Salute

Più salute con il succo d’oliva

Innovare l’olio extra vergine di oliva investendo su ricerche che prendano in esame i reali effetti salutistici sull’organismo. La produttrice Francesca Petrini presenta i risultati di una sperimentazione effettuata sui bambini

05 novembre 2011 | Carlotta Baltini Roversi

Nelle scorse settimane avevamo segnalato il convegno che si svolgerà al Simei il prossimo 25 novembre, riguardante il tema dell’innovazione sul fronte dell’olio extra vergine di oliva. Abbiamo anche evidenziato, allora, come ci sia ancora spazio per nuove idee. Abbiamo anche chiesto se sia possibile cambiare volto a un prodotto millenario, ancora tanto apprezzato proprio perché mai uguale a se stesso. Un functional food, a tutti gli effetti. Abbiamo anche chiesto ai lettori di comunicarci le proprie idee in proposito, perché anche tra i produttori può esserci chisi impegna nell’innovazione. Neanche a dirlo che abbiamo ricevuto varie segnalazioni su cui ritorneremo più avanti.

Una innovazione di cui comquneue avevamo già riferito in diverse occasioni riguarda il Petrini plus®, il noto olio extra vergine di oliva vitaminizzato prodotto e messo in commercio nelle farmacie dalla Fattoria Petrini.

Una premessa in questo caso ci sembra d’obbligo: l’azienda di cui è titolare Francesca Petrini è una realtà medio-piccola, eppure capace di presentare una sostanziale novità sul mercato, senza mai fermarsi, ma cercando ogni anno nuove conferme alla validità del suo progetto.

Questa volta, con l’olio fresco di molitura, la Petrini festeggia il nuovo raccolto dell’olivagione 2011 con i risultati di un’ennesima ricerca, a testimonianza dell’importante traguardo raggiunto nell’ambito della ricerca universitaria e che ha riguardato gli effetti della supplementazione con il Petrini Plus su bimbi da 6 a 36 mesi con scarsa crescita ponderale non organica.

“Nell’infanzia – spiega Francesca Petrini - le difficoltà alimentari sono piuttosto comuni e facilmente riscontrate dai pediatri. Si osservano, in alcuni casi, difficoltà alimentari transitorie che rappresentano l’espressione di una turba evolutiva temporanea di lieve entità che si risolve in tempi brevi; vi sono poi i bambini denominati spizzicatori (picky eaters) o con ritardo nell’acquisizione dell’autoalimentazione.Tuttavia i problemi più seri si manifestano quando ad un’inadeguata assunzione di cibo si accompagna una difficoltà di accrescimento”.

Per la maggior parte dei bambini – prosegue la Petrini - la scarsa crescita è il punto di arrivo di un processo cronico che coinvolge influenze biologiche (di ordine medico e/o nutrizionali) e psicologiche (sociali e/o ambientali). Tutti i bambini con uno scarso accrescimento hanno comunque un problema organico serio, la malnutrizione, e hanno come conseguenza la presenza di deficit di microelementi (ad esempio di ferro, zinco, vitamine, calcio, acidi grassi polinsaturi).

Condotto con la d.ssa A.M.Cester della Clinica Pediatrica presso l’Ospedale Salesi di Ancona, in collaborazione con l’équipe della prof.ssa Laura Mazzanti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, lo studio ha previsto l’arruolamento di 50 bambini inappetenti, randomizzati in doppio cieco e divisi in due gruppi (A e B) a cui veniva somministrato olio Petrini plus® (arricchito con le vitamine D3, K1 e B6) e olio Petrini semplice. Dalle urine prelevate in diversi tempi si è potuto indagare il livello quantitativo dell’escrezione di NTx che funge da indicatore del riassorbimento osseo umano.

I risultati ottenuti hanno evidenziato una diminuzione del 25% dell’escrezione dell’NTx nel gruppo

supplementato con olio Petrini plus® rispetto al gruppo trattato con olio Petrini semplice. Un

aumento dell’NTx equivale a un maggior riassorbimento osseo (perdita) quindi una diminuzione

dei valori NTx urinario, come nel presente caso, è indicativa di un miglior assorbimento del calcio a

livello osseo a beneficio appunto della massa ossea. Questo dato conferma quelli già ottenuti nelle

donne fertili e nelle donne in menopausa i cui miglioramenti sono stati confermati anche dagli

incoraggianti valori ottenuti dalla Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC).

In conclusione l’intero progetto ha confermato l’ipotesi di lavoro iniziale che vedeva nell’impiego dell’olio Petrini plus® un efficace trattamento per migliorare la densità ossea e aumentare la resistenza alle fratture, anche in assenza di terapia farmacologia, non priva di controindicazioni a volte anche gravi.

 

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