Salute

L'influenza della vitamina B1 sulla regolarità intestinale

L'influenza della vitamina B1 sulla regolarità intestinale

Esiste una connessione biologica significativa tra la frequenza di movimento intestinale, connessa al consumo di vitamina B1, e la sindrome dell'intestino irritabile, una condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo

26 gennaio 2026 | 10:00 | T N

Le abitudini intestinali potrebbero non essere un argomento popolare, ma offrono preziose informazioni su quanto efficientemente l'intestino muove il materiale attraverso il sistema digestivo. Quando questo processo viene interrotto, le persone possono sviluppare costipazione, diarrea o sindrome dell'intestino irritabile (IBS). Anche se queste condizioni sono diffuse, i processi biologici che regolano i movimenti intestinali non sono ancora completamente mappati. Un nuovo studio pubblicato il 20 gennaio su Gut fornisce nuove prove genetiche sulla motilità intestinale e indica la vitamina B1 (tiamina) come un percorso biologico inaspettato che vale la pena ulteriori indagini.

Lo studio è stato condotto da un team di ricerca internazionale guidato da Mauro D'Amato, Professore di Genetica Medica presso l'Università LUM e Professore di Ricerca Ikerbasque presso CIC bioGUNE, membro del BRTA.

L'analisi ha scoperto 21 regioni del genoma umano che influenzano la frequenza di movimento intestinale, tra cui 10 regioni che non erano state identificate prima. Molti dei segnali genetici indicavano sistemi biologici già noti per regolare il movimento intestinale, offrendo rassicurazioni sul fatto che i risultati si adattano alla biologia consolidata. Questi includevano la regolazione del bile-acido (gli acidi biliari aiutano a digerire i grassi e agiscono anche come molecole di segnalazione nell'intestino) e la segnalazione nervosa coinvolta nelle contrazioni muscolari intestinali (inclusa la segnalazione correlata all'acetilcolina, che aiuta i nervi a comunicare con il muscolo). Insieme, questi risultati rafforzano le conoscenze esistenti su come funziona l'intestino.

La scoperta più notevole è emersa quando i ricercatori si sono concentrati su due geni ad alta priorità collegati alla biologia della vitamina B1. Questi geni, SLC35F3 e XPR1, svolgono un ruolo nel modo in cui la tiamina viene trasportata e attivata nel corpo. Per vedere se questo segnale genetico si rifletteva nella vita di tutti i giorni, il team ha analizzato i dati dietetici della Biobanca del Regno Unito. Tra i 98.449 partecipanti, un maggiore apporto di tiamina alimentare era collegato a movimenti intestinali più frequenti.

La tiamina è presente in numerosi alimenti, sia di origine animale sia vegetale. Tra le fonti animali, la carne di maiale rappresenta una delle più ricche, seguita da frattaglie e pesce. Nel mondo vegetale, la vitamina B1 si trova soprattutto nei cereali integrali, come riso e grano non raffinati, nei legumi (lenticchie, fagioli, ceci), nella frutta secca, nei semi e nel lievito di birra. Anche patate e alcuni ortaggi ne contengono quantità moderate. Molti prodotti industriali, come pane e cereali per la colazione, sono inoltre fortificati con tiamina. È importante ricordare che la vitamina B1 è sensibile al calore e alla dispersione in acqua, per cui metodi di cottura delicati aiutano a preservarne il contenuto. 

I risultati suggeriscono anche una connessione biologica significativa tra la frequenza di movimento intestinale e IBS, una condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. "I problemi di motilità intestinale si trovano al centro dell'IBS, della stitichezza e di altri disturbi comuni della motilità intestinale" afferma il prof Mauro D'Amato, "ma la biologia di fondo è molto difficile da definire. Questi risultati genetici evidenziano percorsi specifici, in particolare la vitamina B1, come lead testabili per la fase successiva della ricerca, compresi gli esperimenti di laboratorio e gli studi clinici attentamente progettati. "

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