Salute
L'olio d'oliva e i suoi derivati proteggono la pelle dai dannosi raggi UV
L'uso di estratto di foglie di olivo ha prevenuto le alterazioni cutanee associate all'esposizione acuta ai raggi UVB. L'uso topico dell'olio di oliva, non solo protegge dall'effetto dannoso delle radiazioni UV, ma può essere utile anche per i pazienti oncologici sottoposti a radioterapia e radiochemioterapia
20 ottobre 2023 | Alessandro Vujovic
La luce solare è formata dalle radiazioni elettromagnetiche proveniente dal sole ed è composta da luce visibile all’occhio umano, da radiazioni infrarosse e da radiazioni ultraviolette (UV) di vario tipo.
Le radiazioni ultraviolette si dividono in UVA, UVB e UVC.
Le UVC (hanno una lunghezza d’onda da 100 a 280 nanometri, sono radiazioni pericolose ma quasi inesistenti sulla superficie terrestre perché filtrate, quasi al 100%, dall'atmosfera terrestre. Le UVC, prodotte da fonti artificiali, sono utilizzate per la disinfezione dell’aria, dell’acqua e delle superfici, in quanto non sono penetranti).
Le UVB (da 280 a 315 nm, sono responsabili della sintesi della vitamina D3, dell'abbronzatura e delle scottature).
Le UVA (da 315 a 400 nm, sono responsabili dell'abbronzatura a breve termine).
Le onde elettromagnetiche che l’occhio umano percepisce, sono solo una piccolissima parte di tutto lo spettro elettromagnetico e che costituisce lo “spettro del visibile” che va da 400 a 700 nm.
Le radiazioni infrarosse vanno da 700 nm a 1 mm.
Le radiazioni UV confinano con la luce visibile, la cui lunghezza d’onda più corta (400 nm) è percepita dall’uomo come colore viola, da cui è nata la denominazione "radiazione ultravioletta".
Le radiazioni UV hanno effetti sia benefici e sia dannosi per la salute dell’uomo.
Ad ogni modo l'atmosfera che circonda la terra (ozono ed ossigeno), è in grado di assorbire completamente le radiazioni maggiormente aggressive come le UVC e la maggior parte delle UVB.
Pertanto, le uniche radiazioni solari UV rilevanti per la salute sono le UVA e UVB in quanto l'esposizione della superficie del corpo umano a questo tipo di radiazioni, resta un fattore molto aggressivo per la pelle umana.
Difatti i raggi UV generano un'infiammazione cronica della pelle con un'alterazione dei lipidi superficiali più esterni, raggiungendo progressivamente gli strati vitali dell'epidermide ed i compartimenti dermici sottostanti.
Inoltre, i raggi UV inducono dilatazione dei vasi sanguigni dermici (arrossamento), l’iperpermeabilità vascolare, edema cutaneo, iperplasia, infiltrazione leucocitaria, aumento delle citochine pro-infiammatorie e la generazione di radicali dell’ossigeno (ROS) nonché altri radicali liberi che finiscono per produrre danni diretti al DNA, aumentando il rischio di mutazioni che possono portare a diversi tipi di cancro della pelle.
Inoltre i danni causati dall'esposizione ai raggi UV “sono cumulativi” e quindi aumentano, nel tempo, il rischio di cancro della pelle. Il danno del DNA non riparato si accumula nel tempo e innesca mutazioni che causano una rapida moltiplicazione delle cellule della pelle in senso cancerogenico.
Sulla base della letteratura scientifica, l’OMS ha identificato nove malattie strettamente legate all’esposizione a radiazioni UV (https://www.epicentro.iss.it/uv/):
1. melanoma cutaneo, tumore maligno dei melanociti, cellule della pelle che producono il pigmento cutaneo (melanina),
2. carcinoma squamoso della pelle, tumore maligno che, rispetto al melanoma, ha un’evoluzione più lenta ed è associato a minore morbilità e mortalità,
3. carcinoma basocellulare (basalioma), tumore cutaneo che si sviluppa prevalentemente in età avanzata e si diffonde lentamente e localmente,
4. carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, raro tumore oculare,
5. cheratosi, malattie croniche della pelle che in rare occasioni possono generare lesioni pretumorali,
6. scottature,
7. cataratta corticale, degenerazione del cristallino, che diventa sempre più opaco fino a compromettere la vista e che, in certi casi, può portare anche alla cecità,
8. pterigio, inspessimento della congiuntiva che porta a opacizzazione della cornea o a una limitazione dei movimenti oculari,
9. riattivazione dell’herpes labiale, a causa dell’immunosoppressione indotta dall’eccesso di UV.
