Salute
Grazie all’acido oleico dell’olio di oliva regoliamo l'assunzione di grassi con la dieta
Nuove evidenze suggeriscono che l'acido oleico dell’olio di oliva può influenzare i meccanismi epigenetici, aprendo una nuova strada nell'esplorazione per rallentare la progressione delle lesioni vascolari
27 aprile 2023 | T N
Nel 2010, la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
L'olio d'oliva è l'alimento più caratteristico di questa dieta grazie al suo alto valore nutraceutico. Gli effetti positivi dell'olio d'oliva sono stati spesso attribuiti ai suoi componenti minori; tuttavia, il suo contenuto di acido oleico (OA) (70-80%) è responsabile delle sue numerose proprietà salutari.
L'acido oleico è una biomolecola efficace, anche se il meccanismo con cui questa molecola media gli effetti fisiologici benefici non è del tutto compreso.
L'acido oleico influenza la fluidità della membrana cellulare, i recettori, le vie di segnalazione intracellulare e l'espressione genica.
L'acido oleico può regolare direttamente la sintesi e l'attività degli enzimi antiossidanti. L'effetto antinfiammatorio può essere legato all'inibizione delle citochine proinfiammatorie e all'attivazione di quelle antinfiammatorie.
Il meccanismo meglio caratterizzato evidenzia come l'acido oleico sia un attivatore naturale della sirtuina 1 (SIRT1). L'oleoiletanolamide (OEA), derivata dallo stesso acido oleico, è un ligando endogeno del recettore nucleare del perossisoma proliferatore attivato alfa (PPARα). L'OEA regola l'assunzione di grassi con la dieta e l'omeostasi energetica ed è stato quindi suggerito come potenziale agente terapeutico per il trattamento dell'obesità. L'OEA ha effetti antinfiammatori e antiossidanti. Gli effetti benefici dell'olio d'oliva potrebbero essere legati alle azioni dell'OEA.
L’acido oleico influenza i meccanismi epigenetici rallentando la progressione delle lesioni vascolari
Nuove evidenze suggeriscono che l'acido oleico può influenzare i meccanismi epigenetici, aprendo una nuova strada nell'esplorazione di terapie basate su questi meccanismi.
L'epigenetica è descritta come variazioni ereditabili nel DNA e negli istoni senza modifiche associate nella sequenza nucleotidica. I meccanismi epigenetici centrali comprendono la metilazione del DNA, le alterazioni degli istoni e gli RNA non codificanti (come i microRNA (miRNA)), i cui disturbi possono essere associati alla predisposizione a sviluppare una malattia. Le modifiche epigenetiche sono procedure genomiche flessibili che possono essere potenzialmente propagate da una generazione all'altra. Questo fenomeno è chiamato "eredità epigenetica transgenerazionale" e può giustificare come la salute e lo sviluppo di una persona possano essere influenzati dalle esperienze dei genitori e dei nonni. La dieta è il fattore ambientale più studiato in epigenetica. La nutriepigenomica è un'area scientifica emergente che studia le relazioni tra alimentazione ed epigenetica.
Gli acidi grassi possono regolare l'espressione genica modificando i meccanismi epigenetici, con conseguente impatto positivo o negativo sui risultati metabolici.
In primo luogo, per apprezzare il ruolo degli acidi grassi nelle malattie epigenetiche, alcuni ricercatori hanno valutato il profilo di metilazione del DNA particolarmente indotto dall'acido arachidonico o dall'acido oleico in cellule coltivate. Nei monociti THP-1 trattati con acido arachidonico o acido oleico, sono state indotte rispettivamente ipermetilazione o ipometilazione del DNA. L'ipometilazione causata dall'acido oleico ha migliorato il profilo dell'infiammazione. L'ipermetilazione del DNA caratterizza l'aterosclerosi nelle sue fasi iniziali e durante la progressione delle lesioni vascolari stabili e può essere associata ad agenti proinfiammatori, come gli acidi arachidonico e palmitico. Tuttavia, gli agenti ipometilanti possono rallentare la progressione delle lesioni vascolari.
Un secondo meccanismo epigenetico è l'acetilazione degli istoni. Gli acidi grassi potrebbero servire come fonte alternativa di acetil-CoA, influenzando così i marchi epigenetici degli istoni, come l'acetilazione dell'istone 3 lisina. Recentemente, alcuni ricercatori hanno dimostrato che gli effetti antinfiammatori legati all'acido oleico nei fibroblasti sono mediati dall'acetilazione dell'istone 3 lisina, associata a una maggiore espressione di citochine antinfiammatorie. Questi risultati suggeriscono che gli effetti dell'acido oleico potrebbero essere esercitati con un meccanismo diverso dall'attivazione dell'istone acetiltranferasi e dall'indipendenza dalla SIRT-1.
Un terzo meccanismo epigenetico è esercitato dai microRNA (miRNA), che sono piccole molecole di RNA non codificante a singolo filamento di 20-24 nucleotidi che regolano l'espressione genica principalmente a livello post-trascrizionale. È stato stabilito che partecipano a processi cellulari essenziali e regolano quasi il 30-80% dei geni del genoma. I miRNA sono espressi in modo differenziato in molti tessuti e sono influenzati da una serie di fattori. L'acido oleico può esercitare effetti benefici antinfiammatori regolando l'espressione dei microRNA.
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