Salute

Olio d'oliva e vino, con moderazione, allungano la vita

Anche le persone affette da problemi cardiocircolatori non devono privarsi dell'olio d'oliva e del vino nella loro dieta. L'associazione che deriva dall’olio extra vergine d'oliva e modeste quantità di vino rafforza i benefici del consumo di due componenti chiave della Dieta Mediterranea

31 agosto 2018 | Alessandro Vujovic

I problemi cardiovascolari sono una costante nella società di oggi e secondo l’ultimo rapporto dell'OMS sono la causa di oltre il 31% dei decessi nel mondo; questa percentuale sale a oltre il 45 % quando si riferiscono a cittadini europei. Già dalle ricerche di Ancel Benjamin Keys (Seven Countries: a multivariate analysis of death and coronary heart disease, Cambridge, MA, Harvard University Press, 1980), era risultato che le popolazioni mediterranee, che consumavano, nella dieta mediterranea (TMD), olio di oliva extravergine (EVOO) avevano, statisticamente, un basso rischio di malattie e decessi per cause cardiovascolari. Per approfondire questa tematica, è stato organizzato, più di un decennio fa, un progetto che ha coinvolto numerosi ricercatori attraverso uno studio sulla nutrizione, denominato PREDIMED (PREvenzione con una DIeta MEDiterranea) guidato da Enrique Gómez – Gracia che concludeva, nel 2013, affermando che è difficile trovare un farmaco che riduca del 30% il rischio di malattie cardiovascolari (CDV), tuttavia, la TMD, arricchita con i polifenoli contenuti nell'EVOO e nel vino, permette di raggiungere questo obiettivo. Inoltre, diversi studi clinici hanno dimostrato i benefici degli EVOO, ricchi d’idrossitirosolo (OHTyr), nel contrastare i fattori di rischio per CVD (Covas MI, et Coll. Virgin olive oil: a key food for cardiovascular risk prevention. Br J Nutr 2015;113 (Suppl 2):S19–28).

Negli studi sperimentali, l'OHTyr è risultato una delle più potenti molecole, tra i polifenoli, ad azione antiossidante, antiproliferativa, pro-apoptotica, anti-aggregante piastrinica e anti-infiammatoria.

Il recente studio, nel suo genere innovativo, di Rafael De La Torre R. 2017, che ha coinvolto 20 ricercatori di 17 centri di ricerca spagnoli, è il primo che, nell'ambito dello studio PREDIMED, permette di passare da precedenti risultati sperimentali su animali nonchè da dati statistico-epidemiologici sull’uomo, a dosaggi chimici quantitativi di molecole urinarie come l’OHTyr e del suo principale metabolita biologico il 3-O-metil-idrossitirosolo, noto anche come alcol omovanillico (HVAL), rapportandoli alla CVD e alla mortalità totale. HVAL è prodotto dalla metilazione, nella posizione 3, dell’OHTyr, trasferendo il gruppo metilico dalla S-adenosil-metionina, mediante l’azione dell’enzima catecol-O-metiltransferasi (COMT), enzima del quale esistono alcune varianti genetiche determinate dal polimorfismo del locus rs4680. L’HVAL è più stabile dell’OHTyr e permane per un tempo maggiore nei liquidi biologici e negli spazi intracellulari ed ha un’azione antinfiammatoria, antitrombotica ed endotelio-protettiva.

In questo studio è stata fatta la tipizzazione genomica del DNA al locus COMT in modo da correlare il polimorfismo dell’enzima prodotto dal gene COMT con la sua attività metiltrasferasica e quindi alla concentrazione del catabolita HVAL. Questo polimorfismo genetico (G>A dove G= guanina e A= adenina) risulta dalla sostituzione, nel DNA, della Guanina con Adenina nel codone 158 del gene COMT, ciò porta a una sostituzione nella proteina enzimatica COMT dell’aminoacido Valina con l’aminoacido Metionina, modificando l’attività enzimatica metilante.

La distribuzione del genotipo COMT [Val / Val (da G / G), Val / Met (da G / A) o Met / Met (da A / A)] dimostra che gli individui portatori del genotipo rs4680- G / G avevano concentrazioni più elevate di HVAL rispetto a quelli con altri genotipi. Nessuna associazione è stata ottenuta tra genotipi COMT e mortalità per tutte le cause o rischio CVD.

Da questo studio è risultato che maggiori concentrazioni di HVAL sono associate a una minore incidenza di eventi cardiovascolari (infarto miocardico, ictus o morte cardiovascolare) ovvero i soggetti del follow-up con il valore più alto di HVAL (≥ 20 mmol / L) avevano un rischio inferiore di CVD del 56%.

Da tutti i biomarcatori, solo le concentrazioni di HVAL erano significativamente associate con anni di vita o anni senza CVD dopo i 65 anni di età.

Gli individui, con valori più alti di HVAL, avevano una vita media più lunga di 9,5 anni dopo i 65 anni di età.

