Anno 15 | 23 Giugno 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

PENSIERI E PAROLE > EDITORIALI

Come ti frego il consumatore, a sua insaputa

Le informazioni viaggiano veloci su internet: informazione e controinformazione, solo per fare confusione. Le lobby si nascondono dietro innocenti siti web, che vogliono diffondere il verbo, la verità. Ecco il gioco dei lobbisti 3.0 svelato da Dario Dongo di Great Italian Food Trade

1

Dario Dongo

Il FOOI non è la fabbrica di Harry Potter

La volontà di voler fare qualcosa di diverso in questo settore esiste ed è concreta, afferma il presidente della Filiera Olivicolo Olearia Italiana, David Granieri. Truffe, contraffazioni? "Al tavolo del FOOI non vi è alcuno che non condanni azioni e pratiche commerciali scorrette a danno del vero made in Italy."

0

David Granieri

L'olio di oliva ha bisogno di una nuova verginità

Non occorrono sempre grandi risorse, anche piccoli passi possono cambiare le sorti di un comparto. Un'idea e un suggerimento, per dare un segnale chiaro e limpido al mondo dell'olio di oliva italiano

2

Alberto Grimelli

Trattati di libero scambio, la quiete prima della tempesta

Se non fosse per il pronunciamento della Corte di Giustizia europea non avremmo più sentito parlare sui media di TTIP, mentre viene ignorato il processo di approvazione del CETA che coinvolgerà i Parlamenti dei singoli Paesi. Le riflessioni di Pasquale Di Lena

Basta prendere in giro il consumatore, non è fesso

Il consumatore è sempre più esigente, le domande sempre più precise e specifiche. L’industria deve essere più accorta. E il consumatore sta dimostrando di saper giocare, se non proprio alla pari, la sua partita con l’obiettivo di coltivare sempre più i propri interessi. L'analisi di Enrico Cinotti, vicedirettore de IlSalvagente

0

Enrico Cinotti

Il nuovo senso del vino, per il resto c'è il tetrabrik

Nella "modernità liquida" descritta da Zygmunt Baurnan, il territorio liquido raccontato dal vino è un fondamento solido, perché il vino nasce dall'unico fondamento che ancora rimane: la terra. E allora, che sia a Morgex o a Salina, nel Salento o in Valpolicella, questa storia dobbiamo raccontare: per il resto c'è il tetrabrik... L'analisi di Carlo Pietrasanta, Presidente del Movimento Turismo del Vino

1

Carlo Pietrasanta

Torna l'Ottocento, fatto di dogane e gendarmi, di città e contadi

Un ritorno al protezionismo, dopo oltre mezzo secolo di prevalenza di liberalizzazione dei mercati e di riduzione di ogni tipo di barriera, non deve sorprendere secondo il Prof. Dario Casati dell'Accademia dei Georgofili

2

Dario Casati

Un filo d'olio è poesia, prosa, letteratura...

Dal passato al presente, per non farci solo coinvolgere dagli effluvi sensoriali degli eccellenti oli extra vergine che abbiamo oggi a disposizione. Un percorso del cuore, secondo Ylenia Granitto

0

Ylenia Granitto

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Dopo aver passato anni a dire che la strada dell’olio è diversa da quella del vino, mi trovo all’improvviso a mescolare per un attimo i ricordi e le esperienze ed a pormi una domanda: “…e se l’olio stesse facendo gli errori del vino?”. Le riflessioni di Maurizio Pescari

8

Maurizio Pescari

Le polemiche sull'etichetta a semaforo per nascondere il fallimento dell'educazione alimentare

Idee controcorrente di Dario Dongo. I semafori sulle etichette potranno essere d’aiuto a sensibilizzare i consumatori su nutrienti e sostanze da tenere sotto controllo, per ridurre gli eccessi e favorire l’equilibrio nella dieta. Non incideranno sul consumo dei cibi tradizionali

0

Dario Dongo

Troppo gossip nel mondo dell'olio d'oliva italiano

Si parla solo di nuovi impianti, senza mai citare quelli vecchi. Li buttiamo a mare? Un tecnico è completo se oltre ai grandi progetti di nuovi impianti riesce a far ripartire la produzione delle vecchie olivete. Il pensiero dell'agronoma Fiammetta Nizzi Griffi

2

Fiammetta Nizzi Griffi

Dop e Igp: serve una nuova strategia per le denominazioni d'origine dell'olio d'oliva

Le Dop dell'extra vergine hanno spesso deluso le aspettative dei produttori. Un peccato di presunzione pensare che nomi impronunciabili potessero suscitare nell’immaginario del consumatore elementi utili per l’acquisto. Oggi la sfida è far coesistere Dop e Igo secondo il Presidente della Dop Penisola Sorrentina, Tullio Esposito

4

Tullio Esposito

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva

Il potenziale esperienziale dell’olio extravergine italiano si può percepire, vedere, capire ma soprattutto misurare. Per sfidare il consumatore e spingerlo a provare cose nuove è necessario porlo difronte ad una scelta: non c’è un solo olio. Nella guerra dei prezzi gli oli italiani di alta qualità dovrebbero tenersi fuori sottolinea Maria Lisa Clodoveo dell'Università di Bari

5

Maria Lisa Clodoveo

La ricerca accetta la sfida e l'olivicoltura italiana?

Un recupero intelligente del nostro patrimonio varietale olivicolo non può non prendere in considerazione i cambiamenti dei tempi, dei gusti e del clima. La fenotipizzazione del germoplasma olivicolo è un'importante sfida che ci attende, se vorremo coglierla, afferma Mauro Centritto, direttore del CNR IVALSA

1

Mauro Centritto

Non voglio più avere a che fare con l’olio!

Misurare la qualità dell'olio serve a qualcosa o a qualcuno? Davvero il mercato premia la qualità? Gli ultimi vent'anni ci hanno dimostrato che abbiamo sbagliato strada. Non bisogna premiare l'olio buono, pulito e giusto, ma la persona buona, pulita e giusta secondo Maurizio Pescari

2

Maurizio Pescari

Olio d'oliva e arte, due debolezze possono costituire una forza inarrestabile

La standardizzazione non nasce per ragioni economiche ma a causa di un impoverimento di idee. Manca il demiurgo, con la sua forza creatrice e la sua dirompenza rivoluzionaria. C'è posto per i vituperati artigiani del gusto? Chi disprezza compra ci ricorda Aldo Di Russo

0

Aldo Di Russo

Occorre riscoprire il valore del saper fare

Gli effetti della globalizzazione si son visti anche in Italia, l’abbandono di quel poco di olivicoltura italiana che aveva resistito per secoli. Quest’anno abbiamo toccato il fondo, siamo a 200mila tonnellate di olio prodotto, un quarto di quello che gli italiani consumano. La soluzione? Riscoprire l'homo faber. Le riflessioni di Giampaolo Sodano

1

Giampaolo Sodano

| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | >>

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Il Mastro Oleario, un treno da non perdere assolutamente

Il superintensivo spagnolo conviene davvero agli olivicoltori italiani?

Prepariamoci a un gran cambiamento per i consumi di olio extra vergine di oliva al ristorante

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva