Salute

Cioccolato arricchito con olio extra vergine di oliva per proteggere il cuore

Cioccolato arricchito con olio extra vergine di oliva per proteggere il cuore

La disfunzione endoteliale e lo stress ossidativo provocano pericolosi disturbi cardiocircolatori, soprattutto in pazienti fragili. L’importanza di uno snack gustoso al cioccolato e olio extra vergine di oliva

27 gennaio 2023 | T N

La disfunzione endoteliale e lo stress ossidativo sono tra i meccanismi più rilevanti alla base del processo aterosclerotico, inoltre la disfunzione endoteliale è stata associata a esiti cardiovascolari avversi (infarto, ictus…) in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare.

Le cellule progenitrici endoteliali (EPC) circolanti svolgono un importante ruolo fisiologico per il loro potenziale riparativo dell'integrità vascolare, ma sono numericamente ridotte e funzionalmente compromesse nei pazienti con rischio cardiovascolare. L’extra vergine può venire in soccorso.

L'olio extravergine di oliva inoltre riduce la glicemia postprandiale con un meccanismo che contrasta la down-regulation delle incretine mediata dallo stress ossidativo in soggetti sani e in pazienti con alterata glicemia a digiuno.

Due studi hanno voluto approfondire il ruolo dell’extra vergine in uno snack gustoso, come cioccolato arricchito all’extra vergine, nella funzione endoteliale e quindi nella prevenzione di disturbi cardiocircolatori.

Il consumo quotidiano di una dose non ingrassante di cioccolato fondente arricchito con extra vergine (tavoletta di cioccolato fondente solido (40 g/die) contenente il 10% di EVOO o il 2,5% di mele secche) migliora i livelli ematici di EPC, un noto marker biologico surrogato della funzione endoteliale.

La somministrazione di 40 g di cioccolato arricchito con extra vergine è associata anche a un aumento della funzione endoteliale e a una riduzione dello stress ossidativo nei pazienti con diabete di tipo2.

Potrebbero interessarti

Salute

Tè amico delle ossa, troppo caffè può indebolirle

Rilevata una possibile associazione tra consumo di tè e maggiore densità minerale ossea dell’anca. Il caffè, invece, non sembra avere effetti negativi a dosi moderate, mentre oltre cinque tazze al giorno è associato a una densità ossea più bassa, soprattutto in presenza di un elevato consumo di alcol

04 settembre 2026 | 12:00

Salute

Glicemia alta e tumori, scoperto un possibile “scudo” che aiuta il cancro a sfuggire al sistema immunitario

Individuato un possibile meccanismo attraverso cui l’iperglicemia favorisce l’evasione immunitaria delle cellule tumorali. L’eccesso di glucosio e l’attività della proteina HSF1 sembrano contribuire ad ispessire il glicocalice, una sorta di rivestimento ricco di zuccheri che protegge le cellule tumorali

03 settembre 2026 | 16:00

Salute

Riduzione delle calorie e invecchiamento: una proteina immunitaria potrebbe imitare alcuni benefici

Un nuovo studio condotto da ricercatori di Yale individua nel complemento C3 un possibile bersaglio per contrastare l’infiammazione associata all’età. L’obiettivo non è eliminare la restrizione calorica, ma riprodurne alcuni effetti benefici senza ricorrere a una drastica riduzione dell’apporto energetico

02 settembre 2026 | 15:00

Salute

L'olio extravergine di oliva è un alleato per l'intestino e la salute

Il ruolo sorprendente dell'olio extravergine di oliva nella salute del nostro intestino. Non si tratta solo del suo profilo lipidico favorevole, ma di un complesso dialogo che si instaura tra i suoi componenti bioattivi e il miliardo di batteri che popolano il nostro apparato digerente

02 settembre 2026 | 14:00

Salute

Dieta chetogenica, il grasso nel fegato cala del 67%: benefici anche sul prediabete

Uno studio clinico pubblicato su Cell Metabolism ha confrontato dieta chetogenica, mediterranea e povera di grassi in 42 persone con obesità, prediabete e fegato grasso. A parità di perdita di peso, il regime chetogenico ha prodotto la maggiore riduzione del grasso epatico

01 settembre 2026 | 16:00

Salute

Micotossine trovate in tutti i prodotti vegetali

Uno studio dell’Università di Parma, realizzato in collaborazione con Cranfield University, ha rilevato almeno una micotossina in tutti i 212 alimenti e bevande vegetali esaminati, dalle alternative alla carne alle bevande di avena, soia e mandorle. Le concentrazioni sono risultate inferiori ai livelli guida europei

01 settembre 2026 | 12:00