Salute

I fiori di luppolo della birra per prevenire il morbo di Alzheimer

I fiori di luppolo della birra per prevenire il morbo di Alzheimer

Le sostanze chimiche estratte dai fiori di luppolo possono inibire l'aggregazione delle proteine beta amiloidi, associate al morbo di Alzheimer

09 dicembre 2022 | C. S.

La birra è una delle bevande più antiche e più diffuse al mondo, con alcune persone che amano e altre che odiano il gusto distinto e amaro del luppolo utilizzato per aromatizzare le sue numerose varietà. Ma una birra particolarmente "luppolata" potrebbe avere benefici unici per la salute. Una recente ricerca pubblicata su ACS Chemical Neuroscience riferisce che le sostanze chimiche estratte dai fiori di luppolo possono, in laboratorio, inibire l'aggregazione delle proteine beta amiloidi, associate al morbo di Alzheimer (AD).

L'AD è una malattia neurodegenerativa debilitante, spesso caratterizzata da perdita di memoria e cambiamenti di personalità negli anziani. Una parte della difficoltà nel trattare la malattia è rappresentata dall'intervallo di tempo che intercorre tra l'inizio dei processi biochimici sottostanti e la comparsa dei sintomi, con una distanza di diversi anni. Ciò significa che i danni irreversibili al sistema nervoso si verificano prima ancora che ci si renda conto di avere la malattia. Di conseguenza, le strategie preventive e terapeutiche che possono intervenire prima della comparsa dei sintomi sono di crescente interesse.

Una di queste strategie riguarda i "nutraceutici", ovvero gli alimenti che hanno una qualche funzione medicinale o nutrizionale. I fiori di luppolo, utilizzati per aromatizzare le birre, sono stati studiati come uno di questi potenziali nutraceutici, con studi precedenti che suggerivano che la pianta potesse interferire con l'accumulo di proteine beta amiloidi associate all'AD. Cristina Airoldi, Alessandro Palmioli e colleghi hanno quindi voluto indagare quali composti chimici del luppolo avessero questo effetto.

Per identificare questi composti, i ricercatori hanno creato e caratterizzato estratti di quattro varietà comuni di luppolo con un metodo simile a quello utilizzato nel processo di produzione della birra. Nei test hanno scoperto che gli estratti avevano proprietà antiossidanti e potevano impedire alle proteine beta amiloidi di aggregarsi nelle cellule nervose umane. L'estratto di maggior successo era quello del luppolo Tettnang, presente in molti tipi di lager e birre chiare. Quando l'estratto è stato separato in frazioni, quella contenente un alto livello di polifenoli ha mostrato la più potente attività antibiotica e di inibizione dell'aggregazione. Inoltre, ha promosso i processi che consentono all'organismo di eliminare le proteine mal ripiegate e neurotossiche. Infine, il team ha testato l'estratto di Tettnang in un modello di C. elegans e ha scoperto che proteggeva i vermi dalla paralisi legata all'AD, anche se l'effetto non era molto pronunciato. I ricercatori affermano che, sebbene questo lavoro non giustifichi il consumo di birre amare, dimostra che i composti del luppolo potrebbero servire come base per prodotti nutraceutici che contrastino lo sviluppo dell'AD.

Potrebbero interessarti

Salute

Alcol, non conta solo quanto se ne beve: vino, birra e distillati mostrano rischi diversi

I consumi elevati risultano associati a un aumento del rischio di morte per tutte le cause, tumori e malattie cardiovascolari. A livelli bassi e moderati, invece, il vino mostra un’associazione più favorevole rispetto a birra, sidro e distillati

06 settembre 2026 | 12:00

Salute

Tè amico delle ossa, troppo caffè può indebolirle

Rilevata una possibile associazione tra consumo di tè e maggiore densità minerale ossea dell’anca. Il caffè, invece, non sembra avere effetti negativi a dosi moderate, mentre oltre cinque tazze al giorno è associato a una densità ossea più bassa, soprattutto in presenza di un elevato consumo di alcol

04 settembre 2026 | 12:00

Salute

Glicemia alta e tumori, scoperto un possibile “scudo” che aiuta il cancro a sfuggire al sistema immunitario

Individuato un possibile meccanismo attraverso cui l’iperglicemia favorisce l’evasione immunitaria delle cellule tumorali. L’eccesso di glucosio e l’attività della proteina HSF1 sembrano contribuire ad ispessire il glicocalice, una sorta di rivestimento ricco di zuccheri che protegge le cellule tumorali

03 settembre 2026 | 16:00

Salute

Riduzione delle calorie e invecchiamento: una proteina immunitaria potrebbe imitare alcuni benefici

Un nuovo studio condotto da ricercatori di Yale individua nel complemento C3 un possibile bersaglio per contrastare l’infiammazione associata all’età. L’obiettivo non è eliminare la restrizione calorica, ma riprodurne alcuni effetti benefici senza ricorrere a una drastica riduzione dell’apporto energetico

02 settembre 2026 | 15:00

Salute

L'olio extravergine di oliva è un alleato per l'intestino e la salute

Il ruolo sorprendente dell'olio extravergine di oliva nella salute del nostro intestino. Non si tratta solo del suo profilo lipidico favorevole, ma di un complesso dialogo che si instaura tra i suoi componenti bioattivi e il miliardo di batteri che popolano il nostro apparato digerente

02 settembre 2026 | 14:00

Salute

Dieta chetogenica, il grasso nel fegato cala del 67%: benefici anche sul prediabete

Uno studio clinico pubblicato su Cell Metabolism ha confrontato dieta chetogenica, mediterranea e povera di grassi in 42 persone con obesità, prediabete e fegato grasso. A parità di perdita di peso, il regime chetogenico ha prodotto la maggiore riduzione del grasso epatico

01 settembre 2026 | 16:00