Salute

Friggere il pesce in olio extravergine d’oliva: tradizione e scienza

Friggere il pesce in olio extravergine d’oliva: tradizione e scienza

Uno studio sui prodotti ittici del Mar Egeo dimostra che la frittura in olio extravergine migliora il profilo lipidico, pur aumentando calorie e colesterolo. La frittura del pesce in olio extravergine d’oliva può essere compatibile con uno stile di vita sano

29 aprile 2026 | 15:00 | T N

Il pesce rappresenta uno degli elementi fondamentali della dieta mediterranea, modello alimentare riconosciuto a livello internazionale per i suoi effetti benefici sulla salute. Ricco di proteine di alta qualità, acidi grassi omega-3, vitamine e minerali, il consumo regolare di prodotti ittici è associato a una riduzione del rischio cardiovascolare e a un miglior equilibrio nutrizionale complessivo. Nelle tradizioni culinarie dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, il pesce viene preparato in molti modi, ma la frittura in olio extravergine d’oliva occupa un posto speciale, soprattutto in Grecia e nel Sud Italia.

Cosa succede al pesce durante la frittura

Una ricerca condotta su diverse specie di pesce, calamari e mitili pescati nel Mar Egeo ha analizzato gli effetti della frittura domestica in olio extravergine d’oliva sulla composizione nutrizionale. I risultati mostrano che durante la cottura si verifica una significativa perdita di acqua, che porta a una concentrazione dei nutrienti. Di conseguenza aumentano il contenuto di grassi, proteine ed energia per unità di peso. L’assorbimento di olio varia in modo considerevole, con valori compresi tra circa il 4,5% e il 14% del peso iniziale, risultando più elevato nei pesci più piccoli e magri.

Colesterolo e composti benefici: un equilibrio complesso

La frittura comporta anche un incremento del contenuto di colesterolo, dovuto in parte alla perdita di acqua e alla conseguente concentrazione dei composti presenti. Tuttavia, insieme a questo aumento si osserva un dato particolarmente interessante: l’ingresso nell’alimento di sostanze tipiche dell’olio extravergine d’oliva, come lo squalene, che cresce in maniera molto significativa dopo la cottura. Questo composto è noto per le sue proprietà antiossidanti e per il potenziale ruolo protettivo nei confronti della salute.

Un profilo lipidico più favorevole

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda la modifica della composizione degli acidi grassi. Dopo la frittura, i grassi monoinsaturi diventano predominanti in tutte le specie analizzate, grazie al contributo dell’olio extravergine d’oliva. Questo cambiamento si riflette positivamente su alcuni indicatori utilizzati per valutare il rischio cardiovascolare, come l’indice aterogenico e quello trombogenico, entrambi risultati in diminuzione. Pur registrandosi un aumento degli indici legati al colesterolo, i valori complessivi restano compatibili con un profilo nutrizionale considerato equilibrato.

Tradizione e salute possono convivere

I risultati dello studio suggeriscono che la frittura del pesce in olio extravergine d’oliva, se inserita in un contesto alimentare equilibrato, può essere compatibile con uno stile di vita sano. L’aumento calorico e del contenuto di grassi non deve essere trascurato, ma la qualità dei lipidi introdotti risulta migliorata. In questo senso, una pratica culinaria profondamente radicata nella cultura mediterranea trova una conferma scientifica, dimostrando come tradizione e salute possano, in molti casi, procedere nella stessa direzione.

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