Salute
Sarà l'olio extra vergine d'oliva a sconfiggere l'Aids? L'Ue ci scommette
Una molecola antiossidante presente nell'olio riduce la capacità del virus di infettare i linfociti nella mucosa. L'efficienza in vitro sarebbe del 100%. Si abbatterebbero così significativamente i rischi di infezione a trasmissione sessuale
14 luglio 2012 | Alberto Grimelli
Entro cinque anni potrebbe essere in commercio un farmaco capace di proteggere dalla trasmissione per via sessuale dell'HIV. E' la scommessa lanciata lo scorso 10 luglio da Josè Alcamí dell'Istituto Superiore di Sanità Carlos III di Madrid.
La scoperta è effettivamente molto importante perchè consentirebbe di salvaguardare milioni di vite. Basti pensare che ogni anno si verificano nell'Africa sub-sahariana 3 milioni di infezioni da HIV.
Il progetto, selezionato tra oltre un centinaio pervenuti all'Ue, riceverà 1,8 milioni di euro nei prossimi due anni. Questi studi permetteranno di approfondire le esperienze in vitro già effettuate ma anche di comprendere i meccanismi di inibizione che sarebbero all'origine della protezione dall'infezione, così da poter studiare un farmaco da commercializzare in tempi rapidi.
Alle già note proprietà antiossidanti dell'idrossitorosolo se ne aggiunge così un'ulteriore. Questo fenolo secoiridoide avrebbe infatti mostrato, in vitro, la capacità di inibire la replicazione del virus con un'efficienza del 100%. La sua capacità antinfiammatoria, oltretutto, ridurrebbe le irritazioni locali e quindi le possibilità di infezione della mucosa.
L'idrossitirosolo potrebbe essere quindi utile per lo sviluppo di gel antivirale e antinfiammatorio che potrebbe prevenire l'infezione da HIV. Secondo Alcamí, i risultati preclinici sono molto incoraggianti, essendo dimostrata la capacità antivirale ed antinfiammatoria in vitro e anche in topi umanizzati. I finanziamenti europei serviranno a iniziare la “fase due” sui macachi al fine di determinare l'esatto meccanismo d'azione e grado di protezione.
Si avranno risultati completi in due anni, ma ci si aspetta di avere i risultati preliminari entro un anno.
Una società spagnola sta collaborando alla ricerca, per la sintesi chimica e l'ottenimento del grado di purezza necessario, e conta, oltre di poter presto brevettare la scoperta, anche di immettere in commercio il farmaco nel giro di cinque anni.
In questo senso, Josè Alcamí ha già contattato alcune ONG e governi africani per avviare test clinici sull'uomo. Nelle popolazioni africane, dove l'HIV e l'AIDS sono una devastante epidemia che colpisce oltre il 20% della popolazione adulta, la donna avrà la possibilità di essere adeguatamente protetta con un unico sistema di profilassi che avrebbe, al contrario dei contraccettivi, maggiori chance di essere culturalmente accettato.
Un problema però non solo africano. In Spagna, come in Italia, sono 3500 circa, le nuove infezioni da HIV ogni anno, soprattutto tra i giovani.
La sperimentazione ha coinvolto, oltre ai ricercatori spagnoli, una dozzina di ricercatori presso l'Atomic Energy Research Hospital di Parigi e il San Raffaele di Milano.
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Accedi o RegistratiAlberto Grimelli
14 luglio 2012 ore 15:18Gent. Dott. Visioli,
la ringrazio per la precisazione.
E' vero che il progetto riguarda l'idrossitirosolo di sintesi, come ben specificato nell'articolo: "Una società spagnola sta collaborando alla ricerca, per la sintesi chimica e l'ottenimento del grado di purezza necessario, e conta, oltre di poter presto brevettare la scoperta, anche di immettere in commercio il farmaco nel giro di cinque anni.".
E' anche vero che, in natura, l'idrossitirosolo si ritrova nelle foglie dell'olivo e nell'extra vergine.
