Editoriali

Segnali di fumo tra gli agricoli

27 aprile 2013 | Graziano Alderighi

Temo di essere troppo ingenuo.

Nel passato editoriale infatti descrivevo quello che a tutti gli effetti appariva come un attacco concentrico nei confronti di Catania. Un fuoco di fila che difficilmente poteva passare inosservato.

Fin troppo evidente, infatti, avrei dovuto pensarci. A farmelo rilevare un amico, che commentando l'editoriale mi ha chiesto se non conoscessi un vecchio detto: “parlare a suocera perchè nuora intenda.”

La nascita di Agrinsieme ha segnato un punto di svolta e di rottura nei rapporti tra i sindacati agricoli. Tutti per uno e tutti contro Coldiretti, questo il senso dell'asse tra Cia, Confagricoltura e Alleanza cooperative. La politica dominante, accentratrice ed assorbente ha creato più di un malumore, relegando ai margini, persino della rappresentanza, le altre sigle che hanno reagito, duramente.

Si apre così una nuova fase di scontro tra gli agricoli, che è fatta di piccoli e grandi sgarbi.

Ad Alleanza cooperative non è andata proprio giù la volontà di Coldiretti di accreditare Ue.Coop come centrale cooperativa e quando il riconoscimento da parte del Ministero dello sviluppo economico pare a un passo, ecco le bordate.

Certo non direttamente a Coldiretti. Non è ancora il momento delle battaglie campali.

Meglio una strategia sotterranea, colpendo chi rappresenta un'istituzione giudicata troppo accondiscendente con Palazzo Rospigliosi.

Uno sgarbo in piena corsa per un nuovo incarico da Ministro, tra l'altro.

Sparando contro Catania, insomma, sarebbe partito un avvertimento alla Coldiretti: un altro Ministro troppo coldirettiano non sarebbe ben accetto.

Suocera, a giudicare dalle reazioni di Catania, ha sentito fin troppo bene. Ho invece molti dubbi che nuora abbia inteso. A volte si ha l'impressione che quando a Palazzo Rospigliosi non vogliono sentire diventano proprio sordi.

 

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