Salute
Estratti di foglie di olivo per nuovi medicinali funzionali
Gli estratti di foglie di oliva rappresentano un’opportunità tangibile per lo sviluppo di nuove formulazioni nutraceutiche ad alto valore terapeutico per rafforzare il sistema immunitario, promuovere la longevità e prevenire le malattie croniche
28 maggio 2025 | 12:00 | T N
Gli estratti di foglie di olivo potrebbero diventare un componente essenziale nella formulazione delle bevande medicinali funzionali, secondo una recensione recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Beverages.
Lo studio è stato svolto da ricercatori del Dipartimento di Scienze Alimentari e Tecnologie della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Patrasso in Grecia.
Le bevande medicinali - frequenti nelle culture tradizionali in paesi come Cina, India, Grecia, Brasile e Turchia - sono caratterizzate dal loro contenuto in composti bioattivi come flavonoidi, fenoli, carotenoidi, alcaloidi e terpenoidi, responsabili dei loro molteplici benefici: dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie agli effetti antidiabetici, antitumorali e antivirali.
Lo studio pone particolare enfasi sugli estratti di foglie di ulivo, ancora poco esplorati nel segmento delle bevande funzionali. Questi estratti sono ricchi di polifenoli come oleuropeina, idrossitirosolo e acido elengone, composti ampiamente riconosciuti per la loro attività antiossidante, antivirtù, antiipertensiva, anticolesterole e antimicrobica.
Gli estratti di foglie di olivo rappresentano un’opportunità tangibile per lo sviluppo di nuove formulazioni nutraceutiche ad alto valore terapeutico, evidenziano gli autori. Da un punto di vista industriale, i ricercatori suggeriscono che gli estratti di foglie di ulivo potrebbero essere incorporati come ingredienti chiave nello sviluppo di bevande funzionali fortificate, volte a rafforzare il sistema immunitario, promuovere la longevità e prevenire le malattie croniche. Il lavoro sottolinea anche la necessità di ricerche future per ottimizzare i metodi di estrazione dell'oleeuropeina e dei loro derivati, nonché studi clinici più rigorosi. Queste ricerche sarebbero cruciali per standardizzare le concentrazioni efficaci di sostanze attive di fronte ai disturbi cronici e fisiopatologici.
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