Salute

Insalata condita con  extra vergine d'oliva per ridurre la pressione sanguigna

Il King College di Londra aggiunge un ulteriore tassello alle virtù della dieta mediterranea, spiegando perchè olio e verdure aiutano a ridurre l'incidenza di problemi cardiovascolari come ictus, insufficienza cardiaca e attacchi di cuore

20 maggio 2014 | R. T.

Il titolo dell'articolo del King College di Londra è una perfetta sintesi, in stile molto anglosassone, dei risultati di una ricerca scientifica che aggiunge un ulteriore tassello alle virtù della dieta mediterranea: ecco perché avete bisogno di olio d'oliva sulla vostra insalata.

Una dieta che combina grassi insaturi con una ricca nitriti verdure, quindi come come l'olio d'oliva e la lattuga, è in grado di proteggere dall'ipertensione.

I risultati, pubblicati sulla rivista PNAS, aiutano a spiegare perché alcuni studi precedenti hanno dimostrato che una dieta mediterranea può ridurre la pressione sanguigna.

La dieta mediterranea include in genere grassi insaturi come quelli dell'olio d'oliva, insieme a verdure come spinaci, sedano e carote che sono ricche di nitriti e nitrati.

Quando questi due gruppi di alimenti sono combinati portano a una reazione. La reazione di acidi grassi insaturi con composti azotati nelle verdure porta alla formazione di acidi grassi nitro.

Lo studio, sostenuto dalla British Heart Foundation, ha utilizzato topi per indagare il processo attraverso il quale questi acidi grassi nitro portano ad abbassare la pressione sanguigna. E' stato così scoperto che inibiscono un enzima noto come idrolasi epossidica che regola la pressione sanguigna.

Topi geneticamente modificati per essere resistenti a questo processo inibitorio infatti mantenevano una pressione sanguigna elevata anche quando sottoposti a una dieta di tipo mediterraneo, quindi in presenza di acidi grassi nitro.

Così, lo studio conclude che l'effetto protettivo della dieta mediterranea, che combina grassi e verdure, viene almeno in parte dagli acidi grassi nitro generati che inibiscono la idrolasi epossidica.

Il professor Philip Eaton, professore di biochimica cardiovascolare presso King College di Londra, ha dichiarato: "i risultati del nostro studio aiutano a spiegare perché la ricerca precedente ha dimostrato che una dieta mediterranea integrata con olio extra vergine di oliva può ridurre l'incidenza di problemi cardiovascolari come ictus, insufficienza cardiaca e attacchi di cuore.”

Ora chi glielo va a spiegare agli inglesi che hanno dato il bollino rosso, nell'etichettatura a semaforo, proprio all'olio extra vergine d'oliva?

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