Salute
Il professor Massimo Cocchi in difesa dell'olio extra vergine di oliva
Il presidente dell'Arna, l’Associazione Ricercatori Nutrizione e Alimenti, interviene su "Teatro Naturale" in merito alla presunta pericolosità degli oli di oliva lanciata dal "Die Welt": c'è modo e modo di riferire uno studio
09 febbraio 2008 | Massimo Cocchi
Nella mia veste di Presidente dell'Arna sento il dovere di fare alcune osservazioni sull'articolo che riferisce della pericolosità dell'olio d'oliva in senso aterogenetico (link esterno).
Il âDie Weltâ sarà pure un giornale prestigioso, ma prima di esprimere un parere così devastante, sarebbe opportuno capire le condizioni sperimentali.
In eccesso lipidico, ad esempio, tutti i grassi possono essere nocivi, per cui c'è modo e modo di riferire uno studio.
Detto così non ha nessun valore.
Fra l'altro, recentemente, il mio gruppo di lavoro ha dimostrato che un basso livello di acido oleico nelle piastrine circolanti, è marker della patologia cardiovascolare ischemica e che l'incremento dell'acido oleico nelle piastrine può graduare la gravità della condizione.
Concordo con il riferimento alla tematica delle neoplasie, anche perché in realtà sembra esserci qualche correlazione con l'indice Stearico/Oleico come marker tumorale.
Anche nella nostra ricerca, tale indice, ottenuto nelle piastrine, ha evidenziato preziose informazioni relativamente alla classificazione dei pazienti con cardiopatia ischemica.
Non voglio difendere l'olio extra vergine di oliva ad oltranza, ma ritengo che esso sia alimento prezioso e che l'acido oleico sia elemento chiave e critico nel funzionamento delle piastrine, e conseguentemente su quei fenomeni che modulano l'aggregazione piastrinica, l'infiammazione ecc.
E' anche riferito dalla letteratura che all'aumentare dell'acido oleico diminuisce l'arachidonico favorendo, di fatto, una riduzione del rischio legato all'eccesso di acido arachidonico. Un'ampia e autorevole letteratura si esprime in tal senso.

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