Salute

Morbo di Crohn: la dieta di 5 giorni che aiuta a sentirsi meglio velocemente

Morbo di Crohn: la dieta di 5 giorni che aiuta a sentirsi meglio velocemente

Una dieta che imita il digiuno che coinvolge solo cinque giorni al mese di pasti a base vegetale a basso contenuto calorico porta a notevoli miglioramenti nei sintomi, riducendo i principali marcatori biologici dell'infiammazione

08 aprile 2026 | 11:00 | T N

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale che può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano, ma interessa più spesso intestino tenue e colon. Provoca un’infiammazione “a chiazze”, cioè alternata a zone sane, e può comparire con periodi di riacutizzazione e fasi di remissione. I sintomi più comuni sono dolore addominale, diarrea persistente, stanchezza, perdita di peso e talvolta febbre. In alcuni casi si associano anemia, carenze nutrizionali, fistole o manifestazioni extraintestinali come dolori articolari, problemi cutanei o oculari. Le cause non sono ancora del tutto chiare: si ritiene che entrino in gioco predisposizione genetica, alterazioni del sistema immunitario e fattori ambientali. La diagnosi si basa su visite specialistiche, esami del sangue, endoscopia e imaging. Non esiste una cura definitiva, ma farmaci, alimentazione controllata e monitoraggio medico permettono spesso una buona qualità di vita.

La dieta da 5 giorni per alleviare i sintomi

I ricercatori della Stanford Medicine hanno scoperto che un piano alimentare a breve termine a calorie controllate ha portato a miglioramenti significativi sia nei sintomi che nei marcatori biologici nelle persone con malattia di Crohn da lieve a moderata. I risultati sono stati recentemente pubblicati su Nature Medicine.

Lo studio clinico ha seguito 97 pazienti con malattia da Crohn da lieve a moderata in tutti gli Stati Uniti. Di questi, 65 partecipanti hanno seguito una dieta a digiuno, mentre 32 hanno continuato con le loro abitudini alimentari abituali come gruppo di controllo. Lo studio è durato tre mesi.

Quelli del gruppo di imitazione del digiuno hanno ridotto il loro apporto calorico per cinque giorni consecutivi ogni mese, consumando circa 700 a 1.100 calorie al giorno. Durante questo periodo, sono stati dati pasti a base vegetale. Per il resto del mese, sono tornati alla loro dieta normale.

Entro la fine dello studio, circa due terzi dei partecipanti che seguono la dieta che imita il digiuno hanno riportato un miglioramento dei loro sintomi.

Al contrario, meno della metà di quelli del gruppo di controllo ha sperimentato un miglioramento dei sintomi. I ricercatori hanno notato che questi cambiamenti erano probabilmente dovuti a fluttuazioni naturali della malattia e trattamenti standard in corso, come i farmaci.

Per esplorare ulteriormente questo, il team ha raccolto e analizzato campioni biologici, tra cui sangue e feci, per monitorare i cambiamenti nell'infiammazione.

Hanno scoperto che i livelli di calprotectina fecale, una proteina che segnala l'infiammazione nell'intestino, sono diminuiti in modo significativo nel gruppo di imitazione del digiuno rispetto al gruppo di controllo. Sono state ridotte anche altre molecole legate all'infiammazione, tra cui alcuni mediatori lipidici derivati da acidi grassi. Inoltre, le cellule immunitarie in questi partecipanti hanno prodotto meno segnali infiammatori.

Potrebbero interessarti

Salute

La cottura ideale per i prodotti vegetali, ecco cosa devi sapere

Cuocere le polpette vegetali con olio extravergine d'oliva e cotture "dolci" come forno e friggitrice ad aria migliora il profilo lipidico e antiossidante, senza sacrificare gusto e accettabilità. La frittura tradizionale, invece, fa assorbire fino al 75% di grassi in più

06 ottobre 2026 | 13:00

Salute

Olio extravergine d'oliva ed esercizio fisico: otto settimane possono migliorare alcuni biomarcatori cardiometabolici

Uno studio condotto su uomini sedentari in sovrappeso suggerisce che l'integrazione con olio extravergine di oliva durante un programma di allenamento può modulare alcuni marcatori dell'infiammazione, dello stress ossidativo e della salute cardiovascolare

06 ottobre 2026 | 11:00

Salute

Meno cibi ultraprocessati, meno sintomi depressivi: il possibile ruolo dell’intestino

Un piccolo studio preliminare dell’Università della California di San Francisco osserva un miglioramento dei sintomi depressivi dopo una drastica riduzione degli alimenti ultraprocessati. I ricercatori ipotizzano un possibile coinvolgimento dell’asse intestino-cervello, ma servono studi più ampi per confermare il legame

05 ottobre 2026 | 16:00

Salute

Melograno, il frutto dell’autunno che guarda alla salute del cuore

Da ottobre a novembre il melograno entra nella sua stagione migliore. Ricco di acqua, fibre, zuccheri, vitamine e composti fenolici, è un frutto interessante nell’ambito di una dieta equilibrata. L'urolitina A studiata per i possibili effetti sulla funzione cardiovascolare

04 ottobre 2026 | 12:00

Salute

La creatina può aiutare a preservare i muscoli nella mezza età, anche senza allenamento

La creatina monoidrato potrebbe avere un ruolo interessante non solo nella performance sportiva, ma anche nel mantenimento della massa muscolare durante l'invecchiamento

03 ottobre 2026 | 12:00

Salute

Il cioccolato fondente è un alleato per cuore e fegato

Il cioccolato fondente, ricco di flavanoli del cacao, può migliorare la salute cardiovascolare ed epatica. Ma gli esperti avvertono: gli studi sono ancora troppo piccoli e brevi per trasformarlo in una terapia. Ecco cosa sappiamo davvero

29 settembre 2026 | 16:00