Salute

Troppe poche proteine nella dieta degli italiani over 50 anni

Troppe poche proteine nella dieta degli italiani over 50 anni

Occorre distinguere tra proteine animali e vegetali. Queste ultime “sono definite proteine di basso o medio valore biologico mentre quelle che si trovano in carne, uova, pesce e latticini sono di alto valore biologico"

21 luglio 2021 | C. S.

Le proteine sono fondamentali per la nostra alimentazione, e la salute in generale, insieme a lipidi e carboidrati, fanno parte del gruppo dei macronutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno quotidianamente, nelle giuste proporzioni secondo tabelle specifiche consigliate dai nutrizionisti: il 55-60% delle calorie quotidiane deve provenire dai carboidrati, il 15-20% dalle proteine e il 25-30% dai grassi.

Secondo il dott. Luca Avoledo, biologo e nutrizionista, esperto in naturopatia presso la Clinica del Cibo di Milano, è molto importante l'assunzione di proteine anche in estate: “Le proteine non devono mai mancare in una dieta sana e equilibrata, e anche nel periodo estivo ne servono le giuste quantità per soddisfare il nostro fabbisogno quotidiano. Esistono tanti tipi di proteine o, più precisamente, di fonti proteiche: carne, pesce, uova, latte e derivati, yogurt e formaggi, che sono fonti proteiche di origine animale. Poi ci sono quelle di origine vegetale, che forniscono comunque un certo apporto di proteine, benché di minore qualità, come legumi e frutta a guscio, quindi noci, mandorle, nocciole e pinoli”.

Occorre quindi distinguere tra proteine animali e vegetali. Queste ultime “sono definite proteine di basso o medio valore biologico – prosegue l’esperto – mentre quelle che si trovano in carne, uova, pesce e latticini sono di alto valore biologico. Cosa vuol dire in concreto? Che si tratta di proteine più nutrienti, più complete, più digeribili, perché hanno una composizione amminoacidica analoga a quella delle proteine umane, quindi il nostro corpo le utilizza più efficacemente. Assumendo un unico alimento di origine animale, anche in piccole dosi, otteniamo in molti casi una grande quantità di proteine con tutti gli amminoacidi essenziali. Consumando regolarmente alimenti animali possiamo soddisfare facilmente il fabbisogno proteico”. 

“Ci si può riuscire anche con le proteine vegetali – prosegue Avoledo – ma è fondamentale comporre con la massima attenzione la dieta, sin dalla mattina e per tutta la giornata, contemplando la più ampia gamma di alimenti vegetali – legumi, cereali, frutta a guscio ecc. – e nelle giuste quantità per cercare di ottenere un adeguato apporto proteico. Non esiste, però, alcun alimento vegetale che sostituisca la carne”.

Secondo il nutrizionista va poi smentito quella sorta di luogo comune per cui “mangiamo troppe proteine”. “Questo è un timore in genere infondato, perlomeno in Italia – precisa Avoledo – secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quantità di proteine da assumere quotidianamente corrisponde a poco meno di 1 grammo per ogni chilo di peso corporeo, per l’adulto in normali condizioni di salute. In molte circostanze e fasi della vita (crescita, gravidanza, senescenza ecc.) anche di più. E bisogna considerare che 100 grammi di carne, alimento proteico per antonomasia, non corrispondono a 100 grammi di proteine, ma all’incirca solo a 20”.

Infine, proteine sì oppure no dopo i 50 anni? “Sì senza dubbio”, conclude Avoledo. “Il rischio di malnutrizione proteica è molto diffuso negli over 50, insieme alla falsa credenza che con l’età la carne debba essere diminuita o eliminata. Ridotti apporti proteici possono facilitare la sarcopenia, la perdita di massa e forza muscolare connessa, che è una condizione che promuove tutta una serie di patologie che vengono racchiuse con il nome di fragilità dell’anziano, dal deficit cognitivo a quello fisico. Ancor più dopo i 50 anni, raccomandiamo, quindi, il consumo di proteine, nella giusta quantità, soprattutto di proteine nobili come carne, pesce, uova e latticini”.

Potrebbero interessarti

Salute

Meglio non usare le banane nei frullati

Semplici combinazioni di alimenti possono cambiare la quantità di nutrizienti che il tuo corpo effettivamente assorbe, come per i flavanoli sani dei frutti di bosco. La scoperta sorprendente dell'Università della California

28 maggio 2026 | 15:00

Salute

Olio extravergine di oliva e cervello: la connettività visiva migliora in un mese

Uno studio pilota italiano-spagnolo mostra per la prima volta che il consumo quotidiano di olio extravergine di oliva ricco di polifenoli aumenta la connettività funzionale della corteccia occipitale in giovani adulti sani

28 maggio 2026 | 14:00

Salute

Il succo di barbabietola abbassa la pressione sanguigna negli anziani

Bere succo di barbabietola ricco di nitrati può fare più che sostenere la salute del cuore e potrebbe effettivamente rimodellare i batteri che vivono in bocca in modi che aiutano ad abbassare la pressione sanguigna negli anziani

27 maggio 2026 | 14:00

Salute

Attenzione agli integratori di vitamina D

Dal punto di vista alimentare, la vitamina D3 si trova soprattutto negli alimenti di origine animale. Altri alimenti utili sono il tuorlo d’uovo, il fegato e alcuni latticini. L'assunzione di integratori di vitamina D2 può portare a un calo della concentrazione di vitamina D3 del corpo

25 maggio 2026 | 16:00

Salute

Mangiare carne bovino non peggiora il rischio glicemico e di diabete

Mangiare carne bovina al giorno per un mese non mostra alcun peggioramento nel controllo della glicemia, funzione dell'insulina, infiammazione o altri marcatori chiave legati al diabete di tipo 2

25 maggio 2026 | 14:00

Salute

Le cotture che espongono più a rischio cancro: griglia, forno, affumicatura e frittura

Gli idrocarburi policiclici aromatici e i composti correlati alla cottura ad alta temperatura hanno causato il cancro negli studi sugli animali, sebbene gli studi sulla popolazione umana non abbiano stabilito un nesso definitivo

24 maggio 2026 | 12:00