Salute

L'olio extravergine di oliva aiuta a combattere l'emicrania

L'olio extravergine di oliva aiuta a combattere l'emicrania

La ricchezza in acidi grassi insaturi e in biofenoli dell'olio extravergine di oliva riduce lo stato pro infiammatorio che porta anche all'emicrania

30 dicembre 2024 | 10:00 | Ernesto Vania

L'olio extravergine di oliva si scopre essere anche un elisir contro l'emicrania.

Il segreto di questa virtù sta tanto nella riccherzza in acido oleico quanto in quella in biofenoli.

Uno studio 2021 pubblicato su Nutrients ha evidenziato il ruolo dei grassi alimentari nel ridurre l’infiammazione legata all’emicrania. I ricercatori hanno scoperto che una maggiore assunzione di grassi monoinsaturi, come quelli nell’olio d’oliva, era associata a una riduzione della frequenza e della gravità degli episodi di emicrania.

Il cervello, inoltre, richiede grassi per funzionare in modo ottimale e il profilo di grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva fornisce una fonte di energia pulita ed efficiente per le cellule cerebrali.

L'infiammazione nei vasi sanguigni e nei nervi contribuisce in modo significativo agli attacchi di emicrania.

L'olio extra vergine di oliva contiene composti come l'oleocantale, che funziona in modo simile all'ibuprofene, un farmaco antinfiammatorio comune. Se consumati regolarmente, i composti antinfiammatori naturali dell'olio d'oliva possono ridurre l'infiammazione complessiva nei vasi sanguigni del cervello, riducendo potenzialmente la frequenza delle emicranie.

Uno studio del Journal of Clinical Nutrition ha anche dimostrato che le persone che consumavano regolarmente olio extravergine di oliva hanno sperimentato un minor numero di marcatori di infiammazione nel sangue rispetto a quelli che consumavano altri tipi di grassi, come burro o oli vegetali. Questa riduzione dei marcatori infiammatori può aiutare a prevenire l’insorgenza di emicranie o ridurre la loro intensità quando si verificano.

Potrebbero interessarti

Salute

I grassi trans naturali dei latticini non sembrano aumentare il rischio cardiovascolare

Una revisione di 22 studi mette in discussione l’equivalenza tra i grassi trans naturalmente presenti in latte, burro, yogurt e formaggi e quelli prodotti industrialmente. I dati disponibili non evidenziano un aumento del rischio di malattie cardiovascolari o diabete di tipo 2 associato ai trans naturali dei latticini

14 ottobre 2026 | 16:00

Salute

Consumare olio di oliva prima dei carboidrati potrebbe aiutare a controllare la glicemia

Uno studio condotto sui topi suggerisce che assumere olio di oliva prima del glucosio può attenuare il picco glicemico dopo il pasto. Il meccanismo coinvolgerebbe il rallentamento dello svuotamento gastrico e l’interazione tra ormoni intestinali e sistema nervoso

14 ottobre 2026 | 12:00

Salute

Bevande dietetiche contro acqua: dopo due anni la perdita di peso è simile

Uno dei più lunghi studi randomizzati sulle bevande con edulcoranti non nutritivi non rileva differenze significative rispetto all’acqua nella perdita e nel mantenimento del peso. Nuovi dati nel dibattito sull’utilità di aspartame, acesulfame-K e sucralosio

13 ottobre 2026 | 16:00

Salute

Dieta chetogenica, effetti opposti nell’intestino: più tumori nel tenue, meno nel colon

Una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati può favorire la formazione di tumori nell’intestino tenue, mentre nel colon esercita un effetto protettivo. Il meccanismo sembra dipendere dal metabolismo degli acidi grassi

10 ottobre 2026 | 12:00

Salute

Olio d'oliva come carrier probiotico: il lievito Saccharomyces boulardii sopravvive 90 giorni senza compromettere la qualità

L'olio d'oliva vergine, in particolare quello non filtrato, può ospitare il lievito probiotico Saccharomyces boulardii per almeno tre mesi di conservazione, mantenendo cariche microbiche compatibili con i requisiti dei prodotti probiotici e senza alterare i parametri chimico-fisici previsti dalla normativa

09 ottobre 2026 | 10:00

Salute

I gelsi sono un frutto antico che guarda al futuro del microbiota

Dal gelso bianco al gelso nero, foglie e frutti contengono polifenoli, polisaccaridi e altri composti bioattivi che potrebbero interagire con il microbiota intestinale. Le prime evidenze, soprattutto da studi in vitro e su animali, sono interessanti per metabolismo glucidico e lipidico

08 ottobre 2026 | 14:00