Salute

E' l'intestino a decidere la propensione all'abbuffata

Il microbioma intestinale giocherebbe un ruolo fondamentale nel regolare l'appetito e la golosità di alcune persone. I batteri intestinali, infatti, sarebbero in grado di influenzare la risposta delle aree del cervello legate al piacere

31 agosto 2018 | C. S.

Siete troppo golosi e tendete ad abbuffarvi? La colpa potrebbe essere del vostro intestino, o meglio dei batteri intestinali.

I batteri intestinali, infatti, riuscirebbero a influenzare, attraberso la produzione di metaboliti derivati dalla digestione, le aree del cervello deputate alla ricompensa e al piacere.

Alcune aree della rete della ricompensa del cervello, come il nucleo accumbens e l'amigdala, sono note per determinare i comportamenti alimentari.

I ricercatori dell'Università della California a Los Angeles le hanno analizzate, tramite scansioni di risonanza magnetica funzionale, in 63 partecipanti sani che hanno anche completato questionari per misurare la loro propensione alla dipendenza da cibo. Quindi hanno raccolto e analizzato campioni fecali di queste persone per determinare la presenza di particolari metaboliti intestinali, ovvero sostanze prodotte dai batteri.

Coloro che nel microbioma presentavano elevati livelli del metabolita chiamato indolo, prodotto dalla digestione dell'aminoacido triptofano, avevano una funzionalità e una connettività più forti in specifiche aree della rete di ricompensa del cervello.

Questo potrebbe indicare che l'indolo stimola un sistema di ricompensa iperattivo che a sua volta promuove la sovralimentazione.

Le stesse persone avevano infatti anche maggiori probabilità di avere dipendenza da cibo, come determinato dai questionari che avevano completato.

Primo negli esseri umani a mostrare l'associazione tra metaboliti specifici prodotti da batteri intestinali e l'eccessiva assunzione di cibo, lo studio apre la porta a ricerche future su interventi specifici, come i cambiamenti nella dieta, che potrebbero influire sulla funzione cerebrale e così influenzare il desiderio di mangiare quando non si ha fame.

Potrebbero interessarti

Salute

Abbandonare i cibi ultraelaborati per tagliare 330 calorie al giorno, senza mangiare meno

Una ricerca dell'Università di Bristol mostra che quando le persone evitano cibi ultra-processati, tendenno a consumare più frutta e verdura, mangiando oltre il 50% di cibo in più a peso consumando però centinaia di calorie in meno ogni giorno

07 febbraio 2026 | 11:15

Salute

Ecco come i cibi ultraprocessati creano dipendenza, come il tabacco

Gli alimenti ultra-trasformati sono progettati per aumentare la gratificazione e accelerare il rilascio di ingredienti rinforzanti, stimolando il consumo compulsivo e alterando la regolazione dell'appetito

06 febbraio 2026 | 11:00

Salute

Il legame inaspettato tra consumo di formaggio e demenza

Tra gli adulti senza un rischio genetico per l'Alzheimer, mangiare formaggio pieno di grassi è associato a un rischio notevolmente inferiore di sviluppare la malattia, mentre un maggiore apporto di crema è stato legato a una riduzione del rischio di demenza nel complesso

05 febbraio 2026 | 15:00

Salute

Ecco come trasformare i batteri intestinali in agenti anti-invecchiamento

Piccole dosi di un antibiotico possono convincere i batteri intestinali a produrre un composto che prolunga la vita. Un nuovo modo di promuovere la salute prendendo di mira il microbiota piuttosto che il corpo stesso

04 febbraio 2026 | 11:00

Salute

Abbassare il contenuto di sale per vivere più a lungo

Una modesta riduzione del sodio nel pane, negli alimenti confezionati e nei pasti da asporto potrebbe ridurre significativamente le malattie cardiache e i tassi di ictus, senza modificare le abitudini alimentari

02 febbraio 2026 | 13:00

Salute

Ecco i carboidrati che possono aumentare il rischio di demenza

I carboidrati non solo alimentano il corpo, ma possono anche influenzare il modo in cui il cervello invecchia. Le diete ricche di carboidrati ad azione rapida che aumentano rapidamente la glicemia collegate a un rischio più elevato di demenza

29 gennaio 2026 | 10:00