Salute

Pesce all'istamina. Si moltiplicano gli allarmi in Europa

Segnalati quattro casi in due mesi solo in Italia. Negli eventi più gravi di intolleranza alle ammine biogene si può arrivare allo shock istaminico con ipotensione fino al collasso. Più spesso i sintomi sono prurito, arrossamenti, mal di testa e vertigini

26 febbraio 2014 | Ernesto Vania

In poco più di due mesi nell'Unione europea il RASFF, il sistema di allerta europeo per la sicurezza alimentare, ha segnalato nove casi di pesce contaminato da livelli oltre la norma di istamina.

In quattro casi il prodotto è stato respinto alle frontiere ma in cinque è stato diramata l'allerta europea poiché l'inscatolato era già sulle tavole e sugli scaffali.

Il tenore massimo di istamina ammesso dal regolamento europeo è di 200 ppm. Questi valori limite si applicano unicamente ai pesci delle seguenti famiglie: Scombridae, Clupeidae, Engraulidae, Coryphenidae, Pomatomidae e Scomberesocidae. Tuttavia i pesci di queste famiglie che abbiano subìto un trattamento di maturazione enzimatica in salamoia possono presentare tenori di istamina più elevati che non possono tuttavia superare il doppio dei valori suddetti.

Negli inscatolati, provenienti dal Marocco, dal Vietnam ma anche dalla Spagna sono stati registrati valori fino a 3716 ppm.

C'è dunque da preoccuparsi?

Prima di tutto l'istamina è una sostanza naturale, un'ammina biogena, utile al nostro corpo per le risposte nelle risposte infiammatorie ed allergiche, nella secrezione gastrica ed in alcune attività cerebrali. Non ne possiamo dunque fare a meno, ma oltre certi livelli può essere pericolosa.

L'avvelenamento da istamina (sindrome sgombroide) è documentata da numerosi studi epidemiologici. Generalmente tali intossicazioni avvengono a seguito di consumo di alimenti in qualche modo alterati.

L'esempio più caratteristico di cibo talmente ricco di istamina da provocare problemi a chi lo assume è quello del pesce conservato troppo a lungo o in maniera inopportuna. I principali incriminati in tal senso sono gli esemplari appartenenti alle famiglie: Scombridae (tonno, sgombro), Clupeidae (sardina, aringa), Engraulidae (acciuga) e Coryphaenidae (lampuga).

Ma quali sono i sintomi di un'intolleranza da istamina? Prurito, arrossamento del viso e del collo, orticaria, nausea, vomito, diarrea, cefalea, vertigini. Questi sintomi possono variare in dipendenza della quantità di tossina introdotta e dalla sensibilità individuale. Il periodo d’incubazione è breve: da pochi minuti ad alcune ore. Nei casi più gravi si può arrivare allo shock istaminico con ipotensione fino al collasso cardio-circolatorio.

Purtroppo non serve a molto cuocere normalmente il pesce contaminato da livelli elevati di istamina. Si tratta infatti di una molecola altamente termostabile e non è denaturata dai trattamenti di cottura e di inscatolamento: per una completa inattivazione è necessario un trattamento di 90 minuti a 116°C.

La terapia, in caso il medico riconosca i sintomi da intossicazione, è essenzialmente sintomatica e prevede l’impiego di anti-istaminici e glucocorticoidi, oltre a specifici integratori a base di diaminossidasi (DAO), vitamina C e vitamina B6.

Potrebbero interessarti

Salute

Creatina, dal potenziamento muscolare a un possibile alleato contro la depressione?

I risultati degli studi clinici sono contrastanti, ma il segnale è abbastanza interessante da meritare ulteriori approfondimenti. Nel frattempo, ecco come assumere questo composto attraverso l'alimentazione

05 luglio 2026 | 12:00

Salute

Un cervello in forma grazie ad alti livelli di vitamina C

Un'ampia ricerca condotta su oltre 2.000 persone con più di 64 anni suggerisce un legame tra la concentrazione di vitamina C nel sangue e l'integrità di alcune aree e reti del cervello coinvolte nella memoria e nell'attenzione

03 luglio 2026 | 11:00

Salute

Gli ingredienti nascosti negli alimenti, ecco cosa la scienza sta iniziando a scoprire

Sappiamo cosa mangiamo? Solo in minima parte. Oltre 26.000 composti chimici sono presenti negli alimenti, ma la maggior parte di essi è ancora un mistero per la ricerca. Scopriamo cosa significa per la nostra salute e come possiamo già oggi fare scelte più consapevoli

03 luglio 2026 | 09:00

Salute

Vitamina D, il sole estivo potrebbe non bastare: a rischio anziani e persone con pelle più scura

Una nuova ricerca mette in discussione l’idea che l’esposizione al sole durante l’estate sia sufficiente per ripristinare livelli adeguati di vitamina D. Molti soggetti appartenenti ai gruppi più vulnerabili potrebbero essere carenti durante tutto l’anno

29 giugno 2026 | 12:00

Salute

Cibo spazzatura, anche una manciata di patatine al giorno può fare danni al cervello

Uno studio australiano rivela che aumentare anche solo del 10% il consumo di cibi ultra-processati indebolisce la capacità di concentrazione, indipendentemente da quanto sia sano il resto della dieta. E i fattori di rischio per la demenza aumentano

26 giugno 2026 | 11:00

Salute

Diabete di tipo 2, non tutti i grassi sono uguali: l’olio d’oliva protegge il metabolismo

A confronto due grassi molto comuni: l’acido palmitico, presente in molti alimenti di origine animale e nei prodotti industriali, e l’acido oleico, tipico dell’olio extravergine d’oliva. La qualità dei grassi consumati può influenzare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2

25 giugno 2026 | 15:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati