Salute

Gli italiani sono ignoranti in materia di nutrizione

Gli italiani sono ignoranti in materia di nutrizione

Solo poco più di un italiano su tre ha un buon livello di conoscenza nutrizionale. Il 40% ha mostrato abitudini alimentari congruenti con il grado informativo dimostrato, attento alle raccomandazioni nutrizionali, almeno per frutta, verdura e grassi

20 ottobre 2021 | C. S.

Quanto le nostre scelte alimentari sono influenzate dalle conoscenze nutrizionali in nostro possesso? E quanto pregiudizi e convinzioni personali comportano abitudini alimentari non sane? La consapevolezza nutrizionale degli individui e la conoscenza e la percezione soggettive dell'importanza di una dieta equilibrata sono fattori determinanti che influenzano le scelte alimentari, il comportamento dei consumatori e l'apporto nutrizionale molto più della conoscenza oggettiva, consolidata e acquisita da fonti qualificate senza interpretazione personale. E’ quanto emerge nello studio Relationship Between Nutrition Knowledge and Dietary Intake: An Assessment Among a Sample of Italian Adults (Relazione tra conoscenza nutrizionale e apporto dietetico: una valutazione tra un campione di adulti italiani) effettuato dal CREA, con il suo centro di Alimenti e Nutrizione, appena pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Nutrition. 

@Steve Buissinne Dopo aver somministrato un questionario ad un campione di 591 genitori di alunni della scuola primaria, reclutati nel comune di Roma (contesto urbano) e provincia (contesto rurale) ed aver costruito, sulla base dei loro consumi alimentari, un indice di aderenza alle raccomandazioni nutrizionali, sono state valutate le loro conoscenze nutrizionali oggettive, in relazione al loro grado percepito di conoscenza nutrizionale. È stato effettuato, inoltre, un confronto con le abitudini alimentari e l’aderenza alle raccomandazioni indicate nelle line guida per una sana alimentazione. Lo scopo di questo studio, infatti, è stato di misurare il livello di conoscenze nutrizionali, utilizzando un approccio innovativo in grado di combinare quelle oggettive e soggettive con i profili dietetici e di profilare anche i segmenti della popolazione più bisognosi di interventi. L’ipotesi avvalorata è che tali conoscenze abbiano un impatto sull'aderenza alle raccomandazioni nutrizionali. 

Meno della metà dei soggetti studiati (46%) ha fornito risposte corrette, dimostrando di conoscere le tematiche di nutrizione. Il questionario è stato articolato in tre ambiti conoscitivi: le raccomandazioni degli esperti, la composizione degli alimenti e la relazione tra alimentazione e patologie, con il primo che ha ottenuto la percentuale più alta (59%) di risposte corrette. 
La maggioranza degli intervistati (66%) ritiene di avere un elevato livello di conoscenza nutrizionale, che, però, solo nel 37% dei casi corrisponde effettivamente al vero. 
Il 40% del campione ha mostrato abitudini alimentari congruenti con il grado informativo dimostrato, con la massima aderenza alle raccomandazioni nutrizionali, almeno per alimenti selezionati come frutta, verdura e grassi. Da evidenziare, infine, come la componente  socioeconomica - ad esempio vivere in aree rurali, essere giovani e avere un basso livello di istruzione scolastica - sia risultata un fattore associato a una bassa alfabetizzazione nutrizionale o / e  ad abitudini alimentari malsane.

"La conoscenza nutrizionale – dichiara Laura Rossi, nutrizionista e ricercatrice del CREA, coordinatrice dello studio - rappresenta uno strumento fondamentale per valutare il livello di consapevolezza sui temi della nutrizione, soprattutto per i gruppi vulnerabili di popolazione, avvalorando l’ipotesi dell’esistenza di una relazione tra apporto dietetico e conoscenza nutrizionale. Quest’ultima, quindi, può essere funzionale sia alla scelta di un’alimentazione sana e sia alla valutazione dell’aderenza alle linee guida alimentari". 

Potrebbero interessarti

Salute

Sostituire il sale da cucina, cloruro di sodio, per abbassare la pressione

E' raccomandabile di limitare l'assunzione di sodio a non più di 2,3 grammi al giorno, con un obiettivo ideale di meno di 1,5 grammi per la maggior parte degli adulti. I sostituti del sale funzionano sostituendo parte o tutto il sodio in sale regolare con potassio

10 aprile 2026 | 12:00

Salute

L'eccesso di alcol anche solo una volta al mese fa danni al fegato

Molte persone pensano che il binge drinking occasionale sia innocuo. Le persone con disfunzione metabolica rischiano gravi danni epatici se bevono troppo alcol ache solo una volta al mese

08 aprile 2026 | 16:00

Salute

L’olio extravergine d'oliva può proteggere il cervello che invecchia: il ruolo su intestino e memoria

La dieta mediterranea non è salutare solo perché tradizionale, ma perché combina una serie di alimenti e matrici biologicamente attive che interagiscono tra loro. L’olio extravergine, in questo schema, non è un semplice condimento

08 aprile 2026 | 12:00

Salute

Morbo di Crohn: la dieta di 5 giorni che aiuta a sentirsi meglio velocemente

Una dieta che imita il digiuno che coinvolge solo cinque giorni al mese di pasti a base vegetale a basso contenuto calorico porta a notevoli miglioramenti nei sintomi, riducendo i principali marcatori biologici dell'infiammazione

08 aprile 2026 | 11:00

Salute

Hara hachi bu: l'abitudine alimentare giapponese per vivere più a lungo

La pratica tradizionale giapponese di mangiare fino a quando sei sazio circa all’80% sta guadagnando attenzione come un modo semplice ma potente per migliorare la salute e rimodellare il rapporto con il cibo

07 aprile 2026 | 15:00

Salute

Vino e salute: non conta solo quanto si beve, ma anche come e quando

Il consumo moderato di vino, soprattutto ai pasti e all’interno della dieta mediterranea, mostra caratteristiche diverse rispetto ad altri modelli di consumo. Le evidenze più recenti invitano a superare le semplificazioni

03 aprile 2026 | 12:30