Salute
Niente dieta vegetariana per le donne in gravidanza e in allattamento
Ferro, zinco, DHA e vitamina B12 sono necessari per la crescita neurologica del bebè, micronutrienti la cui carenza nelle diete vegetariane restrittive è alta
06 luglio 2020 | C. S.
Le diete vegetariane sono adeguate per consentire un corretto e fisiologico sviluppo neuro-cognitivo? Lo sviluppo neuro-cognitivo è diverso nei bambini a dieta vegetariana da quelli che seguono una dieta con prodotti animali? Risposte a questi importanti quesiti vengono da un position paper su "Diete vegetariane in gravidanza e in età evolutiva" elaborato dalla Società italiana di Pediatria preventiva e sociale (Sipps) in collaborazione con la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), la Società italiana di medicina perinatale (Simp) e la Società italiana di medicina ambientale (Sima). Spiega Andrea Vania, responsabile del centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del dipartimento di Pediatria della Sapienza Università di Roma, nella presentazione del rapporto sulla rivista "Pediatria Preventiva e Sociale": “Per l’età pediatrica, negli ultimi tempi, si sono accumulate varie posizioni favorevoli verso il possibile uso di stili alimentari vegetariani anche nel bambino, già a partire dall’inizio dell’alimentazione complementare ma anche prima, in caso di indisponibilità del latte materno. Inizialmente si trattava solo di documenti che, pur accompagnati da ampia letteratura scientifica, non avevano quel rigore metodologico che invece è indispensabile nell’affrontare un tema dalle mille ricadute potenzialmente critiche sulla salute infantile”.
Il professore illustra come le quattro società scientifiche abbiano "ritenuto necessario approfondire alcuni punti critici connessi all’adeguatezza delle diete vegetariane in età pediatrica. Nel saggio si fa chiarezza su crescita e sviluppo neurocognitivo dei bambini, ed effetti dell’alimentazione vegetariana vista come fattore di esposizione (sia di rischio che di prevenzione) per le patologie trasmissibili e non trasmissibili". Ferro, zinco, DHA e vitamina B12 sono "tutti micronutrienti la cui carenza nelle diete vegetariane non solo è possibile, ma anche tanto maggiore quanto più la dieta è restrittiva (massima quindi nelle diete vegane o macrobiotiche)", si legge nel documento. "Giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo neuronale e neuro-cognitivo, nel quale si individuano periodi critici, di particolare vulnerabilità, in cui l’esposizione alla malnutrizione o a carenze di stimoli ambientali o ad entrambi può produrre una riduzione della plasticità neurale attraverso meccanismi epigenetici".
Precisando che "mancano studi di adeguata numerosità e di buona qualità metodologica", lo studio precisa che "le evidenze scientifiche sono costituite da studi e revisioni sistematiche con metanalisi sui deficit dei singoli nutrienti, tutte coerenti nel dimostrare importanti esiti a breve ed a lungo termine sul neurosviluppo".
"Nei lattanti, la carenza di vitamina B12 si manifesta fra i 4 e i 6 mesi di vita ed è stata associata ad una alterata mielinizzazione che altera la velocità di conduzione, danneggiando i sistemi uditivo e visivo e interferendo con l’apprendimento e l’interazione sociale’. Nei primi mesi di vita non si può escludere che diete vegetariane/vegane della madre nutrice, non supplementate, comportino gravi esiti clinici sullo sviluppo auxologico e/o psicomotorio dei bambini allattati al seno; stessi rischi si possono evidenziare successivamente, nel secondo semestre, in bambini che introducono un’alimentazione complementare esclusivamente vegetariana non adeguatamente supplementata".
