Editoriali
Fuoco amico sul Ministro Catania
20 aprile 2013 | Graziano Alderighi
Che la discesa in campo o la salita in politica del Ministro Catania, nelle file dell'Udc, gli avesse attirato delle antipatie è cosa nota.
Che anche in via XX settembre si malignasse sulle velleità di scalata dell'ex tecnico è altrettanto vero.
Quello che certo non ci si aspettava è che il Ministro Catania, proprio nelle ore in cui è impegnato nella delicata partita dell'elezione del nuovo Capo dello Stato, ricevesse due duri colpi. Tra l'altro si tratta di spari a distanza ravvicinata, fuoco amico insomma.
Agrinsieme, di cui fa parte Confagricoltura, ha infatti bacchettato il Ministro su presunte imminenti nomine al Ministero, intimando addirittura “l'alt al Ministro Catania”. “Nell’attuale fase politica, con un governo che è chiamato a gestire l’ordinaria amministrazione, non appare corretto che si proceda a nomine di carattere ministeriale.” ha dichiarato a nome di Agrinsieme Giuseppe Politi.
In particolare una delle poltrone che dovrebbero essere riempite è di effettiva grande importanza e rilevanza. Giuseppe Serino, a capo dell'Ispettorato repressione frodi, andrà in pensione dal 1 giugno, lasciando l'incarico vacante. Si rincorrono già le voci sulla sua successione, con relative lotte di potere, interne al Mipaaf ma che, evidentemente sono anche uscite dalle stanze di via XX settembre.
Avvezzo a simili manovre Catania ha preferito lasciar correre tale polemica, senza dar troppo peso a quella che pare, a tutti gli effetti, una guerra di potere che coinvolge anche l'associazionismo agricolo.
Situazione diversa, però, quando Agrinsieme, dopo poche ore dal primo attacco, ha accusato il Ministro di voler effettuare un “blitz di fine governo” sulla normativa a proposito di organizzazioni di produttori, ovvero il Dlgs 102/2005.
“Siamo esterrefatti – ha dichiarato sempre Giuseppe Politi, coordinatore di Agrinsieme – di fronte alla totale mancanza di rispetto per le imprese e di fronte al fatto che c’è ancora chi pensa che si possa regolare il mercato dei prodotti agricoli favorendo la costituzione di organismi che non hanno alcun collegamento con la commercializzazione del prodotto. È ora di dire basta con i giochini.”
Stavolta Catania non ha lasciato correre ma ha voluto smentire seccamente e duramente, come raramente è accaduto in passato, Agrinsieme: “la notizia secondo la quale il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali è in procinto di emanare una modifica al decreto legislativo n.102/2005 sulla regolazione dei mercati agricoli è priva di ogni fondamento. E’ vero invece che il Ministero ha avviato da tempo una profonda riflessione sui motivi che non hanno consentito l’efficace funzionamento della norma, in questa direzione si sta lavorando anche tenendo conto delle innovazioni normative introdotte a livello nazionale e comunitario.”
Al primo schiaffo Catania ha porto l'altra guancia. Al secondo no.
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