Salute
Le fibre alimentari nella prevenzione oncologica
Attraverso quali meccanismi le fibre proteggono dai tumori? I meccanismi ipotizzati sono molti, tra cui quelli legati all'effetto sul tumore del colon-retto, che riguardano l’aumento della velocità del transito intestinale e la riduzione del tempo di contatto della mucosa con sostanze potenzialmente cancerogene
05 dicembre 2025 | 11:00 | C. S.
Studi di laboratorio e indagini epidemiologiche confermano il ruolo benefico delle fibre alimentari nella prevenzione dei tumori. Di questo si è parlato in un seminario che si è svolto questo pomeriggio a Firenze, organizzato dalla Accademia dei Georgofili in collaborazione con ISPRO.
“Con il termine di fibra alimentare si fa riferimento ad un’ampia famiglia di composti con caratteristiche e proprietà diverse tra loro, tutte però favorevoli per la nostra salute. Le fibre cosiddette “insolubili”, ricche in cellulosa e lignina, che richiamano acqua nell’intestino, aumentano il volume delle feci e facilitano il transito intestinale. Ne sono ricchi i cereali integrali e la verdura a foglia verde. Le forme “solubili”, invece, si sciolgono nell’acqua e formano sostante viscose che riducono l’assorbimento di zuccheri, grassi e colesterolo e altre sostanze nocive. Ne sono più ricche la frutta ed i legumi. Tutte le fibre rappresentano un nutrimento essenziale per il buon funzionamento del microbiota intestinale, elemento importante della longevità in buona salute”, ha evidenziato il dott. Francesco Cipriani, epidemiologo, nutrizionista e membro dell’Accademia dei Georgofili, che ha presentato la relazione introduttiva.
“Le evidenze degli effetti di una dieta ricca di fibre sul rischio di tumore sono robuste per quanto riguarda i tumori del colon-retto. Gran parte di questi dati sono stati prodotti nell'ambito dello studio EPIC, un grande studio attivo dagli anni ‘90 che ha coinvolto più di 500.000 europei da 10 paesi e al quale hanno contribuito più di 47.000 italiani. Una dieta ricca di fibre appare associata anche ad un rischio ridotto di tumore dello stomaco. Inoltre, sia a livello italiano sia europeo, è emerso un effetto protettivo del consumo elevato di verdure ascrivibile almeno in parte alla quota di fibre presenti in questi alimenti. Una dieta ricca di fibre contribuisce poi a prevenire l'aumento di peso, a sua volta fattore di rischio per numerose neoplasie”, ha sottolineato la dottoressa Giovanna Masala - Direttore S.C. Epidemiologia dei
Fattori di Rischio e degli Stili di Vita dell’ISPRO. “Per quanto riguarda il tumore del colon-retto, l'effetto è legato soprattutto alle fibre che derivano dai prodotti a base di cereali integrali, mentre le fibre derivanti dal consumo di verdure sembrano maggiormente associate al rischio ridotto di tumore della mammella”, ha aggiunto.
In generale, le Raccomandazioni per la prevenzione dei tumori del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), un organismo internazionale che rivede periodicamente le evidenze sui rapporti tra stile di vita, alimentazione e tumori, sottolineano l'importanza di seguire una alimentazione principalmente basata su cereali integrali, frutta, verdura e legumi, e tramite il consumo di questi alimenti arrivare a assumere almeno 30 gr di fibre al giorno, anche se nei Paesi più industrializzati i livelli effettivi sono molto minori; e meglio se i consumi iniziano da adolescenti.
Ma attraverso quali meccanismi le fibre proteggono dai tumori? I meccanismi ipotizzati sono molti, tra cui quelli legati all'effetto sul tumore del colon-retto, che riguardano l’aumento della velocità del transito intestinale e la riduzione del tempo di contatto della mucosa con sostanze potenzialmente cancerogene. Inoltre, agiscono sulla composizione del microbiota intestinale, cioè l'insieme dei microrganismi presenti nell'intestino, che influenza la produzione di sostanze ad effetto antiproliferativo e antinfiammatorie.
Come ha chiarito la professoressa Manuela Giovannetti, accademica dei Georgofili: “Il microbiota intestinale è stato classificato come “organo vitale” per le sue numerose connessioni con altri organi. Basti pensare che il suo microbioma contiene cento volte più geni del nostro genoma! Analisi metagenomiche hanno mostrato che nel colon si trovano da 500 a 1.000 specie diverse di batteri che possiedono enzimi capaci di fermentare e biotrasformare i composti della dieta, in primo luogo le fibre vegetali, quali cellulosa, emicellulose, lignina, pectine, inulina. Tali fermentazioni promuovono la crescita di batteri benefici capaci di produrre SCFAs (Short Chain Fatty Acids = Acidi grassi a catena corta), principalmente acido acetico, acido propionico e acido butirrico, che hanno un ruolo fondamentale nella salute intestinale, nel metabolismo energetico e nel sistema immunitario. In particolare, studi recenti hanno rivelato che l’acido butirrico mostra attività antitumorale. E’ importante ricordare, infatti, che la European Food Safety Authority consiglia un apporto giornaliero di fibra di 25-32 grammi per le donne e di 30-35 grammi per gli uomini, al fine di ottenere un livello sufficiente di SCFAs”.
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