Per quanto riguarda gli eventi cardiovascolari, gli individui di età > 65 anni e, con valori più alti di HVAL, avevano 6,3 anni addizionali di vita liberi da CVD, oltre i 65 di età, rispetto agli individui con concentrazioni più basse. I risultati erano simili per entrambi i sessi separatamente.

Questo trial di alimentazione a gruppi paralleli, randomizzati e multicentrici, è stato fatto per valutare gli effetti della TMD, arricchita di EVOO e vino, nella prevenzione primaria della CVD. I partecipanti erano 1851 tra uomini e donne, residenti in Spagna, con età 66,8 ± 6 e privi di CVD all'arruolamento, ma ad alto rischio in quanto presentavano diabete mellito di tipo 2 oppure avevano ≥3 principali fattori di rischio come: fumo, ipertensione, dislipidemia, sovrappeso o obesità oppure una storia familiare di CVD prematura.

I polifenoli bioattivi sono composti naturali che troviamo, oltre che vino e nell’EVOO anche nella frutta, verdura, noci e semi, radici, foglie di diverse piante, erbe, prodotti integrali, alimenti trasformati (cioccolato fondente), nonché tè e caffè; la presenza urinaria dell’OHTyr e di HVAL è anche la dimostrazione che questi polifenoli vengono assorbiti, coniugati a livello intestino-epato-renale ed escreti, principalmente sono provenienti dall’EVOO.

E’ stato recentemente riportato da Perez (Pérez-Mañá C et Coll. Mol Nutr Food Res 2015;59:1213 – 6) che anche il vino rosso, può promuovere la generazione d’OHTyr endogeno a concentrazioni moderate. L’OHTyr è un prodotto minore della degradazione enzimatica ossidativa della dopamina.(De La Torre R. et Coll. Eur J Nutr. 2006;45(5):30710)

Sia gli studi sperimentali che quelli sull'uomo mostrano i benefici degli alimenti contenenti OHTyr contrastando alcuni fattori di rischio per CVD, quali la diminuzione: della frequenza cardiaca, pressione arteriosa, ossidazione LDL, infiammazione, marcatori trombotici e rapporti aterogenici delle particelle lipoproteiche; aumento del colesterolo HDL e miglioramento della funzione endoteliale. È stato dimostrato che i polifenoli di EVOO riducono anche l'espressione dei geni correlati all'aterosclerosi.

Recentemente Pérez-Mañá ha fornito una spiegazione dell'effetto protettivo combinato del consumo simultaneo dei due componenti chiave della TMD: vino e olio. Da un lato, l’EVOO fornisce tirosolo (Tyr) e OHTyr, mentre l'effetto dell'alcool sul metabolismo della dopamina e della tiramina aumenta la generazione endogena di OHTyr e Tyr nell'uomo. I precursori dell’OHTyr, dal vino, sono la tirosina, il Tyr e la tiramina. D'altra parte, l'alcol del vino aumenta la biodisponibilità del Tyr nell'uomo e si verifica la conversione in vivo del Tyr in OHTyr. Pertanto, è probabile che si verifichi un effetto sinergico del vino con l’EVOO sull'aumento del pool di OHTyr umano in vivo.

Le concentrazioni di HVAL in vivo, non dipendono solo dalle concentrazioni di OHTyr, ma anche dalla capacità metabolica individuale di promuovere la metilazione dell'OHTyr regolato da COMT. Una sostituzione della Valina (da G) con Metionina (da A) al codone del gene COMT influenza l'attività dell'enzima COMT. Gli individui con genotipo G/G rs4680 hanno un'attività da 3 a 4 volte superiore rispetto a quelli con altri genotipi e in accordo con questo studio (De La Torre 2017) il genotipo GG era associato a concentrazioni più elevate di HVAL.

In breve, è riportata, per la prima volta, l’associazione tra alte concentrazioni di HVAL urinario e un rischio più basso di CVD e mortalità totale in soggetti anziani ad alto rischio per CVD. L’EVOO e il vino, collegati a un’alta capacità metabolica di metilazione mediata da COMT, sono fattori chiave per ottenere alte concentrazioni di HVAL e quindi maggiori aspettative di vita e minor probabilità di CDV anche in soggetti a rischio. L'associazione che deriva dall’EVOO e modeste quantità di vino (vino rosso ~ 150 mL con alcol: 10-20 g/d) rafforzano i benefici del consumo di due componenti chiave della TMD.

Bibliografia

De la Torre R. et Coll. Protective effect of homovanillyl alcohol on cardiovascular disease and total mortality: Virgin olive oil, wine, and catechol-methylathion. Am J of Clin Nutr, 2017;105(6): 1297-304 DOI: 10.3945/ajcn.116.145813
Pérez-Mañá C. et Coll. Moderate consumption of wine, through both its phenolic compounds and alcohol content, promotes hydroxytyrosol endogenous generation in humans. A randomized controlled trial. Mol Nutr Food Res 2015 ; 59 : 1213 – 16 DOI: 10.1002/mnfr.201400842

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