Nei lattanti esclusivamente allattati da madri vegetariane o vegane (che non assumono supplementi di vitamina B12 e in carenza di vitamina B12) ‘il tempo di recupero è variabile e non completo, in quanto in alcuni bambini persiste comunque, al termine della terapia, un ritardo dello sviluppo psicomotorio. La carenza di ferro in gravidanza o nei primi anni di vita è stata messa in relazione con una maggiore frequenza di ansia, depressione e schizofrenia in età adulta. I deficit di folati e vitamina B12 sono associati ad un maggior rischio di depressione durante l’età adulta. Un deficit di zinco nei bambini- continua il documento- è stato associato a diversi disturbi comportamentali, cognitivi e motori. Non si hanno dati definitivi sul fatto che una donna gravida che segua una dieta vegetariana non supplementata sia in grado di soddisfare l’elevato requisito fetale di PUFA n-3 per lo sviluppo neurale del feto. Considerati gli importanti esiti a breve e lungo termine sul neurosviluppo da deficit di nutrienti, specificamente ferro, zinco, DHA e vitamina B12, le diete vegetariane devono essere considerate inadeguate a garantire in età pediatrica un corretto sviluppo psicomotorio. Si raccomandano quindi periodiche e specifiche valutazioni nutrizionali, soprattutto nella prima infanzia, ed adeguate supplementazioni’.
"Non si hanno dati di sicurezza sugli effetti delle diete vegetariane/ vegane della madre nutrice sullo sviluppo auxologico e/o psicomotorio dei lattanti allattati al seno. Per i noti effetti a breve e lungo termine dei deficit di alcuni nutrienti nel lattante allattato al seno, in particolare ferro, DHA e vitamina B12, si raccomanda un attento monitoraggio nutrizionale della madre vegetariana/vegana che allatta al seno provvedendo alle integrazioni necessarie per evitare che possano verificarsi esiti clinici gravi come deficit della crescita, anemia e deficit neurologici. Si raccomanda di continuare l’allattamento al seno almeno nei primi 2 anni di vita del figlio- precisa il documento Sipps, Fimp, Sima e Simp- sia se la madre segue una dieta vegetariana, sia se vegana (raccomandazione positiva forte). Se il lattante non è allattato al seno, o lo è solo parzialmente, si raccomanda di non somministrare bevande vegetali del commercio, ma formule, anche a base di proteine vegetali come riso o soia, adattate per lattanti".
Potrebbero interessarti
Salute
Il vero effetto del caffè su intestino e cervello
Il caffè non si limita a dare energia: rimodella attivamente l'intestino e la mente. Sia il caffè caffeinato che il decaffeinato altera i batteri intestinali migliorando l'umore e abbassando lo stress
06 maggio 2026 | 13:00
Salute
Dall’olivo un aiuto per le ossa: l’estratto delle foglie frena il grasso nel midollo
L’estratto di foglie di olivo e due suoi componenti purificati, oleacina e oleuropeina aglicone, possono mantenere attivo il midollo in uno stato meno differenziato e più proliferativo
05 maggio 2026 | 12:00
Salute
Bere di più non limita i calcoli renali
Nonostante l'importanza di un'elevata assunzione di liquidi per prevenire la recidiva di calcoli, raggiungere e mantenere un'assunzione di liquidi molto elevata è più impegnativo di quanto spesso viene considerato
04 maggio 2026 | 16:00
Salute
Stress e spuntini di mezzanotte sono nemici dell'intestino
Lo stress cronico è già duro per il tuo intestino ma una nuova ricerca suggerisce che mangiare a tarda notte potrebbe peggiorare le cose. Chi mangia dopo le 9 di sera ha molte più probabilità di soffrire di stitichezza e diarrea
03 maggio 2026 | 12:00
Salute
Pink Lady: una mela al giorno leva il medico di torno
La mela apporta naturalmente elementi preziosi per il nostro benessere, come vitamine e sali minerali: vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, tra cui la B2, preziosa per il benessere delle mucose. A questo si aggiunge una buona presenza di minerali come potassio, manganese e rame
02 maggio 2026 | 15:00
Salute
La vitamina D potrebbe aiutare la chemioterapia a funzionare meglio
Le donne assumono basse dosi di vitamina D insieme al trattamento hanno molte più probabilità di vedere il loro cancro svanire, poiché la vitamina D supporta anche la funzione immunitaria e potrebbe svolgere un ruolo più importante del previsto
30 aprile 2026 | 15:00