Salute

Dall’olio d’oliva nasce uno dei cosmetici più antichi: il sapone

Già gli antichi la sapevano lunga sul sapone. E' facile da “sintetizzare” facilmente anche a casa. Nel passato si utilizzava la liscivia, oggi la soda caustica. Semplice anche aggiungere qualche olio essenziale per la profumazione

17 aprile 2015 | Diana Malcangi

In questa rubrica ho spesso accennato alle benefiche proprietà dell’olio d’oliva, prodotto che tutti conosciamo e amiamo come condimento delizioso e, cosa importante, come nutrimento per il benessere e la salute del nostro corpo.

Dal punto di vista di cosmetologa ho spesso evidenziato come queste caratteristiche siano affiancate da altre importantissime proprietà dell’oro liquido: quelle nutritive, rigeneranti, elasticizzanti, emollienti e antiossidanti per la pelle. E, a dir la verità, mai mi stancherò di elencarle e illustrarle, anche perché, soprattutto noi italiani, abbiamo a disposizione un vero tesoro di bellezza nelle nostre dispense, utile a risolvere tante problematiche cutanee.

I derivati dell’olio d’oliva

L’uso dell’olio d’oliva in cosmesi, però, non è esclusivamente legato alla sua presenza “tal quale” nei prodotti cosmetici, cioè come ingrediente.

Esso può essere anche trasformato chimicamente: come altri olii vegetali, infatti, anche l’olio d’oliva può essere sottoposto a una serie di reazioni chimiche (idrogenazione, acilazione, transesterificazione, solfatazione) che consentono di ottenere da esso tutta una serie di derivati, le famose sostanze natural-simili o natural-derivate utilissime nelle formulazioni cosmetiche (si tratta di emulsionanti, emollienti, attivi funzionali, tensioattivi, saponi...) e molto in voga soprattutto negli ultimi anni, grazie al boom dei cosmetici naturali e biologici, non più fenomeno di nicchia bensì un trend di lunga vita nel mercato cosmetico.

Vi risparmierò l’elenco di tutte le possibili sostanze che si possono ottenere dall’olio d’oliva e ne scelgo solo una, che conosciamo tutti e che veniva “sintetizzata” anche in passato, ben prima che si conoscesse chimicamente di che cosa si trattasse e il meccanismo di reazione. Sto parlando del sapone, prodotto principe dell’igiene quotidiana.

I saponi antichi

Sì, gli antichi la sapevano lunga. Anche sul sapone.

Le prime testimonianze dell’esistenza del sapone risalgono addirittura all’antica Mesopotamia: negli scavi dell’antica Babilonia sono stati ritrovati cilindri di argilla contenenti un materiale simile al sapone, datati attorno al 2800 a.C. e recanti anche l’incisione della ricetta. Più tardi, tavolette sumere (2200 a.C.) e papiri egizi (1550 a.C.) riportano ricette per preparare miscele a base di olii e alcali utilizzate per la detergenza.

Uno dei saponi più conosciuti ancora oggi è quello di Aleppo, che prende il nome dall’omonima città siriana, e che costituisce l’antenato di tutti i saponi duri del mondo. Anche quello di Marsiglia ha infatti mutuato la procedura di fabbricazione dal sapone di Aleppo.

La formulazione di quest’ultimo era molto semplice, perchè prevedeva l’utilizzo di solo olio di oliva fatto bollire con la liscivia a cui si aggiungeva, alla fine, olio di alloro per profumare.

Da dove deriva il nome sapone?

E’ stato Plinio il vecchio, uno scrittore latino del I secolo, nella sua Naturalis Historia, a usare per primo il termine latino sapo, facendolo derivare dal gallico saipo. Si è visto, però, che non si riferiva al sapone, così come lo intendiamo noi, ma a una tintura rossa per capelli.

Come ho accennato sopra, tra i primi a “credere” nei vantaggi dell’uso del sapone sono stati gli Arabi, che ne avevano realizzati di diversi tipi, aromatizzati con essenze vegetali. In seguito all’espansione araba i saponi si diffusero in tutti i Paesi del Mediterraneo, e le crociate fecero il resto: i saponi raggiunsero l’Occidente e, quindi, anche l’Italia. I primi saponifici nacquero nel XII secolo, in Spagna, Italia - Savona e Venezia - e poi in Francia. Alcuni sostengono che il termine sapone, in francese savon, derivi proprio dal nome della città di Savona, centro di una fiorente produzione saponiera in quel periodo e oltre.

La liscivia e la soda caustica

La liscivia, essenziale per saponificare l’olio, si preparava prima di fare il sapone, facendo bollire la cenere di legno in acqua a fuoco lento e poi filtrando il liquido in un telo (per eliminare i residui di cenere): la soluzione ottenuta era composta essenzialmente da acqua e idrossidi di sodio e potassio e, fino agli anni ‘60, ovvero prima dell’avvento dei detersivi commerciali, la liscivia era il “detersivo” più utilizzato, perchè eliminava il grasso (trasformandolo in sapone e quindi “sciogliendolo” nell’acqua di lavaggio), sbiancava e teneva lontani i batteri grazie al suo potere basico.

Il sapone di oggi, invece, si prepara industrialmente o artigianalmente utilizzando l’idrossido di sodio puro (soda caustica) al posto della liscivia. La soda pura è sicuramente più facile da dosare, anche se più pericolosa da maneggiare, e quindi la saponificazione deve essere realizzata da mani esperte.

Nel prossimo articolo parleremo di quali sono i saponi aggressivi e quelli delicati, di come si realizza un sapone artigianale o industriale e cercheremo di capire come riescono ad essere così efficaci nella rimozione delle impurità.

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