Salute
Il pesce diventerà sempre più tossico a causa della contaminazione da mercurio
In pochi se ne sono accorti ma negli ultimi mesi gli allarmi del sistema europeo Rasff per contaminazioni da mercurio sono diventati sempre più numerosi. Un problema destinato a peggiorare nei prossimi anni
29 maggio 2014 | Ernesto Vania
Controllando periodicamente i dati del RASFF, ovvero il sistema di allerta europeo sugli alimenti, non può saltare all'occhio la proliferazione di avvisi riguardanti la contaminazione di pesce con mercurio.
Solo negli ultimi dieci giorni, tra nuove segnalazioni e aggiornamenti di segnalazioni precedenti, abbiamo contato 13 avvisi.
Nella maggior parte dei casi i limiti di legge vengono superati del 20-30% ma vi sono anche violazioni di 2-3 volte i limiti.
Interessante anche notare come la maggior parte delle volte il pesce d'importazione che vorrebbe raggiungere il mercato europeo transiti da Spagna e Portogallo che, quindi, sembrano essere le porte di accesso privilegiate per tali commerci.
Non è neanche un caso che in altre tre circostanze l'origine fosse da paesi che si affacciano o pescano nell'oceano Pacifico, come Vietnam e Nuova Zelanda.
Una ricerca del 2013 dell'Università del Michigan ha infatti mostrato che la quantità di mercurio negli oceani aumenterà nei prossimi decenni e, nel Pacifico in particolare, potrebbe raddoppiare entro la metà del secolo. Inoltre la contaminazione da mercurio potrebbe essere più estesa del previsto. Anche i microrganismi che vivono nell'oceano aperto, e non solo quelli delle coste, convertono il mercurio inorganico in una sostanza tossica che può essere assimilata dai pesci.
E' noto da tempo che i grandi pesci predatori marini contengono alti livelli di metilmercurio, ma finora non era molto chiaro il perché. Ora si è scoperto che, nel determinare la quantità di mercurio tossico contenuto nei pesci, la profondità alla quale una specie si ciba è importante quasi quanto la sua posizione nella catena alimentare perché è al di sotto di 50 metri dalla superficie che è presente la maggior parte del mercurio tossico.
Gli effetti sulla salute umana possono includere danni al sistema nervoso centrale, al cuore e al sistema immunitario. Ad essere particolarmente vulnerabile è il cervello in via di sviluppo nei feti e nei bambini per i quali è addirittura sconsigliabile il tonno rosso, considerato l’apice dei prodotti a rischio.
Potrebbero interessarti
Salute
Olio d'oliva extravergine: il tesoro della dieta mediterranea per la tua salute
Partendo dalla sua composizione chimica unica, ricca di acidi grassi monoinsaturi e preziosi polifenoli uno sguardo all'affascinante interazione con il microbioma intestinale, che trasforma l'olio extravergine in un vero e proprio alleato del benessere generale
19 luglio 2026 | 12:00
Salute
Olio d'oliva extravergine ad alto contenuto fenolico: un alleato contro l'infiammazione intestinale e il cuore
Le malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, non colpiscono solo l'intestino. Chi ne è affetto ha un rischio maggiore di infarti, ictus e problemi cardiovascolari. I composti fenolici presenti nell'olio extravergine di oliva possano agire su più fronti: dall'intestino ai vasi sanguigni, fino alle piastrine
17 luglio 2026 | 12:00
Salute
Peperoncino e rischio tumori: cosa dice davvero la scienza
Una revisione di diversi studi suggerisce un'associazione tra un consumo molto elevato di peperoncino e un maggior rischio di alcuni tumori dell'apparato digerente, in particolare quello dell'esofago
17 luglio 2026 | 11:00
Salute
L'olio d'oliva extravergine è un alleato contro l'infiammazione cerebrale nei casi di obesità
L'integrazione giornaliera con olio extravergine di oliva è in grado di ridurre l'infiammazione nell'ipotalamo, migliorare i parametri metabolici e prevenire l'aumento di peso. Un promettente approccio nutrizionale contro le conseguenze dell'obesità
15 luglio 2026 | 12:00
Salute
La dieta mediterranea aiuta il benessere mentale durante l’invecchiamento
Uno studio internazionale condotto da University College London e ISGlobal evidenzia un’associazione tra una maggiore adesione alla dieta mediterranea e migliori livelli di benessere psicologico nelle persone tra i 50 e i 90 anni
15 luglio 2026 | 09:00
Salute
Longevità a tavola, ecco come la dieta mediterranea tiene lontano diabete e obesità
Non conta solo quanto mangi, ma cosa mangi. Uno studio americano rivela che ridurre un singolo amminoacido, senza eliminarlo del tutto, può fare la differenza tra invecchiare bene o male. I dati su 200.000 persone confermano: troppa carne fa male, ma anche troppa poca proteina indebolisce
14 luglio 2026 | 13:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati