Salute
La dieta mediterranea contro il cambiamento climatico
Tra le fasce più basse della popolazione si è passati a un'alimentazione troppo ricca di proteine animali, insostenibile dal punto di vista ambientale e salutistico
05 novembre 2021 | C. S.
Seguire la dieta mediterranea può essere un elemento strategico nella lotta contro il cambiamento climatico, che può facilitare una riduzione fino al 72% dei gas serra, del 58% nell'uso del suolo, del 52% nel consumo di energia e del 33% nel consumo di acqua. Questo è stato spiegato da Anna Bach, farmacista, MSc e PhD in Salute Pubblica Nutrizionale, docente dell'Area Nutrizione della Facoltà di Scienze della Salute della UOC e membro del Comitato Alimenti e Nutrizione del Collegio Ufficiale dei Farmacisti di Barcellona (COFB), nell'ambito del terzo ciclo di UPCDiálogos Agroalimentarios. "Non possiamo più parlare di alimentazione sana, vogliamo anche che sia sostenibile", ha detto il ricercatore UOC durante la presentazione.
Il rapporto del 2017 "Global health effects of dietary risks" ha mostrato gli effetti dei fattori alimentari sulla salute globale. Secondo lo studio, ha spiegato Bach, il 22% dei decessi nel mondo può essere attribuito a una causa alimentare e corrisponde a tre fattori: "Alto consumo di sale, basso consumo di cereali integrali e basso consumo di frutta". La sostituzione di frutta, verdura e cereali integrali con prodotti lavorati e ricchi di zuccheri porta a effetti negativi sulla salute, con lo sviluppo di malattie croniche e cardiovascolari.
A questo proposito, i ricercatori di salute pubblica hanno identificato la transizione alimentare, che si è verificata soprattutto nelle popolazioni urbane e prevalentemente tra i giovani di basso status socio-economico. Il gruppo è passato dal consumo di prodotti come cereali, verdure ed elementi vegetali, che hanno un basso impatto ambientale, a un maggiore consumo di proteine animali, che hanno un maggiore impatto ambientale. Di conseguenza, ha aggiunto Bach, c'è stato un aumento del "consumo di calorie vuote, a base di cereali raffinati, alcol e grassi", un fatto che incide sulla salute delle persone e del pianeta.
Il ricercatore ha sottolineato che è importante "rieducare il consumatore" ad adottare abitudini alimentari che danno la priorità ai prodotti a base vegetale nel piatto, sia attraverso una dieta mediterranea, flexitarian, vegana o vegetariana. Secondo le statistiche del rapporto 2019 Creating a Sustainable Food Future del World Resources Institute, il 60% della generazione dei millennial è pronto al cambiamento, un aspetto positivo. "Se adottiamo un modello alimentare mediterraneo risparmieremo molte risorse, ma se ci spostiamo verso un modello più occidentale e americanizzato avremo un aumento degli indicatori ambientali", ha avvertito Bach. I consumatori dovrebbero quindi essere guidati a basare la loro dieta su prodotti a base vegetale, ridurre il consumo eccessivo di carne rossa e lavorata, consumare pesce di provenienza sostenibile, prodotti stagionali e locali, e ridurre gli sprechi e i rifiuti da imballaggio alimentare.
Potrebbero interessarti
Salute
Sucralosio e danni al DNA: i problemi impiego del dolcificante ad alte temperature
Una ricerca del 2023 aveva sollevato preoccupazioni per la capacità di un composto associato al sucralosio di danneggiare il DNA e alterare la barriera intestinale. Le successive valutazioni, compresa la revisione dell’Efsa del 2026, ridimensionano però il rischio per i consumatori alle condizioni d’uso autorizzate
22 settembre 2026 | 11:00
Salute
Cibi ultraprocessati e il possibile legame con l’artrosi del ginocchio
Uno studio pubblicato su Radiology ha rilevato un’associazione tra il consumo di alimenti ultraprocessati e una maggiore presenza di grasso intramuscolare nella coscia. Il fenomeno è stato osservato anche considerando calorie assunte, attività fisica e altri fattori socio-demografici
21 settembre 2026 | 14:00
Salute
L'olio extravergine con acido oleanolico aiuta i reni
Un’analisi esplorativa dello studio clinico randomizzato OLTRAD indica che il consumo per 12 mesi di olio di oliva arricchito con acido oleanolico potrebbe rallentare il declino della funzione renale nei pazienti con diabete di tipo 2, soprattutto quando è già presente una lieve compromissione renale
21 settembre 2026 | 11:00
Salute
Statine precoci dopo la diagnosi di diabete di tipo 2: possibile riduzione del rischio di demenza
Uno studio suggerisce che iniziare una terapia con statine entro il primo anno dalla diagnosi di diabete di tipo 2 sia associato a un rischio di demenza inferiore del 15% nell'arco di dieci anni. L'associazione risulta più contenuta, ma comunque presente, quando il trattamento viene avviato successivamente
20 settembre 2026 | 10:00
Salute
Dieta mediterranea e movimento: il binomio che protegge cuore e metabolismo
Ecco cosa dice davvero la scienza sull'effetto combinato di alimentazione mediterranea ed esercizio fisico: i risultati sono incoraggianti. Ecco cosa significa per chi vuole prendersi cura della propria salute
18 settembre 2026 | 11:00
Salute
Latticini e tumore della prostata: quanto conta davvero la dieta?
Diversi studi epidemiologici hanno associato un maggiore consumo di latte e derivati a un aumento del rischio, mentre un'alimentazione ricca di alimenti vegetali sembra avere effetti protettivi
17 settembre 2026 | 13:00