Salute

Sushi troppo economico? Attenti alla sindrome sgombroide

La diffusione di sushi bar, che offrono condizioni economiche particolarmente appetibili, ha portato con sè anche un picco della sindrome sgombroide. Si tratta di una reazione allergica che può provocare orticaria, diarrea, nausea o mal di testa, fino a svenimenti

07 ottobre 2016 | C S

Il sushi sta probabilmente divenendo il cibo etnico preferito dagli italiani, grazie alla diffusione di sushi bar che offrono pesce crudo, preparato secondo lo stile giapponese, a prezzi anche molto economici.

Non è raro imbattersi in sushi bar che offrono soluzioni "all you can eat" (ndr tutto quello che puoi mangiare) a meno di 20 euro. In questi casi vi è anche la possibilità che le condizioni sanitarie di conservazione e trattamento termico del pesce non siano state integralmente rispettate.

Pesci come lo sgombro o il tonno, e in generale il pesce azzurro, contengono istidina. Se a causa della cattiva conservazione si creano dei batteri, questi metabolizzano l'istidina in istamina, una sostanza rilasciata appunto nelle crisi allergiche.

Queste crisi allergiche, meglio conosciute come sindrome sgombroide o "mal di sushi", possono causare orticaria, nausea, diarrea e vomito, fino a disturbi di tipo neurologico come mal di testa e formicolii e, in casi più estremi, anche a crisi molto gravi con pressione bassa e svenimento.

Di solito il decorso della patologia è breve: si manifesta già a 20-30 minuti dall'ingestione, e si esaurisce nel giro di 24 ore.

I casi di sindrome sgombroide, più che altro, si concentrano in Lombaria. Nel 2015, anno record, i casi di persone intossicate da sindrome sgombroide a Milano sono stati 47. Fra il 1 gennaio e il 31 agosto di quest’anno, quindi in otto mesi, i pazienti colpiti da “mal di sushi” sono stati 38. E a settembre se ne sono aggiunti almeno altre sette.

Il problema per il consumatore è che il pesce troppo ricco di istamina non si riconosce ad occhio nudo.

Potrebbero interessarti

Salute

Arginina, un alleato del sistema immunitario: potrebbe migliorare la risposta contro tumori e virus

Una ricerca pubblicata su Cell rivela che la carenza di arginina riduce la capacità del sistema immunitario di riconoscere cellule tumorali e virus. Nei modelli animali, una dieta ricca di questo amminoacido ha limitato lo sviluppo del tumore del colon e attenuato gli effetti di influenza e Covid-19

12 agosto 2026 | 14:00

Salute

Il fruttosio come messaggero del cancro

Uno studio del Wistar Institute rivela che le cellule tumorali sopravvissute alla chemioterapia rilasciano fruttosio come segnale chimico, incoraggiando la diffusione del cancro ovarico. La scoperta apre nuovi interrogativi sul ruolo dell'alimentazione e dei farmaci ipocolesterolemizzanti nella lotta contro il tumore

11 agosto 2026 | 12:00

Salute

Caldo e Ferragosto, la guida degli esperti: acqua, dieta mediterranea e alimenti freschi per proteggere la salute

L'Istituto Superiore di Sanità ricorda le regole per affrontare le giornate più afose: bere con regolarità, consumare frutta e verdura ricche di acqua, limitare alcol e bibite zuccherate e scegliere un menu leggero con olio extravergine di oliva. Fondamentale anche la corretta conservazione degli alimenti durante picnic e pranzi all'aperto

10 agosto 2026 | 14:00

Salute

Dal frantoio al beauty case: quando i sottoprodotti dell'olio d'oliva diventano un tesoro per la pelle

Un nuovo sapone esfoliante, nato dai residui della produzione olearia, unisce sostenibilità e benessere cutaneo, dimostrando che la bellezza può venire dall'economia circolare

07 agosto 2026 | 10:00

Salute

Un avocado al giorno aiuta il cuore: meno particelle LDL e rischio cardiovascolare ridotto

Il consumo quotidiano di avocado negli adulti con obesità riduce le particelle di colesterolo LDL. Il beneficio è contenuto, ma conferma il valore di piccoli cambiamenti alimentari nella prevenzione delle malattie cardiache

07 agosto 2026 | 09:00

Salute

Proteine, non sempre di più è meglio: per molti adulti ridurne il consumo può favorire salute e longevità

Gli adulti sedentari potrebbero trarre benefici da un apporto proteico più contenuto. Miglior metabolismo, minore infiammazione e un invecchiamento più sano sono tra gli effetti osservati

06 agosto 2026 | 15:00