Salute
Kefir e fibre meglio degli omega 3 per combattere l'infiammazione
L'abbinamento di kefir fermentato con un mix di fibre prebiotiche può fornire una potente spinta anti-infiammatoria, migliorando l'equilibrio immunitario generale e la salute metabolica
16 febbraio 2026 | 15:00 | T N
I ricercatori dell'Università di Nottingham hanno scoperto che combinare il kefir con un mix di fibre prebiotiche diversificato riduceva l'infiammazione del corpo intero in modo più efficace rispetto agli omega-3 o alle fibre da soli.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Translational Medicine, ha confrontato tre integratori popolari. Il più efficace è stato un sinbiotico, definito come un mix di kefir fermentato naturalmente e una miscela di fibre prebiotiche. Questa combinazione ha prodotto il più grande calo di marcatori infiammatori tra le opzioni testate.
Quando il kefir, che è ricco di microbi vivi, è abbinato a diverse fibre prebiotiche, il risultato è un effetto sinbiotico. La fibra serve come combustibile per i batteri benefici (che li alimenta), consentendo loro di crescere e generare composti utili come il butirrato. Il butirrato è noto per i suoi effetti anti-infiammatori e di regolazione immunitaria in tutto il corpo.
Nel corso di sei settimane, gli adulti sani che hanno assunto la sinbiotica hanno sperimentato la maggiore riduzione delle proteine correlate all'infiammazione rispetto a quelli che hanno assunto omega 3 o fibre da soli. I risultati indicano che la combinazione di probiotici e prebiotici può supportare la salute immunitaria e metabolica in modo più efficace rispetto agli integratori di singoli ingredienti.
I marcatori infiammatori sistemici sono sostanze nel sangue che riflettono l'infiammazione che si verifica in tutto il corpo piuttosto che in una sola area, come l'intestino o nel sito di un'infezione. I partecipanti al gruppo sinbiotico hanno mostrato livelli complessivi più bassi di infiammazione, indicando un miglioramento dell'equilibrio immunitario e un rischio potenzialmente ridotto di condizioni correlate all'infiammazione cronica (come malattie cardiache o altre condizioni metaboliche).
Potrebbero interessarti
Salute
Vino e salute: non conta solo quanto si beve, ma anche come e quando
Il consumo moderato di vino, soprattutto ai pasti e all’interno della dieta mediterranea, mostra caratteristiche diverse rispetto ad altri modelli di consumo. Le evidenze più recenti invitano a superare le semplificazioni
03 aprile 2026 | 12:30
Salute
Ridurre i cibi dolci non ne riduce il desiderio o migliora la salute
Chi aumenta o diminuisce la qualità di dolci nella sua dieta non mostra cambiamenti nelle preferenze, nel peso o nel rischio di malattie. Non bisogna concentrarsi sul taglio dei dolci quanto nel ridurre lo zucchero e le calorie
01 aprile 2026 | 12:00
Salute
Meno sintomi depressivi per i giovani con una dieta sana
Le cattive abitudini alimentari possono andare di pari passo con un maggiore disagio psicologico. non è solo un problema di singoli nutrienti ma proprio di modello dietetico complessivo
31 marzo 2026 | 12:00
Salute
L'esposizione al chlorpyrifos aumenta il rischio di Parkinson
Chi vive in aree con esposizione sostenuta all'insetticida chlorpyrifos ha più di 2,5 volte la probabilità di sviluppare il morbo di Parkinson, con perdita dei neuroni produttori di dopamina e lo stesso accumulo di proteine tossiche
30 marzo 2026 | 13:00
Salute
La vitamina B3 contro la steatosi epatica
Ricercatori hanno identificato il microRNA-93 come un driver genetico chiave della malattia del fegato grasso e hanno scoperto che la vitamina B3 può effettivamente spegnerlo
27 marzo 2026 | 13:00
Salute
L’olio di oliva contro specie di Candida multiresistenti ai farmaci
L'attivazione dell'olio extravergine di oliva con perossido di idrogeno e con luce polarizzata ha determinato le zone di inibizione più estese rispetto all’olio utilizzato tal quale, indicandolo come un efficace fotosensibilizzante contro le candidosi
26 marzo 2026 | 16:00