Salute

Salute del cuore e del cervello compromessa dai grassi idrogenati trans

Una ricerca dell'Università californiana di San Diego sostiene che l'assunzione di acidi grassi idrogenati trans, contenuti in alcune margarine e in molti grassi utilizzati dall'industria alimentare, farebbe perdere la memoria agli uomini di età inferiore ai 45 anni

23 giugno 2015 | R. T.

I grassi idrogenati trans usati nei prodotti comunemente dalle industrie alimentari per dare più sapore, consistenza e durata ai cibi, soprattutto prodotti da forno e dolciumi ma presenti anche in molti snack salati, fanno male alla salute.

Erano già noti i danni provocati al sistema cardiocircolatorio e l'azione pro infiammatoria, ma ora i ricercatori dell'Università californiana di San Diego hanno rivelato la loro azione dannosa a carico del cervello.

Secondo gli scienziati americani, l'assunzione dei grassi incriminati farebbe perdere la memoria negli uomini di età inferiore ai 45 anni, cioè persone di mezza età, generalmente non soggette a un rapido decadimento della capacità mnemonica.

Gli autori dello studio, nella lavoro pubblicato su PlosOne, hanno ricordato che "si tratta di sostanze già ritenute responsabili di effetti negativi sui profili dei lipidi del sangue, sulle funzioni metaboliche, sull'insulino-resistenza , sulle infiammazioni, sulla salute del cuore e generale".

I ricercatori hanno studiato le abitudini alimentari di circa mille uomini 45enni e più giovani, tutti in buona salute e senza patologie croniche, sottoponendoli a dei test di memoria.

Gli autori hanno scoperto che per ogni grammo di grassi trans assunto al giorno si perdono 0,76 parole. Gli uomini abituati a consumare circa 16 grammi di acidi grassi trans ogni giorno ha infatti indovinato circa 16 parole in meno rispetto alla media e quelli abituati a consumarne circa 28, ha indovinato 21 parole in meno rispetto alla media.

Anche i danni provocati dai grassi saturi sono gravi: fino a 12 parole in meno ricordate al giorno per chi assumeva grassi saturi, in confronto a chi non ne consumava affatto.

"La nostra scoperta dimostra come tali sostanze intaccano le funzioni del sistema nervoso centrale, modificando i processi cognitivi. Secondo il Centers of diseases control ridurre il consumo di tali grassi potrebbe prevenire dai 10.000 ai 20.000 attacchi di cuore e dai 3.000 ai 7.000 morti per patologie cardiache all'anno negli Stati Uniti" precisano gli autori dell'indagine.

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