa attesa di un suo riscontro.

Raffaele Giannone (rafgian@tin.it)

giovanni breccolenti

22 giugno 2013 ore 13:56

Io sono un maschietto, ma penso di avere la stessa passione vostra verso questo fantastico prodotto. Non è da ora che su questo spazio mi auspico addirittura un istituzionalizzazione dell'educazione alimentare nelle scuole primarie con al centro prodotti fondamentali come l'olio extravergine. Ben vengano quindi iniziative come queste, è fondamentale entrare nelle scuole(a prescindere dal sesso, che siano persone appassionate e competenti) per far conoscere la vera qualità dell'olio proprio perchè il bambino è molto piu' ricettivo di un adulto.
E sarebbe fondamentale entrarci anche con gente esperta in materie salutistiche per ribadire il forte legame fra salute e olio buono, per codificare definitivamente la grande importanza del piccante e dell'amaro (quello giusto, s'intende) unita ai meravigliosi profumi che di solito accompagnano queste due caratteristiche.