Salute
Ecco come trasformare i batteri intestinali in agenti anti-invecchiamento
Piccole dosi di un antibiotico possono convincere i batteri intestinali a produrre un composto che prolunga la vita. Un nuovo modo di promuovere la salute prendendo di mira il microbiota piuttosto che il corpo stesso
04 febbraio 2026 | 11:00 | T N
I ricercatori hanno scoperto un modo per convincere i batteri che vivono nei sistemi digestivi degli animali ad agire come fabbriche in miniatura che producono composti legati a una vita più lunga. I risultati indicano un potenziale nuovo approccio per lo sviluppo di farmaci che funzionano influenzando i microbi intestinali piuttosto che indirizzare direttamente il corpo.
Il lavoro è stato condotto da Janelia Senior Group Leader Meng Wang.
I ricercatori hanno esplorato se potevano spingere il microbiota intestinale del corpo a produrre sostanze che supportano la salute e la longevità. Si sono concentrati sull'acido colanico, un composto prodotto naturalmente dai batteri intestinali che avevano già dimostrato di prolungare la durata della vita nei nematodi e nei moscerini della frutta.
Nei loro ultimi esperimenti, il team di Wang ha scoperto che i batteri intestinali producevano livelli molto più elevati di acidi colanici quando esposti a basse dosi di cefaloridina antibiotica. I nematodi dati cefaloridina hanno vissuto più a lungo, collegando l'aumento di questo composto batterico a una migliore longevità.
I ricercatori hanno poi testato l'approccio nei topi. Basse dosi di cephaloridina attivata l'espressione genica nei batteri intestinali coinvolti nella produzione di acidi colanici. Ciò ha portato a cambiamenti evidenti nel metabolismo legato all'età, tra cui livelli più elevati di colesterolo buono e livelli più bassi di colesterolo cattivo nei topi maschi, insieme a livelli ridotti di insulina nei topi femmine.
La cefaloridina ha un vantaggio importante. Se assunto per via orale, non viene assorbito nel flusso sanguigno. Ciò significa che può influenzare il microbioma intestinale senza influenzare il resto del corpo, aiutando a evitare la tossicità e gli effetti collaterali indesiderati.
Potrebbero interessarti
Salute
Un multivitaminico quotidiano può aiutare a rallentare l'invecchiamento
Chi assume multivitaminici mostra un invecchiamento più lento in diversi "orologi epigenetici" basati sul DNA, con l'effetto pari a circa quattro mesi in meno di invecchiamento biologico. Chi è biologicamente più anziano ne può beneficiare maggiormente
18 maggio 2026 | 14:00
Salute
Ecco perchè una dieta a base vegetale fa invecchiare più sani
Secondo una ricerca spagnola presentata al Congresso Europeo sull’Obesità, chi consuma più polifenoli mostra un rischio inferiore di avere telomeri corti, marker associati all’invecchiamento cellulare
16 maggio 2026 | 10:00
Salute
Cambiare la dieta ringiovanisce in quattro settimane
Chi riduce l'assunzione di grassi o si sposta verso più proteine a base vegetale mostra miglioramenti nei biomarcatori chiave per la salute legati all'invecchiamento. Un cambiamento di dieta di quattro settimane sufficiente per essere biologicamente più giovani
14 maggio 2026 | 15:00
Salute
Cibo ultra processato legato a un rischio più elevato di malattie cardiache e morte precoce
Un nuovo importante rapporto sull'European Heart Journal avverte che le persone che mangiano gli alimenti ultra-elaborati affrontano rischi significativamente più elevati di malattie cardiache, ritmi cardiaci irregolari, obesità, diabete, pressione alta e persino morte cardiovascolare
13 maggio 2026 | 11:00
Salute
Mangiare uova potrebbe ridurre il rischio di Alzheimer del 27%
Le persone di 65 anni e più che mangiano uova regolarmente hanno un rischio significativamente più basso di sviluppare la malattia di Alzheimer. Anche una modesta assunzione di uova ha mostrato benefici
11 maggio 2026 | 11:00
Salute
Olio extravergine d’oliva e cervello: ecco come alcuni composti riescono a raggiungere il tessuto cerebrale
Uno studio dell’Università di Siviglia dimostra per la prima volta che due composti bioattivi dell’olio extravergine possono attraversare la barriera emato-encefalica. La ricerca apre nuove prospettive sul ruolo neuroprotettivo della dieta mediterranea
09 maggio 2026 | 12:00