Salute
Contro il cancro al fegato una dieta povera di proteine
Mangiare meno proteine può aiutare a rallentare il cancro al fegato nelle persone con compromissione della funzionalità epatica. Così si riducono i livelli di ammoniaca, rallentando la crescita del tumore e migliorando significativamente la sopravvivenza
09 marzo 2026 | 14:00 | T N
Un nuovo studio suggerisce che mangiare semplicemente meno proteine potrebbe aiutare a rallentare il cancro al fegato quando il sistema di pulizia dell’ammoniaca del fegato è danneggiato.
Uno studio condotto dai ricercatori di Rutgers e pubblicato su Science Advances ha scoperto che i topi a cui è stata somministrata una dieta a basso contenuto proteico hanno sperimentato una crescita più lenta del tumore del fegato e un minor numero di decessi correlati al cancro. I risultati hanno rivelato come un fegato che non può gestire correttamente gli sprechi metabolici può creare involontariamente condizioni che supportano lo sviluppo del cancro.
Quando il corpo rompe le proteine, l’azoto da quel processo può essere convertito in ammoniaca. L'ammoniaca è tossica sia per il cervello che per il corpo. Normalmente, il fegato converte l'ammoniaca in un composto più sicuro chiamato urea, che viene poi rimosso dal corpo nelle urine.
Dieta a basso contenuto proteico ha rallentato i tumori del fegato
I topi alimentati con una dieta a basso contenuto proteico hanno mostrato una crescita tumorale significativamente più lenta e sono sopravvissuti molto più a lungo degli animali che consumavano quantità normali di proteine.
Per le persone con fegato sano, l'assunzione di proteine elevate non è generalmente una preoccupazione perché il fegato può convertire in modo efficiente l'ammoniaca in urea. Tuttavia, i risultati possono essere importanti per le persone che hanno già danni al fegato.
Gli esperti avvertono che i cambiamenti della dieta dovrebbero essere fatti con attenzione e con la guida medica. Le linee guida per il trattamento del cancro spesso raccomandano un maggiore apporto proteico per aiutare i pazienti a mantenere la massa muscolare e la forza durante la terapia.
Potrebbero interessarti
Salute
Olio d'oliva extravergine: il tesoro della dieta mediterranea per la tua salute
Partendo dalla sua composizione chimica unica, ricca di acidi grassi monoinsaturi e preziosi polifenoli uno sguardo all'affascinante interazione con il microbioma intestinale, che trasforma l'olio extravergine in un vero e proprio alleato del benessere generale
19 luglio 2026 | 12:00
Salute
Olio d'oliva extravergine ad alto contenuto fenolico: un alleato contro l'infiammazione intestinale e il cuore
Le malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, non colpiscono solo l'intestino. Chi ne è affetto ha un rischio maggiore di infarti, ictus e problemi cardiovascolari. I composti fenolici presenti nell'olio extravergine di oliva possano agire su più fronti: dall'intestino ai vasi sanguigni, fino alle piastrine
17 luglio 2026 | 12:00
Salute
Peperoncino e rischio tumori: cosa dice davvero la scienza
Una revisione di diversi studi suggerisce un'associazione tra un consumo molto elevato di peperoncino e un maggior rischio di alcuni tumori dell'apparato digerente, in particolare quello dell'esofago
17 luglio 2026 | 11:00
Salute
L'olio d'oliva extravergine è un alleato contro l'infiammazione cerebrale nei casi di obesità
L'integrazione giornaliera con olio extravergine di oliva è in grado di ridurre l'infiammazione nell'ipotalamo, migliorare i parametri metabolici e prevenire l'aumento di peso. Un promettente approccio nutrizionale contro le conseguenze dell'obesità
15 luglio 2026 | 12:00
Salute
La dieta mediterranea aiuta il benessere mentale durante l’invecchiamento
Uno studio internazionale condotto da University College London e ISGlobal evidenzia un’associazione tra una maggiore adesione alla dieta mediterranea e migliori livelli di benessere psicologico nelle persone tra i 50 e i 90 anni
15 luglio 2026 | 09:00
Salute
Longevità a tavola, ecco come la dieta mediterranea tiene lontano diabete e obesità
Non conta solo quanto mangi, ma cosa mangi. Uno studio americano rivela che ridurre un singolo amminoacido, senza eliminarlo del tutto, può fare la differenza tra invecchiare bene o male. I dati su 200.000 persone confermano: troppa carne fa male, ma anche troppa poca proteina indebolisce
14 luglio 2026 | 13:00