Salute

L'olio di pesce non è sempre un toccasana per il cervello

L'olio di pesce non è sempre un toccasana per il cervello

Un acido grasso omega-3 dell’olio di pesce, l'acido eicosapentaenoico, può interferire con la capacità del cervello di ripararsi, indebolendo la stabilità dei vasi sanguigni e persino contribuire all'accumulo di proteine dannose legate al declino cognitivo

29 aprile 2026 | 13:00 | T N

L’olio di pesce potrebbe non essere il booster cerebrale che le persone pensano: in determinate condizioni, potrebbe persino ostacolare il recupero. 

Un nuovo studio della Medical University of South Carolina sta sollevando nuove preoccupazioni sugli integratori di olio di pesce, soprattutto per le persone che sperimentano ripetute lievi lesioni cerebrali traumatiche. Scrivendo sulla rivista Cell Reports, i ricercatori riferiscono che questi integratori ampiamente utilizzati, spesso promossi come protettivi per il cervello, potrebbero effettivamente interferire con la guarigione dopo la lesione.

La ricerca è stata condotta dal neuroscienziato Onder Albayram, Ph.D., professore associato presso la MUSC e membro del Comitato nazionale della società del trauma. Il suo team si è concentrato sui processi biologici coinvolti nella riparazione dei vasi sanguigni nel cervello dopo la lesione.

Crescente popolarità degli integratori di Omega-3

L'interesse per gli acidi grassi omega-3, i componenti chiave dell'olio di pesce, è cresciuto rapidamente. Secondo Fortune Business Insights, questi integratori stanno ora apparendo non solo in capsule, ma anche in bevande, alternative lattiero-casearie e prodotti a base di snack.

Il team ha scoperto quella che descrivono come una vulnerabilità metabolica dipendente dal contesto. In parole povere, ciò significa che i cambiamenti nel modo in cui le cellule utilizzano l'energia possono ridurre la capacità del cervello di recuperare in determinate condizioni. Questa vulnerabilità sembra essere collegata all'accumulo di acido eicosapentaenoico, o EPA, uno dei principali acidi grassi omega-3 presenti nell'olio di pesce.

Nei loro modelli sperimentali, livelli più elevati di EPA nel cervello sono stati associati a una riparazione più debole dopo la lesione.

Albayram ha osservato che non tutti gli omega-3 si comportano allo stesso modo. L'acido docosaesanoico, o DHA, è ben noto per il suo ruolo benefico nel cervello ed è una parte importante delle membrane neuronali. L'EPA, tuttavia, segue un percorso diverso. È meno incorporato nelle strutture cerebrali e i suoi effetti possono variare a seconda di quanto tempo è presente e delle condizioni biologiche circostanti. Per questo motivo, l'impatto a lungo termine dell'assunzione di omega-3 sul recupero del cervello e l'adattamento dei vasi sanguigni è rimasto poco chiaro.

L'instabilità neurovascolare guidata dall'EPA innesca la tauopatia perivascolare e il declino cognitivo dopo la TBI.

L'EPA riprogramma le risposte trascrizionali corticali e sopprime la segnalazione angiogenica a seguito di lesioni cerebrali traumatiche.

Albayram ha sottolineato che lo studio non deve essere interpretato come un avvertimento generale contro l'olio di pesce. "Non sto dicendo che l'olio di pesce è buono o cattivo in qualche modo universale", ha detto. "Ciò che i nostri dati evidenziano è che la biologia è dipendente dal contesto. Dobbiamo capire come questi integratori si comportano nel corpo nel tempo, piuttosto che presumere che lo stesso effetto si applichi a tutti".

Potrebbero interessarti

Salute

Il fruttosio come messaggero del cancro

Uno studio del Wistar Institute rivela che le cellule tumorali sopravvissute alla chemioterapia rilasciano fruttosio come segnale chimico, incoraggiando la diffusione del cancro ovarico. La scoperta apre nuovi interrogativi sul ruolo dell'alimentazione e dei farmaci ipocolesterolemizzanti nella lotta contro il tumore

11 agosto 2026 | 12:00

Salute

Caldo e Ferragosto, la guida degli esperti: acqua, dieta mediterranea e alimenti freschi per proteggere la salute

L'Istituto Superiore di Sanità ricorda le regole per affrontare le giornate più afose: bere con regolarità, consumare frutta e verdura ricche di acqua, limitare alcol e bibite zuccherate e scegliere un menu leggero con olio extravergine di oliva. Fondamentale anche la corretta conservazione degli alimenti durante picnic e pranzi all'aperto

10 agosto 2026 | 14:00

Salute

Dal frantoio al beauty case: quando i sottoprodotti dell'olio d'oliva diventano un tesoro per la pelle

Un nuovo sapone esfoliante, nato dai residui della produzione olearia, unisce sostenibilità e benessere cutaneo, dimostrando che la bellezza può venire dall'economia circolare

07 agosto 2026 | 10:00

Salute

Un avocado al giorno aiuta il cuore: meno particelle LDL e rischio cardiovascolare ridotto

Il consumo quotidiano di avocado negli adulti con obesità riduce le particelle di colesterolo LDL. Il beneficio è contenuto, ma conferma il valore di piccoli cambiamenti alimentari nella prevenzione delle malattie cardiache

07 agosto 2026 | 09:00

Salute

Proteine, non sempre di più è meglio: per molti adulti ridurne il consumo può favorire salute e longevità

Gli adulti sedentari potrebbero trarre benefici da un apporto proteico più contenuto. Miglior metabolismo, minore infiammazione e un invecchiamento più sano sono tra gli effetti osservati

06 agosto 2026 | 15:00

Salute

Un multivitaminico al giorno può aiutare gli anziani a preservare autonomia e qualità della vita

L'assunzione quotidiana di un multivitaminico per tre anni è associata a un miglior mantenimento delle capacità funzionali. Gli esperti invitano però a considerare gli integratori come un supporto e non un'alternativa a una dieta equilibrata e a uno stile di vita attivo

05 agosto 2026 | 13:00