Salute

La vitamina D è essenziale contro il rischio di osteoartrite

In Italia l'80% della popolazione è carente. Molte le patologie a cui si può andare incontro in caso di deficienza di questo composto. Il rischio di osteoartrite al ginocchio è doppio in soggetti con bassi livelli di vitamina D

14 luglio 2015 | R. T.

La vitamina D è una delle vitamine più importanti per il nostro corpo. Può essere prodotta direttamente dal nostro organismo, attraverso l'esposizione al sole, ma può anche venire assunta tramite la dieta.

Sono però pochi gli alimenti che ne contengono in quantità apprezzabili. Un cibo particolarmente ricco è l'olio di fegato di merluzzo. Seguono, poi, i pesci grassi, come salmoni e aringhe, il latte ed i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure verdi.

In Italia l'80% della popolazione è carente. Una carenza che comincia già in giovane età, infatti nei mesi invernali la metà dei giovani è carente di vitamina D.

Con il passare degli anni l'assunzione di vitamina D con la dieta, e la sua produzione da parte del nostro organismo, diminuiscono, cosicchè la quasi totalità della popolazione anziana italiana è deficitaria.

Se nel bambino una deficienza di vitamina D porta al rachitismo, nell'adulto può portare a debolezza muscolare, deformazione ossea e dolori.

Un recente studio americano dell'Agricultural Research Service ha anche trovato una correlazione tra la carenza di vitamina D e l'osteoatrite alle ginocchia.

Dopo aver esaminato i dati di un grande studio epidemiologico sull'osteoartrite in Usa, i ricercatori si sono concentrati su 418 volontari, per i quali erano disponibili le concentrazioni sieriche di vitamina D nel sangue e le radiografie per valutare la progressione dell'osteoartrite del ginocchio.

I volontari sono stati seguiti per 4 anni e monitorato il livello di vitamina D e l progressione dell'osteoartrite.

Rispetto ai volontari con livelli normali, i partecipanti con bassi livelli di vitamina D avevano un rischio più che raddoppiato di un peggioramento dell'osteoatrite.

Il team di ricercatori, guidati dall'epidemiologo Fang Fang Zhang, ha concluso che la carenza di vitamina D è un fattore di rischio nella progressione dell'osteoartrite del ginocchio e che un adeguato apporto di vitamina D nella dieta è utile ai fini della salute di queste persone.

Potrebbero interessarti

Salute

Non basta dire Dieta Mediterranea, ecco la CronoDieta

La qualità degli alimenti non è l’unica variabile decisiva. La crononutrizione, disciplina che studia l’interazione tra ritmi circadiani e alimentazione, indica che l’organismo non risponde allo stesso modo ai nutrienti nelle diverse ore del giorno.

04 marzo 2026 | 16:00

Salute

La dieta che inganna il corpo a bruciare i grassi senza esercizio fisico

La riduzione di due aminoacidi comuni nelle proteine animali, metionina e cisteina, fa bruciare significativamente più energia. La spinta nella produzione di calore è stata quasi potente quanto l'esposizione costante alle temperature fredde

02 marzo 2026 | 13:00

Salute

La dieta mediterranea previene i tumori del cavo orale

Le persone con un'alimentazione aderente ai principi della dieta mediterranea hanno un rischio significativamente ridotto di trasformazione maligna a dimostrazione che le strategie preventivologiche della patologia tumorale del cavo orale

02 marzo 2026 | 12:00

Salute

Gli effetti collaterali della dieta ketogenica: importanti problemi metabolici

Le conseguenze negative della dieta chetogenica sono lo sviluppo del fegato grasso, grassi nel sangue anormali e una compromissione della capacità di controllare lo zucchero nel sangue, specialmente dopo aver reintrodotto i carboidrati

26 febbraio 2026 | 13:00

Salute

Le noci pecan possono migliorare i livelli di colesterolo e sostenere la salute del cuore

Negli ultimi 20 anni prove coerenti che mangiare noci pecan può migliorare i marcatori chiave della salute cardiovascolare, tra cui il colesterolo totale e il colesterolo LDL cattivo, sostenendo anche le difese antiossidanti

26 febbraio 2026 | 11:00

Salute

Mangiare pochi zuccheri nei primi tre anni di vita per avere un cuore forte da adulti

Le persone la cui assunzione di zucchero era limitata prima della nascita e nella prima infanzia hanno rischi di infarto, ictus, insufficienza cardiaca e morte cardiovascolare ridotti di circa il 20-30% da adulti

24 febbraio 2026 | 15:00