Salute
Il vino è salute. Riduce il rischio di malattie cardiovascolari
I moderati bevitori vivono più a lungo dei forti bevitori, ma anche degli astemi, indipendentemente dalle abitudini al fumo, dalla pressione arteriosa e dal tipo di attività esercitata
12 aprile 2008 | Ernesto Vania
Un moderato consumo di vino, se inserito nella dieta mediterranea, riduce il rischio di malattie cardiovascolari di circa il 25% e l'incidenza delle malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer, di circa il 40%.
Delle proprietà del vino si è parlato all'incontro organizzato da Fedagri-Confcooperative al Vinitaly al quale ha partecipato il prof. Giovanni Spera, Ordinario di Medicina Interna alla Sapienza Università di Roma, dal quale è emerso che su alcuni componenti del vino sono in corso analisi e studi per approfondire le potenzialità di questi elementi, oltre che rispetto alle malattie cardiovascolari, financo ai tumori.
"E' stato dimostrato che, posto a uno il rischio di ammalarsi di infarto - ha spiegato Spera - tale rischio si abbassa a 0,4 con l'assunzione di vino, raggiunge un valore di 0,8 con l'assunzione di birra e si mantiene pressochè uguale con l'assunzione dei superalcolici.".
"L'alcol contenuto in 2-3 bicchieri di vino è in grado di esercitare un'azione protettiva sul sistema cardio-vascolare - ha aggiunto Spera - e a ciò si aggiungono le proprietà dei polifenoli contenuti nel vino, in particolare del trans-resveratrolo, che hanno potere come antiossidanti e quindi modulatori dei processi di invecchiamento cellulare, regolatori, in sinergia con l'alcol, dei livelli di colesterolo e quindi, ad azione antiarteriosclerotica. I polifenoli posseggono anche proprietà anti infiammatoria e finanche antitumorale" poiche' inibiscono l'origine e la progressione dei tumori.
Nel corso dell'incontro si è parlato di una recente ricerca condotta in Inghilterra che ha confermato la curva ad U del rischio statistico di morte, con le punte più basse nei moderati bevitori e le più elevate nei maggiori bevitori, ma anche negli astemi. Questa indagine, confermata da uno studio analogo condotto negli Stati Uniti, ha dimostrato che i moderati bevitori vivono più a lungo dei forti bevitori, ma anche degli astemi, indipendentemente dalle abitudini al fumo, dalla pressione arteriosa e dal tipo di attività esercitata.
Tutte le potenziali attività benefiche del vino sono mediamente prevalenti nei vini rossi rispetto ai vini bianchi. La differenza tra il vino rosso e quello bianco consiste nel fatto che il primo contiene una maggiore concentrazione (circa 20 volte) di composti fenolici e tra questi, di flavonoidi che hanno mostrato avere effetti biologici molto potenti, da 10 a 20 volte superiori a quelli della vitamina E, nel contrastare il meccanismo di innesco del processo arteriosclerotico.
Tuttavia recentissime ricerche hanno messo in luce come alcuni vini bianchi possano contenere una maggiore quantità di trans-resveratrolo, rispetto a numerosi vini rossi e che, a dispetto della colorazione, alcuni di essi possono avere, sperimentalmente, una potente attività antiossidante e cardioprotettiva.
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