Salute

L'olio extra vergine di oliva protegge anche il nostro fegato

Anche se i meccanismi biomolecolari alla base di questo effetto protettivo rimangono poco chiari, la ricerca condotta da un team cino-americano ha confermato i benefici dell'olio d'oliva contro il danno epatico cronico

30 ottobre 2014 | R. T.

Uno studio cino-americano ha confermato i vataggi di una dieta a base di olio extra vergine d'oliva contro il danno epatico cronico indotto da epatossine come il tetracloruro di carbonio (CCl4) anche se i meccanismi di protezione rimangono poco chiari.

La ricerca ha utilizzato cavie di laboratorio, sottoposte a un approccio proteomico basato su gel bidimensionale, per studiare gli effetti di una dieta basata su olio extra vergine d'oliva o olio di semi di mais.

Ai topi di laboratorio è stato iniettato tetracloruro di carbonio due volte alla settimana per quattro settimane per indurre fibrosi epatica, quindi sono stati nutriti con olio di mais e olio extra vergine di oliva, in una dieta in cui l'olio costituiva il 20% del pasto.

La colorazione istologica, il test MDA e l'analisi fibrogenica hanno mostrato che le cavie alimentate con olio d'oliva avevano un più basso livello di perossidazione rispetto al gruppo alimentato con olio di mais.

Anche l'approccio proteomico, che si basa sull'espressione di alcune proteine marker, ha mostrato differenze significative tra i due gruppi.

I ricercatori, sulla base dei risultati dello studio, hanno così potuto confermare i benefici dell'olio extra vergine d'oliva contro il danno epatico cronico, che, secondo gli scienziati, va attribuito alle proprietà antiossidanti proprie dell'extra vergine, attraverso una regolazione della funzione epatocellulare e una modifica del metabolismo epatico.

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