Salute
L'olio extra vergine d'oliva agisce come antiossidante nel sangue, nel cervello, nei muscoli e nell'intestino tenue
L'extra vergine esercita un'azione tessuto-specifica quando somministrato in vivo, ma solo quando l'olio ha un alto contenuto fenolico, fonte nutrizionale di antiossidanti
16 luglio 2021 | T N
L'olio extra vergine d'oliva ha un ruolo predominante nella dieta dei paesi mediterranei. Secondo un claim salutistico approvato dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, l'olio protegge contro la perossidazione lipidica indotta dallo stress ossidativo nel sangue umano, quando contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati per 20 g.
Tuttavia, gli studi riguardanti gli effetti del totale di biofenoli sullo stato redox in vivo sono scarsi e o osservazionali e non forniscono un quadro olistico della loro azione nei tessuti.
Dopo una serie di test di screening in vitro, un extra vergine contenente biofenoli a 800 mg/kg è stato somministrato per 14 giorni a ratti Wistar maschi ad una dose corrispondente a 20 g di extra vergine al giorno per gli esseri umani.
I nostri risultati hanno mostrato che l'extra vergine ha rafforzato il profilo antiossidante del sangue, del cervello, del muscolo e dell'intestino tenue, ha indotto lo stress ossidativo nella milza, nel pancreas, nel fegato e nel cuore, mentre nessun effetto distinto è stato osservato nel polmone, nel colon e nel rene.
L'olio, sebbene sia considerato una fonte nutrizionale ricca di antiossidanti, esercita un'azione specifica sui tessuti quando somministrato in vivo.
Bibliografia
Paraskevi Kouka, Fotios Tekos, Zoi Papoutsaki, Panagiotis Stathopoulos, Maria Halabalaki, Maria Tsantarliotou, Ioannis Zervos, Charitini Nepka, Jyrki Liesivuori, Valerii N. Rakitskii, Aristidis Tsatsakis, Aristidis S. Veskoukis, Demetrios Kouretas, Olive oil with high polyphenolic content induces both beneficial and harmful alterations on rat redox status depending on the tissue, Toxicology Reports, Volume 7, 2020, Pages 421-432, ISSN 2214-7500
Potrebbero interessarti
Salute
Olio extravergine d'oliva: il "farmaco naturale" che hai in cucina
Non è solo un condimento. Secondo una nuova revisione scientifica, l'olio extravergine di oliva protegge cuore, intestino e metabolismo grazie a un mix unico di acidi grassi e polifenoli. Ecco cosa dice la ricerca e perché vale la pena metterlo al centro della tavola.
23 settembre 2026 | 16:00
Salute
Il profumo del cioccolato può aumentare l'intensità dell'allenamento fisico
Uno studio pubblicato su Frontiers in Physiology suggerisce che annusare cioccolato fondente o al latte prima e durante un esercizio di forza possa aumentare il numero di ripetizioni senza accrescere la percezione della fatica. L’effetto potrebbe dipendere dalle associazioni apprese tra odori, alimentazione e sistemi cerebrali della ricompensa
23 settembre 2026 | 14:00
Salute
Sucralosio e danni al DNA: i problemi impiego del dolcificante ad alte temperature
Una ricerca del 2023 aveva sollevato preoccupazioni per la capacità di un composto associato al sucralosio di danneggiare il DNA e alterare la barriera intestinale. Le successive valutazioni, compresa la revisione dell’Efsa del 2026, ridimensionano però il rischio per i consumatori alle condizioni d’uso autorizzate
22 settembre 2026 | 11:00
Salute
Cibi ultraprocessati e il possibile legame con l’artrosi del ginocchio
Uno studio pubblicato su Radiology ha rilevato un’associazione tra il consumo di alimenti ultraprocessati e una maggiore presenza di grasso intramuscolare nella coscia. Il fenomeno è stato osservato anche considerando calorie assunte, attività fisica e altri fattori socio-demografici
21 settembre 2026 | 14:00
Salute
L'olio extravergine con acido oleanolico aiuta i reni
Un’analisi esplorativa dello studio clinico randomizzato OLTRAD indica che il consumo per 12 mesi di olio di oliva arricchito con acido oleanolico potrebbe rallentare il declino della funzione renale nei pazienti con diabete di tipo 2, soprattutto quando è già presente una lieve compromissione renale
21 settembre 2026 | 11:00
Salute
Statine precoci dopo la diagnosi di diabete di tipo 2: possibile riduzione del rischio di demenza
Uno studio suggerisce che iniziare una terapia con statine entro il primo anno dalla diagnosi di diabete di tipo 2 sia associato a un rischio di demenza inferiore del 15% nell'arco di dieci anni. L'associazione risulta più contenuta, ma comunque presente, quando il trattamento viene avviato successivamente
20 settembre 2026 | 10:00