Salute
Se i reni soffrono meglio mangiare poche proteine
Un protocollo nutrizionale a basso contenuto proteico potrebbe non solo migliorare drasticamente la qualità di vita di migliaia di pazienti con problemi renali, ma anche generare risparmi milionari per le casse pubbliche
10 settembre 2025 | 12:00 | C. S.
Per le persone con malattia renale cronica la terapia nutrizionale, con un contenimento delle proteine, può portare a molti benefici.
Ma l'80% dei pazienti con malattia renale cronica non è mai stato informato delle potenzialità della terapia nutrizionale conservativa.
Un protocollo nutrizionale a basso contenuto proteico con supplementi a base di chetoanaloghi - capace di ritardare significativamente la progressione della malattia renale cronica e posticipare l'ingresso in dialisi anche di diversi anni.
È quanto fotografato dalla nuova indagine condotta dall'Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto (ANED), e realizzata con il contributo non condizionante di Fresenius Kabi, appena pubblicata sul Giornale di Clinica Nefrologica e Dialisi. Se la dieta più restrittiva in termini proteici fosse adottata da un ulteriore 40% dei pazienti, si potrebbero risparmiare 33 milioni di euro in due anni, che diventerebbero 210 milioni di euro già alla fine dei primi 5 anni e 420 milioni a 10 anni.
"Con una spesa 40 volte inferiore si potrebbe non solo migliorare drasticamente la qualità di vita di migliaia di pazienti, ma anche generare risparmi milionari per le casse pubbliche", dichiara Antonio Santoro, direttore del comitato scientifico Aned.
La malattia renale cronica interessa circa il 6% della popolazione italiana, mentre sono circa 50.000 le persone attualmente in dialisi.
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