Salute
Nell'olio di oliva il segreto per prevenire il cancro al cervello?
Secondo una ricerca dell'Università di Edimburgo l'acido oleico contenuto nell'olio di oliva stimola la produzione di una molecola che ha la funzione di prevenire la formazione di proteine che causano il cancro
05 giugno 2017 | T N
Un composto trovato nell'olio di oliva può aiutare a prevenire lo sviluppo del cancro nel cervello, spiega uno studio dell'Università di Edimburgo.
La ricerca ha verificato che l'acido oleico, il composto primario dell'olio d'oliva, può aiutare a prevenire il funzionamento dei geni cancerogeni nelle cellule.
L'acido oleico, infatti, stimola la produzione di una molecola che ha la funzione di prevenire la formazione di proteine ââche causano il cancro.
Non siamo però al punto da poter prevenire in assoluto la formazione di tumori al cervello e il gruppo di studio non può ancora affermare che un consumo regolare di olio di oliva nella dieta può aiutare a prevenire il cancro al cervello.
I loro risultati, tuttavia, puntano verso possibili terapie basate sull'olio per prevenire il tumore celebrale.
I ricercatori hanno analizzato l'effetto dell'acido oleico su una molecola, nota come miR-7, attiva nel cervello e nota per sopprimere la formazione dei tumori, scoprendo che l'acido grasso tipico dell'olio di oliva impedisce a una proteina cellulare, conosciuta come MSI2, di arrestare la produzione di miR-7.
In questo modo, l'acido oleico supporta la produzione di miR-7, che aiuta a prevenire la formazione dei tumori.
I ricercatori hanno fatto le loro scoperte sugli estratti di cellule umane e su cellule viventi in laboratorio.
"Mentre non possiamo ancora dire che l'olio di oliva nella dieta aiuta a prevenire il cancro al cervello, i nostri risultati suggeriscono che l'acido oleico può sostenere la produzione di molecole che sopprimono il tumore nelle cellule coltivate in laboratorio. Ulteriori studi potrebbero aiutare a determinare il ruolo che l'olio d'oliva potrebbe avere nella salute del cervello " ha concluso Gracjan Michlewski, autore della ricerca.
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