Perchè dimenticarlo concentrandosi solo e solamente sul nome di una molecola? Perchè dimenticare che è anche grazie ai molti lavori proprio sulle proprietà dell'olio d'oliva che si è giunti all'idrossitirosolo e quindi alle sue proprietà benefiche?
La storia della medicina è piena di casi di farmaci ottenuti da erbe ed essenze e, molto spesso, si ricordano proprio i nomi di queste piante, nonostante i principi attivi siano sintetizzati chimicamente, per un giusto omaggio alla meravigliosa complessità della natura.
Una volta tanto che l'olivo e l'olio possono vantare questa "primogenitura" perchè non esserne orgogliosi e citarla?
Se non ci fossero stati l'olivo e l'olio non ci sarebbe l'idrossitirosolo e di conseguenza non si sarebbe giunti a questi risultati oggi.
Francesco Visioli
14 luglio 2012 ore 14:41Una precisazione:
in effetti il progetto non riguarda l'olio d'oliva, ma idrossitirosolo di sintesi. Viene sintetizzato da Seprox Biotech (una ditta di Madrid con stabilimento a Murcia) e, se il progetto va in porto, verra' presumiblmente utilizzato incorporato in un gel da spalmare sui preservativi. In effetti non sara' l'olio d'oliva a sconfiggere l'AIDS, ma l'idrossitirosolo sintetico a limitare il contagio. Esiste gia' un brevetto su questo perche' i primi studi hanno dimostrato attivita' antivirali. Alcami possiede topi transgenici con vagine umanizzate in cui si possono sperimentare gli effetti dell'idrossitirosolo.
Francesco Visioli
Alberto Grimelli
14 luglio 2012 ore 11:58Buongiorno Sig. Breccolenti,
le riporto, direttamente dalla fonte, ovvero l'Istituto de Salud Carlos III, e in lingua originale, il passaggio relativo all'idrossitirosolo: "La molécula, el Hydroxytyrosol, es el más potente antioxidante natural que se conoce que hasta ahora se extraía del olivo, está presente en el aceite de oliva virgen extra (pero en cantidades muy pequeñas y variables de unos a otros aceites), responsable, junto con otros compuestos fenólicos, del sabor amargo característico del aceite de oliva. El logro de la empresa biotecnológica española ha sido desarrollar un método de síntesis química y enzimática para producirla a un grado de pureza única.
Alcamí, destaca las ventajas de este nuevo compuesto. “Se trata de una sustancia totalmente nueva y pionera tanto por su mecanismo de acción como por su estructura química molecular ya que combina dos mecanismos diferentes frente al VIH: la actividad antiviral directa y la antiinflamatoria; esta última reduce la capacidad del virus para infectar los linfocitos en las mucosas”
Al momento, la pubblicazione su riviste scientifiche è in corso, sono le uniche informazioni disponibili e foriere di nuovi, altrettanto interessanti, sviluppi.
giovanni breccolenti
14 luglio 2012 ore 11:11Ma non era il famoso "Oleochantal" ad avere proprieta' antinfiammatorie? L'oleochantal cioè il tirosolo (un OH in meno dell'idrossitirosolo)legato all'acido decarbossimetil-elenolico(p-HPEA-EDA)secondo molte ricerche (Visioli,Petroni,Obied,Beuchamp,Fabiani,Servili, Pannelli)avrebbe un effetto molto simile all'ibuprofene noto farmaco antidolorifico con proprieta' anche di riduzione del rischio verso alcune tipologie di cancro e verso l'insorgenza del morbo di Alzhheimer.
Oleochantal che è anche il maggior responsabile della sensazione di piccante dell'olio,mentre il tirosolo e derivati conferiscono la nota di amaro(potere antiossidante piu' forte).
Sign. Grimelli,si potrebbero avere ulteriori informazioni su questo argomento ?
massimo occhinegro
14 luglio 2012 ore 21:16E' una chiara forzatura evincibile dal titolo ed il Dott. Visioli , a mio parere, lo ha molto diplomaticamente evidenziato.