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E’ ancora possibile innovare l’olio extra vergine di oliva?

E’ quanto ci si chiederà nel corso di un importante convegno internazionale che si svolgerà a Milano il prossimo 25 novembre nell’ambito del Simei-Enovitis 2011. Andare oltre la tradizione, sta qui la sfida. Gli operatori sono invitati a proporre idee

22 ottobre 2011 | T N

Il convegno che si svolgerà in occasione del Simei-Enovitis 2011 ha per titolo “Oltre la tradizione. Un volto nuovo per l’olio extra vergine di oliva”. Si svolgerà venerdì 25 novembre alle ore 9.30 presso il Centro Congressi Stella Polare di Fiera Milano Rho, nell'accogliente e ampia Sala Gemini.

Il futuro dell’olio ricavato dalle olive va scritto oggi, non può più essere rimandato a domani. Nel contesto operativo attuale, in cui ci si muove un po’ a fatica sul mercato, è necessario voltare urgentemente pagina, perché non basta più ancorarsi alla tradizione. Ci vuole inventiva e progettualità.

E’ necessario in particolare inventarsi qualcosa di nuovo. Ciò che tuttavia non si è ancora compreso, è cosa ci si debba inventare per andare concretamente al di là del già noto. E’ in gioco infatti la buona tenuta del nostro comparto olivicolo e oleario. Sì, perchè a distanza di cinquantuno anni dall'introduzione della categoria merceologica olio extra vergine di oliva; e a vent'anni dall’introduzione, tramite regolamento comunitario, dell'analisi sensoriale degli oli di oliva; e, non ultimo, a vent'anni dall’istituzione, il prossimo 2012, delle denominazioni di origine per l’olio, non è più tempo di restare immobili, replicando vecchi modelli e formule ormai inefficaci.

Indicare nuove strade da percorrere non è tuttavia un compito agevole. Nonostante tale limite, occorre pur apportare qualcosa di nuovo, in un mercato dell’olio da un lato promettente, perché si sta estendendo sempre più nettamente verso nuovi confini e nuovi popoli, dall’altro lato piuttosto stanco e maturo, in particolare nei Paesi tradizionali del Sud Europa, dove, con qualche malcelata preoccupazione, un prodotto da tutti ormai considerato un functional food, è stato paradossalmente declassato, sugli scaffali, alla stregua di prodotto civetta, diventando così a tutti gli effetti una generica commodity. Quali strategie sono allora possibili? E’ ancora plausibile una innovazione di prodotto?

 

Programma

 

Ore 9,30

Luigi Caricato, oleologo e direttore di Teatro Naturale, moderatore

 

Ore 9,40

Carlo Mariani, Stazione Sperimentale per le Industrie degli Oli e dei Grassi, Milano

“La chimica dell'olio. Quanto può contribuire lo studio dei componenti minori e della materia grassa nell’apportare un valore aggiunto al prodotto.”

 

Ore 10,00

Tullia Gallina Toschi, Bologna

"L'olio extra vergine vergine nel mondo e la genuinità del gusto. Se non piace, che fare?"

 

Ore 10,20

Massimo Cocchi, Università di Bologna

“L'olio extra vergine di oliva: functional food. La leva salute per fare marketing”.

 

Ore 10,40

Massimo Occhinegro, esperto marketing internazionale

“Come giocarsi la carta dell'export verso i nuovi paesi consumatori: quale strategia di prodotto può essere attuabile”.

 

Ore 11,00

Mauro Meloni, direttore Consorzio di garanzia extra vergine di qualità

“Fermarsi all'extra vergine o studiare un nuovo prodotto”.

 

Ore 11,20

Giuseppe Capano, maestro di cucina

“Ci sono possibilità di nuove sperimentazioni in cucina con l'olio extra vergine di oliva?”.

 

Ore 11,40

Juan Penamil, Spagna, direttore Mercacei

“Le innovazioni di prodotto, cosa accade in Spagna”.

 

Ore 12,00

Michele Genovesi, manager del gruppo Boheringer

Case history “Non solo olio extra vergine. Una riflessione sul mercato farmaceutico come opportunità per i derivati della lavorazione delle olive”

 

Ore 12,20

Dibattito

 

MODULO DI ADESIONE (clicca qui): L'INGRESSO E' LIBERO

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