Salute

Un consumo moderato di caffè aiuta a invecchiare meglio

Secondo una ricerca dell'Università di Harvard il consumo di cinque caffè al giorno diminuirebbe l’incidenza di morti premature per qualsiasi tipo di causa e in particolare per diabete, per il morbo di Parkinson, per malattie cardiovascolari e neurologiche

18 novembre 2015 | C. S.

Uno studio della Harvard University ha dimostrato che bere ogni giorno anche cinque tazzine non fa male, anzi diminuisce l’incidenza di morti premature per qualsiasi causa. Gli studiosi americani hanno scoperto che il caffè abbasserebbe il rischio di ammalarsi di diabete, malattie cardiovascolari, neurologiche e morbo di Parkinson.

I dati provengono dall'analisi della salute seguita per 30 anni di circa 160 mila donne - parte del 'Nurse Health study' - e di 40 mila uomini.

Dall’analisi degli studiosi è apparso che i consumatori abituali moderati (ossia di 3-5 tazzine al giorno di caffè) hanno sofferto meno morti premature, sia bevendo la bevanda caffeinata che decaffeinata.

"Ci sono sostanze bio-attive nel caffè che riducono la resistenza all'insulina e le infiammazioni sistemiche, ci sono anti-ossidanti e magnesio" ha rilevato l'autore dello studio Ming Ding.

I maggiori benefici sono stati osservati tra i volontari che assumevano il caffè ogni giorno e non fumavano: tra di loro il rischio di morti premature sono risultati inferiori dell’ 8-15%.

Lo studio della Harvard University precede, di qualche settimana, il parere che l'Orgnanizzazione mondiale della sanità esprimerà proprio sul consumo di caffè e sulle bevande che contengono caffeina.

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