Salute

CON IL FORMAGGIO PECORINO E’ POSSIBILE PREVENIRE TUMORI E CARDIOPATIE

E’ sufficiente alimentare le pecore con più erba fresca, invece di foraggio secco, per ottenere latte e formaggi dalle straordinarie proprietà. Lo prova uno studio condotto dall’equipe del professor Mauro Antongiovanni dell'Università di Firenze. Dovremo presto annoverare anche il pecorino tra i functional food?

24 settembre 2005 | C. S.

Il latte di pecora, e quindi il saporito formaggio pecorino caro alla dieta mediterranea, è un importante fattore di prevenzione non solo contro le malattie cardiovascolari, ma anche contro alcuni particolari tipi di tumore, soprattutto quelli al colon e alla mammella.

Sono le implicazioni di una ricerca sulle qualità nutrizionali di latte e derivati condotta in Toscana, sulle colline del Mugello, dall'equipe del professor Mauro Antongiovanni, ordinario di Nutrizione e Alimentazione Animale al Dipartimento di Scienze Zootecniche dell'Università di Firenze.

I risultati della ricerca sono stati presentati ufficialmente il 27 luglio scorso a Cincinnati, negli Stati Uniti, al Congresso mondiale di Scienze Animali e Scienze del Latte, organizzato dall'American Society of Animal Science e dall'American Society of Dairy Science.

Il professor Antongiovanni ne ha aveva già offerto un'anticipazione in giugno a Firenze, al convegno “Alimenti e ricerca dalla produzione alla tavola: qualità, tipicità e salute”, organizzato dal Cera, il Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Valorizzazione degli Alimenti di cui l'equipe di Scienze Zootecniche fa parte.

Analizzando il contenuto di grasso nel latte prodotto da un gregge di pecore di razza sarda, Antongiovanni ha scoperto che semplicemente cambiandone la dieta è possibile diminuire in misura sensibile (in media -40%) la concentrazione di acidi nocivi (miristico e palmitico) e di aumentare, altrettanto sensibilmente, quella degli acidi benefici: butirrico +15%, e soprattutto CLA (acido linolenico coniugato o acido rumenico) + 500%.

L'acido miristico e l'acido palmitico sono grassi saturi considerati fra i peggiori nemici della salute perché, fra l'altro, predispongono alle malattie cardio-vascolari. L'acido butirrico è invece un potente modulatore della microflora intestinale, previene i tumori al colon e agisce da antidiabetico. Quanto al CLA è un acido noto per le sue eccezionali proprietà salutari: previene la formazione del colesterolo cattivo a favore di quello buono, contribuendo perciò alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ha inoltre poteri antinfiammatori e stimola il sistema immunitario in funzione antitumorale (carcinoma della mammella, cancro del colon).

"La ricerca", spiega il professore, "è durata un anno circa. Per alterare positivamente le proprietà del latte di pecora è stato sufficiente ristabilire una dieta a base di normale erba fresca, invece di foraggio conservato com'è ormai consuetudine nella maggior parte degli allevamenti. In sostanza è bastato tornare alla natura, ossia far pascolare liberamente gli animali".

In passato molti esperimenti analoghi sono stati fatti sul latte di vacca, alimento completo di tutti i nutrienti (proteine, acidi grassi, lattosio, minerali, vitamine) e diffusissimo in tutto il mondo anche in forma di derivati (burro, formaggi, yogurt), dunque di grande importanza economica.

Il latte di pecora e il formaggio pecorino sono invece prodotti di nicchia consumati per lo più in Toscana, Lazio, Sardegna e, all'estero, in Grecia (la Feta) e poco in Spagna e Portogallo. Questa marginale diffusione ha frenato fin qui anche le curiosità scientifiche, spesso più attratte dal latte di capra in virtù del largo consumo che se ne fa in molti paesi, Francia in testa.

Rispetto al latte di capra quello di pecora contiene, però, la metà di grassi. Grazie alle più recenti acquisizioni della scienza dell'alimentazione e alla ricerca del professor Antogiovanni per Cera, ciò che fino ad oggi è stato un deterrente (tutti i grassi fanno male a prescindere) promette di calamitare sugli ovini nuove interessate attenzioni.





Info: Cera, c/o Disat, Facoltà di Agraria, Piazzale delle Cascine 18, 50144 Firenze, tel. 055.3288245, segrcera@unifi.it






Fonte: Catola & Partners

Potrebbero interessarti

Salute

Frullati di proteine, ecco come migliorarne gusto e consistenza

Modifiche mirate nel processo di produzione delle proteine del siero del latte possono rendere gli integratori proteici più gradevoli al palato, senza comprometterne le proprietà nutrizionali

18 giugno 2026 | 14:00

Salute

Olio d’oliva e cuore: un estratto specifico può migliorare la funzione vascolare e ridurre lo stress ossidativo

Un integratore a base di estratti di oliva, contenente idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale, può offrire benefici cardiovascolari superiori rispetto ai tradizionali prodotti arricchiti con il solo idrossitirosolo. I risultati mostrano miglioramenti significativi nella funzione coronarica, nella rigidità arteriosa e in alcuni marcatori infiammatori

18 giugno 2026 | 13:00

Salute

Bandire gli zuccheri dalla dieta potrebbe fare più male che bene

Uno studio presentato a Chicago rivela che azzerare lo zucchero da una dieta povera di grassi altera il microbiota e favorisce infiammazioni. La chiave per la salute non è la semplice rinuncia, ma l’equilibrio

16 giugno 2026 | 16:00

Salute

Tè salutare se appena fatto: troppi additivi in bottiglia e bubble tea

Una nuova ricerca cinese conferma i benefici del tè verde per cuore, cervello e metabolismo, ma mette in guardia dai prodotti commerciali. Troppi zuccheri, additivi e contaminanti rischiano di annullare gli effetti positivi. Meglio scegliere il tè fresco tradizionale

15 giugno 2026 | 12:00

Salute

Il licopene del pomodoro è un alleato per la salute

Un composto naturale dal colore rosso vivo, presente in abbondanza nei pomodori e nei loro derivati, è oggetto di studio da decenni per i suoi potenziali effetti benefici su cancro e malattie cardiovascolari. Ma cosa dice realmente la scienza?

14 giugno 2026 | 10:00

Salute

Rischio di demenza legato ai nitrati nell'acqua e nella carne

Le persone che assorbono più nitrati dalle verdure, grosso modo la quantità in una tazza di spinaci per bambini al giorno, hanno un rischio inferiore di sviluppare la demenza, mentre un maggiore apporto di nitrati e nitriti da carne rossa, carne lavorata e persino acqua potabile è collegato a un rischio maggiore

13 giugno 2026 | 09:00