Salute
La dieta mediterranea e l'olio extravergine di oliva migliora la fertilità maschile
Gli uomini che hanno seguito la dieta mediterranea più fedelmente avevano un maggior numero di spermatozoi, una migliore motilità totale e progressiva e una percentuale più elevata di spermatozoi con morfologia normale
15 luglio 2025 | 15:00 | C. S.
La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, olio extravergine di oliva, pesce azzurro, noci e cereali integrali, potrebbe avere un effetto benefico sulla qualità dello sperma, secondo una revisione sistematica condotta dai ricercatori del gruppo ANUT-DSM dell’Universitat Rovira i Virgili (URV).
Gli uomini che hanno seguito la dieta mediterranea più fedelmente avevano un maggior numero di spermatozoi, una migliore motilità totale e progressiva e una percentuale più elevata di spermatozoi con morfologia normale. Questi effetti sono stati osservati sia nei maschi sani che nei pazienti trattati nelle cliniche della fertilità.
Tuttavia, i ricercatori avvertono che, nonostante il miglioramento dei parametri seminali, gli studi rivisti non forniscono prove sufficienti per affermare che questa dieta aumenta direttamente i tassi di successo nei trattamenti di riproduzione assistita.
L’infertilità, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un problema di salute pubblica, colpisce attualmente un adulto su sei in tutto il mondo. Tra i principali fattori associati alla diminuzione della qualità dello sperma sono lo stress, il tabacco, l'uso di alcol o droghe e il cibo sbilanciato. Sebbene le prove siano ancora limitate, sempre più cliniche della fertilità raccomandano interventi nutrizionali prima dei trattamenti riproduttivi. Questo studio aiuta a rafforzare l’ipotesi che le abitudini alimentari, in particolare quelle basate sul modello mediterraneo, possano svolgere un ruolo chiave nella salute riproduttiva maschile.
Potrebbero interessarti
Salute
Mangiare a tarda sera aumenta del 20-30% il rischio di malattie del fegato
Uno studio condotto su quasi 200.000 persone e pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology associa il consumo di cibo nelle ore serali più avanzate a una maggiore probabilità di sviluppare steatosi epatica e cirrosi. Sotto osservazione il ruolo dei ritmi circadiani e dell'intervallo tra l'ultimo pasto e il sonno
21 ottobre 2026 | 13:00
Salute
Colazione, attività fisica e sonno: così le abitudini quotidiane aiutano a gestire lo stress
Fare colazione regolarmente, dormire a sufficienza e dedicare almeno 20 minuti all’attività fisica sono comportamenti associati a una maggiore flessibilità psicologica e a una migliore capacità di affrontare le situazioni stressanti
20 ottobre 2026 | 14:00
Salute
Olio d'oliva contro l'artrosi: ecco quali sono i composti bioattivi
Uno studio pubblicato su Mediators of Inflammation fa il punto sui meccanismi molecolari con cui l'olio extravergine e i suoi polifenoli, dall'oleocantale all'idrossitirosolo, potrebbero rallentare la degenerazione articolare
20 ottobre 2026 | 13:00
Salute
Micotossine e acrilammide nei biscotti: i bambini sono i più a rischio
Uno studio italo-spagnolo ha analizzato 34 confezioni di biscotti in vendita nel nostro Paese: quasi tutte contengono più contaminanti insieme. Nessun prodotto supera i limiti di legge, ma per i più piccoli l'esposizione quotidiana può diventare preoccupante. Ecco cosa dice la ricerca e come orientarsi sugli scaffali
19 ottobre 2026 | 12:00
Salute
Vanillina, la molecola della vaniglia che potrebbe aiutare a guarire le ferite croniche
Uno studio della Flinders University, pubblicato sull’International Journal of Pharmaceutics, individua nella vanillina proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche che potrebbero favorire lo sviluppo di nuove medicazioni per ulcere e lesioni difficili da rimarginare
18 ottobre 2026 | 12:00
Salute
Ecco come l'olio extravergine di oliva può proteggere le ossa: più polifenoli, ossa più forti
I polifenoli contenuti nell'extravergine e nei sottoprodotti dell'olio d'oliva, come l'idrossitirosolo, inibiscono efficacemente la formazione degli osteoclasti, offrendo nuove prospettive per prevenire la perdita ossea di origine infiammatoria. Per i consumatori, la chiave è scegliere prodotti ad "alto contenuto fenolico"
18 ottobre 2026 | 11:00