La melanina è il pigmento in grado di proteggere dai prodotti generati a seguito dello stress ossidativo, infatti viene prodotta per difendersi dai raggi UV, prevenendo così i danni al DNA.
L'olio d'oliva e i suoi derivati proteggono la pelle dai dannosi raggi UV
La ricerca ha identificato una varietà di prodotti con la capacità di bloccare le radiazioni UV e mitigarne gli effetti sulla pelle, attraverso l'ingestione o l'applicazione topica.
L'olivo e i suoi frutti contengono alcuni composti fenolici che esercitano un'azione protettiva nei confronti delle radiazioni UV e sono utilizzati come principi attivi naturali nella formulazione dei filtri solari, in quanto hanno strutture e meccanismi di azione simili ai filtri UV chimici, potenziando sinergicamente la loro azione e migliorando la loro resistenza all'acqua.
In questo senso, l’oleuropeina e l’idrossitirosolo, presenti nelle foglie di olivo, mostrano un basso assorbimento dei raggi UV ed un'elevata attività antiossidante, agendo come fattori protettivi nei confronti della fotocarcinogenesi.
L'estratto di foglie di olivo ha un potere antiossidante maggiore rispetto all'oleuropeina da sola, grazie ai suoi effetti sinergici con altri composti fenolici presenti nella foglia.
I composti estratti da acque reflue del frantoio hanno mostrato effetti fotoprotettivi e antiossidanti sui cheratinociti trattati con UVA ed effetti pro-ossidativi e pro-apoptotici sui cheratinociti con danno genetico.
Questi composti esercitano anche un effetto fotoprotettivo su alcuni microrganismi, come riportato da Da Silva et al. difatti hanno coltivato Saccharomyces cerevisiae trattato con luce solare, in presenza di oleuropeina, hanno osservato gli effetti fotoprotettivi ed antimutageni sulle colonie di questo lievito.
D'altra parte, sia studi in vitro che in vivo hanno dimostrato che i composti fenolici presenti nelle olive possono anche proteggere dagli effetti dei raggi UVB.
Alcuni autori hanno scoperto che la somministrazione orale, sia di oleuropeina, che di estratto di foglie di olivo, ha prevenuto le alterazioni cutanee associate all'esposizione acuta ai raggi UVB come l'aumento dello spessore della pelle e delle dimensioni dei granuli di melanina o l'aumento dell'espressione delle metalloproteinasi della matrice extracellulare.
Katsinas et al. hanno riportato che, in uno studio in vitro, con cellule epiteliali corneali e congiuntivali umane, il trattamento con estratto di acque reflue del frantoio, con oleuropeina o con idrossitirosolo ha ridotto significativamente la produzione di ROS in risposta all'esposizione ai raggi UVB.
Esistono anche alcune preparazioni commerciali di estratto di foglie di olivo che, se somministrate per via topica, sono in grado di ridurre la perossidazione lipidica causata dai raggi UV.
Alcuni studi suggeriscono inoltre che l'uso topico dell'olio di oliva, non solo protegge dall'effetto dannoso delle radiazioni UV, ma può essere utile anche per i pazienti oncologici sottoposti a radioterapia e radiochemioterapia, al fine di ritardare la comparsa delle lesioni cutanee associate all'irradiazione, ridurre la loro gravità, migliorando così la loro qualità di vita.
Sulla stessa linea, Akarsu et al. hanno osservato che, in pazienti trattati con fototerapia e fotochemioterapia, l'applicazione topica di EVOO, prima di una sessione, ha aumentato la dose fototossica minima, ovvero la dose minima di UVA alla quale si verifica un eritema evidente.
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