Salute
Positivi al test antidroga per colpa dei semi di papavero
I minuscoli semi neri contengono piccole quantità di morfina e codeina che possono comparire in un test antidroga. Per eliminare gli alcaloidi, in particolare morfina e codeina, serve una cottura per almeno 40 minuti a 200 gradi
22 maggio 2020 | T N
Pochi sanno che mangiare semi di papavero può falsificare un test antidroga.
Le piccole quantità di oppiacei contenuti attorno ai minuscoli semi di papavero possono trasferirsi all'uomo ma senza nessun effetto psicotropo.
Per migliaia di anni, le persone hanno coltivato i papaveri sia per i loro fiori colorati che per le loro proprietà analgesiche. La pianta è la fonte dell'oppio, che è stato a lungo usato come droga medicinale e ricreativa. Anche se l'oppio deriva da una sostanza simile alla linfa che circonda la capsula che racchiude i semi, alcuni oppiacei possono essere trasferiti ai semi durante la manipolazione. E' facile rilevare bassi livelli di alcaloidi dell'oppio, come morfina, codeina e tebaina, nei semi di papavero.
Alcuni ricercatori americani hanno utilizzato la spettrometria di massa per misurare i livelli di tre principali alcaloidi oppiacei in 15 campioni di semi di papavero disponibili in commercio e hanno rilevato grandi variazioni nelle concentrazioni di oppiacei.
Il riscaldamento dei semi a 200 gradi centigradi per almeno 40 minuti ha degradato la maggior parte degli alcaloidi. Tuttavia, cuocere i semi all'interno o sopra un muffin per 16 minuti a 200 gradi non ha cambiato significativamente le concentrazioni di morfina, codeina o tebaina nei semi, forse perché la temperatura interna ed esterna dei muffin ha raggiunto solo 99 gradi e 136 gradi, rispettivamente.
E' quindi bene sapere che utilizzare semi papavero, nelle normali condizioni di cucina, non annulla i rischi di alterare i livelli di oppiacei nel sangue, livelli che possono essere rilevati nel corso di un test antidroga, per esempio a seguito di un incidente stradale.
Potrebbero interessarti
Salute
L'olio di pesce Omega-3 contro il diabete di tipo 2
La Fondazione di ricerca di San Paolo suggerisce che l'integrazione di omega-3 migliora i livelli di zucchero nel sangue, il colesterolo e l'infiammazione spostando le cellule immunitarie in un modo più antinfiammatorio
03 giugno 2026 | 14:00
Salute
La corretta alimentazione resta centrale nella cura dell'obesità
Per molti anni la gestione dell’obesità è stata ricondotta prevalentemente al semplice controllo delle calorie introdotte e consumate, secondo una visione riduzionistica centrata esclusivamente sul bilancio energetico. Oggi questo approccio appare superato
03 giugno 2026 | 09:00
Salute
Legumi e soia alleati del cuore: chi li mangia regolarmente ha meno rischio di ipertensione
Una vasta analisi pubblicata sulla rivista BMJ Nutrition Prevention & Health rivela che il consumo regolare di fagioli, lenticchie, ceci, tofu ed edamame è associato a una riduzione significativa del rischio di sviluppare pressione alta
02 giugno 2026 | 15:00
Salute
Stanchezza cronica e mancanza di motivazione? Forse è colpa della vitamina B12
Un nuovo studio giapponese rivela il legame tra omocisteina alta, causata da carenze di folati e vitamina B12, e i disturbi energetici: negli uomini si traduce in affaticamento fisico, nelle donne in calo della motivazione. Ecco quali alimenti portare in tavola per prevenirli.
01 giugno 2026 | 14:00
Salute
Succo di guava e anemia: possibile alleato naturale per migliorare l’assorbimento del ferro
Una revisione scientifica pubblicata su BMJ Nutrition Prevention & Health suggerisce che il succo di guava, ricco di vitamina C, potrebbe migliorare i livelli di emoglobina nelle donne e nelle adolescenti affette da anemia da carenza di ferro
30 maggio 2026 | 12:00
Salute
Meglio non usare le banane nei frullati
Semplici combinazioni di alimenti possono cambiare la quantità di nutrizienti che il tuo corpo effettivamente assorbe, come per i flavanoli sani dei frutti di bosco. La scoperta sorprendente dell'Università della California
28 maggio 2026 | 15:00