Salute

Il vino può ridurre l'aterosclerosi secondo uno studio francese

La sperimentazione è stata condotta sui criceti. Il deposito di grasso nell'area aortica è diminuito di più del 70% quando sono stati somministrati estratti fenolici del vino in soluzione con etanolo. Incrementata anche l'attività antiossidante del plasma

14 aprile 2012 | Ernesto Vania

Diversi studi epidemiologici hanno mostrato la benefica influenza di un consumo moderato di vino. Una proprietà dovuta alla presenza di composti fenolici (flavonoidi e non flavonoidi) che provocano una maggiore aggregazione piastrinica e promuovono la dilatazione dei vasi sanguigni. L'effetto non è dovuto, però, solo alla presenza di polifenoli ma anche di etanolo. Questi due composti, associati, lavorando in sinergia, possono prevenire o ridurre l'aterosclerosi, diabete e ipertensione.

Jean-Max Rouanet, Università di Montpellier, e Pierre-Louis Teissédre, Universdità di Bordedaux, hanno studiato l'effetto dei composti fenolici sulla prevenzione dell'aterosclerosi di origine nutrizionale su criceti. Queste cavie sono state alimentate con una dieta ricca di lipidi in acidi grassi saturi e colesterolo. Il consumo normale di composti fenolici è approssimativamente equivalente a quello di due bicchieri di vino rosso a pasto per un uomo di 70 kg, ovvero mezzo litro al giorno, per un totale di 1 g composti fenolici.

Al fine di effettuare i test, è stata studiata la somministrazione di un estratto fenolico di vino rosso in una soluzione acquosa ed uno in una soluzione idroalcolica. E' stato utilizzato come testimone un criceto nutrito solo con una soluzione al 12% di etanolo.

Al termine della prova, il livello di colesterolo era significativamente ridotto per animali che avevano ricevuto l'estratto fenolico, sia disciolto in acqua sia in etanolo rispetto al controllo con etanolo 12%. In particolare l'estratto fenolico ha diminuito il tasso di apolipoproteina B (colesterolo LDL), del 40% e 32%, rispettivamente, se disciolto in acqua o in etanolo. Incrementato molto il rapporto A-1/Apo B segno di un minor rischio di arteriosclerosi.

Il risultato più interessante, tuttavia, è la diminuzione significativa della superficie del grasso aortico nella striscia occupata da depositi di lipidi negli animali che ricevono l'estratto fenolico disciolto in acqua (29%), la soluzione di solo etanolo 12% (60%) e l'estrazione fenolica disciolto in etanolo (73%). Questo risultato suggerisce che vi è un effetto additivo preventivo

sia dal fenolico sia delle frazioni di etanolo nel vino rosso. Anche l'attività antiossidante del plasma era significativamente aumentata con l'estratto fenolica disciolto in acqua (18%), con la sola soluzione di etanolo 12% (24%), e l'estratto fenolica disciolto in etanolo (35%).

Non solo vino, comunque anche l'uva e il suo succo hanno potenzialità benefiche. In un lavoro del 2008, sono stati fatti consumare estratti fenoli pari a un contributo giornaliero di 600 g/giorno di unv o di 500 ml/giorno si succo d'uva (consumo uomo adulto), Questa dieta ha portato a ridurre la superficie di deposizione di grasso a livello dell'arco aortico dell'80%, rispetto al animali di controllo. Allo stesso modo, con il consumo di uve o succo d'uva, il colesterolo totale è diminuito del 30%.

Un effetto importante sulle proprietà benefiche del vino l'avrebbe la vinificazione. Recentemente, i vini rossi preparati da diversi tipi di vitigni (Grenache e Syrah) e trasformati sono stati testati sui criceti. I depositi di lipidi aortici sono stati ridotte del 30% nel caso di solo etanolo, del 54% in media e del 65% per quelli ottenuti in tanisage.

Il vino potrebbe, secondo i due autori francesi, svolgere un ruolo nella nutraceutica preventiva, se consumato regolarmente, con moderazione, e quando integrato nella dieta.

I composti fenolici di uve e vini possiedono proprietà terapeutiche, in particolare, per alcune patologie croniche quali l'aterosclerosi.

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Redazione Teatro Naturale

14 aprile 2012 ore 17:03

Refuso corretto. Grazie per la segnalazione.
Cordiali saluti

ercole aloe

14 aprile 2012 ore 12:16

Mi permetto di farvi notare che nel titolo dell'articolo (molto interessante) a mio avviso c'è un errore in quanto si tratta dell'ATEROSCLEROSI e non dell'arterosclerosi. Infatti la prima (ATEROSCLEROSI) riguarda la formazione di placche nelle arterie muscolari di grande e medio calibro (coronarie, carotidi e femorali) ed in quelle elastiche come l'aorta o l'arteria polmonare. La seconda (ARTEROSCLEROSI)riguardale arterie di piccolo calibro, in particolare quelle del rene, della milza, del fegato e del pancreas. A differenza dell'aterosclerosi non comporta il formarsi di depositi lipidici, ma di proliferazioni anomale di alcune cellule della tonaca intima (endotelio a contatto diretto con il sangue) e di quella media (formata da muscolo liscio).