Salute
Gambe gonfie? Un po' di cioccolato fondente può aiutare
Una ricerca dell'Università La Sapienza ha permesso di scoprire che un piccolo consumo di cacao può aiutare il flusso vascolare, riducendo dolore, crampi e stanchezza mentre si cammina
10 luglio 2014 | R. T.
La ricerca condotta dall'Università La Sapienza di Roma ha coinvolto poche persone (14 uomini e 6 donne nella fascia di età 60-78) ma è stato comunque considerato tanto interessante da essere stato pubblicato sul Journal of American Heart Association.
L'esperienza ha valutato persone con malattia arteriosa periferica, ovvero un restringimento delle arterie delle gambe. Il flusso di sangue rallenta e quindi si hanno come conseguenza dolori, creampi e stanchezza nella deambulazione.
I pazienti sono stati testati su un tapis roulant al mattino e di nuovo due ore dopo aver mangiato 40 grammi di cioccolato fondente e al latte (circa le dimensioni di una media barra di cioccolato fondente americano).
Il cioccolato fondente utilizzato presentava una concentrazione dell'85% di cacao. Il cioccolato al latte invece aveva un tenore di cacao inferiore al 30%. Tutto questo aveva ovviamente anche un impatto sul contenuto di polifenoli nei due cioccolati.
I ricercatori hanno verificato che i pazienti che mangiavano il cioccolato fondente camminavano l'11% più a lungo e il 15% per maggiori distanze rispetto alla media. Distanza e tempo di camminata non venivano invece influenzati dall'assunzione di cioccolato al latte.
I miglioramenti sono stati modesti ma il beneficio dei polifenoli del cioccolato fondente è "di potenziale rilevanza per la qualità della vita di questi pazienti", ha detto Lorenzo Loffredo, co-autore dello studio.
I livelli di ossido di azoto - un gas legato al miglioramento del flusso sanguigno – erano regolarmente più alti nei pazienti che mangiavano cioccolato fondente. Altri segni biochimici di stress ossidativo erano minori.
"Nutrienti ricchi di polifenoli potrebbero rappresentare una nuova strategia terapeutica per contrastare le complicanze cardiovascolari" ha detto Francesco Violi, autore senior dello studio e professore di medicina interna presso l'Università Sapienza di Roma.
Molti altri alimenti ricchi di polifenoli potrebbero offrire risultati simili. A solo titolo di esempio: chiodi di garofano, menta secca, semi di sedano, capperi e nocciole.
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